LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO 2

Dove eravamo rimasti?

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3 LE KAI

« Il mio nome è Skarlatta, e sono la Strega-Madre dell’ordine delle Kay.»
Jonas arrossiva ogni volta che la splendida donna gli rivolgeva la parola. Quando lei gli parlava, lo guardava dritto negli occhi e lui si sentiva terribilmente imbarazzato e non riusciva a sostenere il suo sguardo.
« Sai dov’è la mia famiglia?» chiese alla donna.
« Presto avrai tutte le risposte te lo prometto. A proposito, hai ancora il medaglione con te?» rispose lei. Lui la guardò contrariato. Perché, invece di rivelargli tutto e subito, lo stava tenendo sulle spine?
« Sì. E’ successa una cosa strana. Quando ci hanno attaccati, ha cominciato a vibrare e a scaldarsi.»
Lei annuì senza dire nulla, continuando a fissarlo negli occhi.
Jonas aveva così tante domande da fare a quella donna, che non sapeva nemmeno da dove iniziare. Lei però continuava a fare la misteriosa e questo, benché si fidasse di lei, non lo rassicurava per niente.
Inoltre, la sua più grande preoccupazione in quel momento era che altri soldati avrebbero trovato e dato alle fiamme quel luogo nel quale ora si sentiva al sicuro. La strega-Madre parve quasi aver intercettato quel pensiero e lo rassicurò. « So che hai paura che ti trovino, riesco a percepirlo… ma stai tranquillo e non temere, questo luogo è protetto da una magia tanto potente quanto antica.»
« Ti presento le Kay » Improvvisamente la porta si aprì, ed entrarono altre donne. Jonas trovò la cosa incredibilmente insolita: appena la strega gli aveva detto che gli avrebbe presentato le sue ” amiche ”, queste erano subito entrate in casa, come se fossero state tutto il tempo ad origliare ciò che lui e la Strega-Madre si stavano dicendo. Ma d’altro canto erano streghe, pensò il ragazzo, ci si poteva aspettare di tutto. Le donne entrarono tutte e l’ultima della fila si richiuse la porta alle spalle. Erano una ventina, rilevò, tutte splendide e vestite con la stessa lunga e fine veste di seta rossa che lasciava intravedere le forme perfette dei loro corpi. Nessuna di loro però aveva gli occhi rossi come la strega-madre: avevano chi gli occhi color nocciola, chi gli occhi azzurri. I capelli erano tinti con sfumature dello stesso color porpora di quelli della ” madre ”. Tutte insieme, una di fianco all’altra, riunite in quella grossa sala, con i loro occhi meravigliosi puntati su di lui, fecero arrossire Jonas a tal punto che il bambino pensò che la faccia gli stesse andando a fuoco.
« Non guardatelo troppo a lungo, a lui non piace » le ammonì Skarlatta. « Loro sono: Nikolette, Soraya, Natalya, Kassandra, Anays, Anèt, Aurora, Alba, Mara, Alexandra, Valerya, Sasha, Adòry, Layla, Cicilya, Helèn, Roberta, Dyana, Kikilith, e l’ultima arrivata, la promettente Judit.»
Le ragazze fecero un breve inchino. Erano tutte molto giovani e belle, in particolare l’ultima: Judit, quella nuova, era più giovane delle altre e davvero bellissima, con i suoi capelli color oro e porpora e i suoi occhi azzurri scuri, penetranti.
« Potete andare, mie Kay » disse loro Skarlatta. Il gruppo di streghe rispose in un melodioso coro:« Va bene, madre!» Dopo un altro breve inchino diretto alla ” madre ” si congedarono.
Skarlatta tornò a rivolgersi a Jonas. « Molte di loro hanno perso la propria famiglia, le loro case, tutti i loro affetti, ma io gli ho dato una nuova speranza. La speranza di una nuova vita…e di una terribile vendetta… »
Nel pronunciare la parola ” terribile vendetta ” gli occhi della donna ebbero uno scintillio fulmineo ed inquietante, per poi ritornare vispi e sorridenti.
« Quel Jorm-Tuk…dove lo hai trovato?… »
« Mi sono risvegliato in una caverna. Avevo una caviglia rotta e non potevo muovermi, non ricordo come sono finito lì dentro, devo aver sbattuto la testa, forse… e lui mi ha guarito la gamba e mi ha portato fuori di lì. Quando sono tornato al villaggio, erano tutti morti.»
Ripensare al villaggio fece tornare le lacrime agli occhi di Jonas.Imbarazzato, si sforzò con tutto se stesso per trattenerle, ma erano già traboccate dagli occhi. Skarlatta lo accarezzò dolcemente sulla guancia con un’espressione amorevole, quasi materna. Jonas non si era mai vergognato così tanto in vita sua, ma il ricordo di ciò che aveva visto ad Oak era troppo vivido e terribile per non disperarsi. La donna si alzò dalla sedia e si diresse verso uno degli scaffali, da cui prelevò una piccola ampolla contenente un liquido blu.
« La verità, piccolo Jonas, è che siete stati via molto tempo, tu e quel Jorm-Tuk… adesso bevi questo…»
Jonas non riuscì a capire. Cosa intendeva la strega con: Siete stati via troppo tempo?

La Strega-Madre gli porse la fiala…

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