La crepata campana di vetro

Dove eravamo rimasti?

Qual è il prossimo episodio? Virginia e Riccardo parlano dell'accaduto (67%)

Al mare

L’acqua cristallina brillava davanti ai loro occhi.
A saperlo prima di tutta questa bellezza a due ore di treno da te! – aveva detto Virginia.
Il braccio di Riccardo le cingeva la vita e sentiva il calore della sorella. Era stata una dura settimana, tutta casa-lavoro con in testa i pensieri dell’accaduto.
Pensavo ce l’avessi con me perché ho chiamato mamma e papà – le aveva confessato lei.
Il mare dava a Riccardo un grande senso di sollievo, come se tutto potesse essere risolto e quel dolore così intenso si dissolveva davanti alla bellezza della natura.
No, Virgi, non sono arrabbiato – aveva risposto – anzi sono felice che l’hai fatto, mi sono tolto il peso e vada come vada…

Sai – la voce di Virginia si era fatta seria – papà mi ha parlato questa settimana e non è stato facile. Lunedì non è andato al lavoro, è rimasto tutto il giorno a casa e non ha nemmeno risposto alle telefonate, era scosso, si vedeva. A fine giornata si è presentato in camera e mi ha chiesto di parlare: temevo la solita paternale sul lavoro di famiglia, sul farsi una vita decorosa secondo i suoi canoni e invece mi ha chiesto di te, se sapevo come stavi e se tutto andava bene…
Eppure a me non ha fatto sapere niente –
Ric – aveva continuato – non è facile per te come lo è per lui… io sono dalla tua parte, ti ha in parte rovinato la vita, ma mi ha fatto tenerezza quando mi ha parlato di te in quel modo, la sofferenza che trapelava dai suoi occhi. Tu hai avuto del tempo per elaborare chi sei, al di fuori delle sue restrizioni mentre lui si è dovuto prendere tutto in una botta sola quando tu hai sbroccato. Sai, io sono felice che tu sia esploso perché si farà un esame di coscienza e forse qualcosa cambierà… soprattutto spero cambi per te e nei tuoi confronti, ma in questa settimana l’ho visto a terra. Quando gli ho detto che saremmo andati al mare mi ha chiesto di portarti i suoi saluti, mentre con mamma so che ti sei sentito e mi fa piacere.
Era vero mentre si recava al lavoro, una mattina, Riccardo aveva scritto un messaggio di buongiorno a sua madre per farle una sorpresa. Dopo parecchio tempo di riflessione, si era reso conto di essere stato troppo duro con lei. Non aveva fatto niente di concreto, se non cercare di tenere unita la famiglia.
Se è come dici tu – aveva detto Riccardo – ne sono felice.
In realtà… – Virginia diceva – mi ha detto se vieni al suo compleanno fra due settimane e ha aggiunto che puoi portare il tuo amico, dando per scontato che tu ne abbia uno.
Un mio amico? –
Dai, Ric, capisci… – entrambi avevano sorriso.
Da quello che le aveva raccontato Virginia sembrava che suo padre avesse fatto passi da gigante: dietro tutta quella forza mostrata si celava quindi una debolezza?
E allora che amico porti? – aveva chiesto curiosa sua sorella.
Non credo porterò qualcuno, ammesso che verrò –
Tu sei pazzo fratello mio – Virginia era tornata seria – ti sta dando l’occasione di farti conoscere nella parte più intima e difficile per lui da accettare e tu molli la presa, così? Come pretendi lui capisca se tu non ti esponi?
Virgi sono esploso, ma ho ancora paura –
E sempre l’avrai se non cambi qualcosa – era seria come non mai – hai aspettato questo momento per lungo tempo e adesso ti tiri indietro?

L’acqua era trasparente, il sole ci rifletteva sopra e c’era una leggera brezza fresca. Riccardo si era tolto le scarpe e si era avvicinato al mare, immergendo delicatamente i piedi all’arrivo delle onde. La sensazione era quella di pura libertà. Ad un tratto gli erano tornate alla mente le scene delle loro vacanze di famiglia di cui aveva molti ricordi positivi. Suo padre, seppur qualche volta impegnato a lavorare, cercava dei modi per tenerli impegnati, come ostruire castelli o fare gare di nuoto.
Ti ricordi quando papà ci aveva sfidati a correre sul bagnasciuga? – aveva chiesto d’un tratto Riccardo.
E chi se lo scorda, penso sia il ricordo più felice con lui… –
Il padre correva, lasciandoli in vantaggio, quando improvvisamente li aveva presi ed era corso verso il mare tenendoli in braccio. La scena era durata qualche secondo, ma quella sensazione di calore fra le braccia del padre in un gesto così spontaneo e semplice l’avevano ricercata anche dopo senza mai trovarla.

Secondo me – aveva detto Virginia abbracciandolo da dietro – devi portare Mattia.
Riccardo l’aveva guardata con fare sospettoso.
Ho visto a casa tua la sua maglietta – aveva confessato la sorella – e comunque siete proprio due bellissimi amici!
La risata era scoppiata spontanea. Si erano goduti l’acqua sui piedi passeggiando sulla riva e il silenzio al sapore di libertà.

Io ti aspetto – aveva detto Virginia salendo sul treno verso casa – e anche papà.
Ti voglio bene – aveva risposto Riccardo.
Senza Virginia non sarebbe andato tanto lontano, probabilmente sarebbe stato a lavorare con suo padre e avrebbe represso la parte più vera di sé. In quel ti voglio bene si celava un grazie per tutto il supporto che aveva ricevuto dall’unica persona costante della sua vita, la sorella.

Alla festa di compleanno del padre...

  • Il padre si fa scontroso (0%)
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  • Tutto fila liscio (100%)
    100
  • Mattia e Riccardo si presentano in ritardo (0%)
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43 Commenti

  1. Voto che Virginia e Riccardo parlino dell’accaduto: a questo punto della storia, la voce di Virginia potrebbe esserti utile per esprimere una morale o i tuoi pensieri 🙂
    Mi sembra molto realistico per la persona che è il padre che un primo confronto non sia in grado di cambiarlo. Penso che comunque questo sia stato un grande passo per Riccardo, e chissà, forse nei mesi successivi questo confronto darà i suoi frutti…
    A presto! 🙂

    • Ciao, assolutamente! Quando ci sono stereotipi e preconcetti su temi di così tanta sensibilità è difficile smuoverli anche se si tratta di persone care… Però magari col tempo gli angoli si smussano e tutto diventa più semplice.
      Grazie e a presto!

  2. Mi aggiungo in ritardo, ma mi sembra una storia intrigante e ben strutturata. Devo dire che a tratti mi confonde un po’ l’uso del trapassato prossimo invece del passato remoto, abbastanza inusuale. Esplori una tematica che penso sia importante esplorare 🙂 Voto per il confronto, sono curiosa di leggere il seguito!

  3. Scappa da questa famiglia Riccardo.
    Certo che le ha prese da tutti il povero Riccardo! Avrei evitato lo schiaffo del padre perché le parole che ne seguono, di certo, fanno molto più male. Vediamo che succede, tornando in città.
    Ciao

    p.s. mi farebbe piacere un tuo parere anche per la mia storia.

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