LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO 2

Dove eravamo rimasti?

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4 DI NOTTE

« Non voglio prenderlo »
La Strega-Madre sorrise dolcemente, i suoi denti erano bianchi e perfetti.
« E’ un ricostituente, ti aiuterà a riposare e ad allentare i nervi.»
La sua voce era così serena e rassicurante. A tratti quella donna le ricordava la sua dolce mamma scomparsa, gli trasmetteva le medesime sensazioni di sicurezza, di amore, che provava quando sua madre Alba-Anika era ancora in vita.
« Non devi temere nulla da me, piccolo Jonas. Io e le Kai siamo qui per voi, per aiutarvi.»
« Io devo trovare mio padre e le mie sorelle, voglio tornare da loro.»
La donna parve intenerita da Jonas. Stappò la boccetta e la bevve tutta d’un sorso.
« Serve anche a me qualcosa per alleggerire la tensione » gli disse sorridendo, poi si diresse di nuovo verso lo scaffale e prese un’altra boccetta identica a quella che aveva in mano.
Jonas provò a farle un piccolo ricatto: «Io la bevo se tu mi dici dove sono mio padre, Alice e Anna-Anika.»
L’espressione di Skarlatta cambiò, divenne cupa.
« I tuoi famigliari sono nell’Oivesth, ma non tutti. Tua sorella maggiore Anna-Anika è oltre l’Oivesh. Una volta che sarai pronto, è lì che andrai alla fine… »
Jonas scattò in piedi con tale impeto che la sedia di vimini sulla quale era seduto si capovolse.
« Stanno bene?» Le chiese preoccupato.
«Sì.»
« E Ragnar e Sigurd? Mi spieghi cosa sta succ…»
« Ora basta! Il patto era che ti dicevo dei tuoi famigliari e te l’ho detto.» « Ti prego…» la supplicò Jonas.
« Rincontrerai entrambi. Uno in liete circostanze, l’altro purtroppo, in circostanze non felici.»
La donna aveva assunto un’espressione solenne.
« Bevi, domani ne riparleremo.»
Jonas alla fine bevve, e il rilassamento e il sonno annunciati dalla strega arrivarono presto.
Skarlatta aveva ragione: quel tonico era un vero toccasana. La donna lo condusse al letto e lui ci crollò sopra, sprofondando in un sonno istantaneo.
Durante la notte, fece una specie di incubo. Sognò di svegliarsi, proprio su quel letto, e di trovare la strega completamente nuda, sdraiata affianco a lui. Jonas non aveva minimamente idea di come fosse fatta una donna nuda, non l’aveva mai vista, ma in quel sogno era come se lo sapesse perfettamente: il corpo di lei così morbido e perfetto, il suo ombelico…Jonas allungava quindi la mano sul seno della strega, constatando quanto fosse sodo e incredibilmente pieno…improvvisamente dai seni della donna cominciava a sgorgare un liquido, un liquido bianco come vero e proprio latte, e il bambino avvicinava le sue labbra alla mammella, bevendo ciò che ne fuoriusciva.
Il sapore del latte della donna era così dolce, incredibilmente squisito. Più lo beveva, più Jonas si sentiva forte e potente…
Ad un certo punto si svegliò di soprassalto, fuori pioveva a dirotto. Era notte fonda. Si mise a sedere sul comodo materasso imbottito di piume d’oca che la Strega-Madre gli aveva gentilmente concesso per la notte. Voltandosi verso la finestra vide gli astri nello sterminato cielo di Erya, poi abbassando lo sguardo…ecco Saurin. Il Jorm-Tuk lo fissava da dietro il vetro. Sembrava incuriosito. Jonas lo salutò con un cenno della mano, al cucciolo brillarono gli occhi, aprì la bocca tirando fuori la lingua e scodinzolò. Jonas ripensò poi al sogno, e a qualcos’altro. Aveva avuto una fugace immagine, una visione nel sogno: Una ragazza bendata in mezzo a un clan, lei sedeva su un alto scranno e gli uomini del clan la ascoltavano mentre parlava a tutti loro.
Si ributtò sul materasso e per un po’ rimase a guardare il soffitto. Non riusciva a dormire: quel sogno lo aveva destabilizzato. Si alzò, dirigendosi poi verso le scalette che conducevano al piano di sopra e le salì. La stanza di sopra era oscura e tetra, i massicci tavoli d’ebano, sui quali erano accatastati decine e decine li libri e grossi tomi, nel buio creavano sagome strane ed inquietanti. In fondo alla stanza c’era un grosso letto a due piazze, Jonas vi si avvicinò, come ipnotizzato. Sentiva un odore strano, odore di cipria, di lavanda e di fiori, di capelli di ragazza lisci, ben lavati e profumati… Sotto le coperte pesanti di lana dormiva la donna. Jonas alzò le coperte e la trovò lì sotto, completamente nuda. Emanava un odore forte e allo stesso tempo delicato, piacevole.
Come ipnotizzato, si infilò sotto le coperte e si strinse stretto a lei, si riaddormentò.
La strega aprì improvvisamente gli occhi.
Nel buio della stanza, brillavano di una luce rossa.

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