LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO 2

Dove eravamo rimasti?

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IL PIANTO

Roberta rimproverò Mara: una strega dal fisico esile e dallo sguardo intelligente.
« E’ una strega bastarda, ma non sottovalutare il suo potere. Lei lo accresce da quando aveva quindici rotazioni, ed è diventata molto potente. »
Per come si rivolgeva alle altre Kai e a Skarlatta stessa, era evidente che Roberta fosse considerata la spalla destra della Strega-Madre: una sorta di consigliera che si trovava un gradino sopra tutte le altre e uno sotto a Skarlatta.
« Ma scusa, io però non capisco » cominciò un’altra Strega: Alexandra. « Se i Signori delle città della Valle sanno che è stata Lilith con il suo esercito a bruciare gli oppositori, e se sanno anche che è una bastarda, perché ancora non è morta? » Alexandra bevve un bicchiere di vino rosso mentre aspettava la risposta di Skarlatta. Era una donna statuaria e molto fine ed elegante in ogni suo piccolo movimento.
Skarlatta, seduta su una sedia un po’ più alta delle altre, finì anche lei il suo bicchiere di vino speziato e rispose: « Ancora non lo so di per certo, ma i motivi possono essere due: o l’esercito di Marvich… perché è di quello che stiamo parlando no? Sappiamo tutte che impalare le streghe e bruciarle è usanza di Marvich sin dalle ere antiche…dicevo: o a Marvich, e in tutto il Nord della Valle, qualcuno è venuto a sapere che colei che si è proclamata Regina-Dea, facendo ammazzare tutti i suoi oppositori in tutta GoldStone, è in realtà una strega bastarda; o è stato inscenato un rapimento ai danni di Lilith, dopo l’incendio di GoldStone, per trovare un capro espiatorio, una volta che hanno constatato che gli oppositori della bastarda sono in tutta la valle, e più di quanto pensassero.»
Roberta rivolse a Skarlatta uno sguardo colmo di approvazione e ammirazione.
« In quel caso il capro espiatorio saremmo noi. La cosa più facile da fare è incolpare noi Kai. Di certo non incolperebbero il suo cavaliere, che invece l’ha portata in salvo dalla sorella e dalla madre a Sportym, prima che metà della Valle le dichiarasse guerra! »
Roberta cercò l’approvazione di Skarlatta, che annuì, aggiungendo poi: « Io ho anche un’altro pensiero in mente, che non mi da tregua: e se entrambe le cose fossero vere? Se l’incendio e il finto rapimento siano stati architettati per avere tutta la Valle dalla sua parte, per potersi poi scagliare contro di noi? Suvvia, sappiamo tutte quanto odio provava sua madre per noi, e quanto ne ha trasmesso alle figlie, di quell’odio! »
« Così avrebbe preso due lepri con una lancia! Vero! Così facendo si sarebbe tolta la furia degli oppositori di dosso, per poi scagliarla contro di noi, vendicandosi per la scomunica di sua madre! » continuò Roberta, sempre più speranzosa di ingraziarsi Skarlatta. A Jonas, che le ascoltava ed osservava mentre bevevano un bicchiere di vino dopo l’altro anziché mangiare, quell’ atteggiamento da lecca piedi che Roberta stava assumendo gli dava piuttosto fastidio.
« Così sarebbe nel caso nessuno sapesse niente delle origini di Lilith, in caso contrario sarebbe stata la prima a morire, che ci fosse il suo cavaliere o no a proteggerla » intervenne l’intelligente Mara.
« Esatto » convenne Skarlatta « per questo penso che nessuno ancora sappia niente che Lilith è una bastarda, e che sia tutto un suo piano folle per vendicarsi di noi.» Concluse Skarlatta, gettando un’occhiata di approvazione a Mara. Roberta invece guardò l’esile donna con astio. A Jonas ricordò molto quando le sue due sorelle si contendevano le lodi del padre.
La cena terminò, e ognuna delle Kai tornò nella propria dimora.
Jonas era satollo di cibo e di chiacchiere, e aveva gambe e schiena a pezzi. Chiese a Skarlatta il permesso di congedarsi anche lui, per poter andare a dormire, lei anuì amorevolmente. Era tuttavia palese che fosse molto preoccupata. Prima di andare a coricarsi, Jonas le domandò:« Quindi sono stati quelli dell’Oivesth ad uccidere gli abitanti di Oak? »
« Sì, piccolo, e ora probabilmente staranno scovando streghe in tutte le città dei venti regni. »
Jonas, a quel punto la supplicò: « Ti prego, Skarlatta, se lo sai, dimmi dove sono il mio Papà e le mie sorelle…ti prego.»
« Vieni, piccolo, vieni qui con me…»
Skarlatta lo condusse al letto dove Jonas dormiva.
« Sdraiati e rilassati, e saprai tutto…»
Ma Jonas non seppe nulla. Una volta che fu allungato sul letto, la strega gli si sedette vicino e lo accarezzò, come faceva sua madre quando gli raccontava una favola della buonanotte. Più Skarlatta lo accarezzava, più a Jonas veniva sonno. Fino a che non si addormentò.
Quella notte si svegliò di nuovo. Pioveva a dirotto. Fuori dalla finestra Saurin lo osservava con i suoi occhioni sereni. Jonas lo salutò con un cenno della mano, poi salì le scale e raggiunse Skarlatta al piano superiore. La strega era in piedi, nuda, davanti a un grosso specchio più alto di lei, incastrato in una cornice merlettata.
Dea Kailith aiuta il ragazzo…
Dea Kailith aiuta il ragazzo…
I seni della donna erano gonfi e turgidi, del latte sgorgava da essi..
Jonas si avvicinò e bevve…

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