LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO 2

Dove eravamo rimasti?

/// /// (100%)

6 LA LOTTA

Sbalordito, Jonas osservò il suo palmo della mano. Il medaglione smise di vibrare, e piano piano cominciò a raffreddarsi all’interno della tasca dei suoi pantaloni logori.
« Ma che cosa è stato? Io non riesco a capire! »
Ma poi si ricordò di quando Saurin era stato in pericolo e c’era stata quell’esplosione di rabbia: un flusso di energia simile a quello che aveva avvertito adesso lanciando la saetta, ma di gran lunga più potente. In quell’occasione, ricordò, aveva sentito l’enorme energia pervadergli letteralmente tutto il corpo, per poi uscire fuori da lui con una furia distruttrice, attraverso quell’urlo disperato che aveva fatto alla vista dell’amico Jorm-Tuk in pericolo.
Le streghe dietro di lui si guardarono l’una con l’altra sbalordite. L’unica che non sembrava sorpresa era Judit, che continuava ad osservare Jonas con quegli strani occhi colore del mare e quel sorrisetto accattivante appena accennato sul volto. A Jonas, quella ragazzina piaceva da impazzire. Ad occhio e croce, pensò mentre la guardava fugacemente, doveva avere dodici o tredici rotazioni, quindi due o tre più di lui. Le altre non dovevano avere più di venti rotazioni.
Skarlatta ne aveva forse trenta o giù di lì.
« Bene! Perfetto! » esclamo la Strega-Madre. Sul suo volto ovale, sorridendo le si formavano delle fossette nelle guance. Jonas trovava bellissima anche lei, ma non riusciva a capire perché quella mattina la donna rossa apparisse così sfinita…così giù di tono…
« E ora? Cosa devo fare? » le chiese. Si sentiva piuttosto soddisfatto: del manichino che aveva colpito non rimanevano che pezzettini sparsi qua e là.
« Vud, Mud! Venite qui! »
Due dei tre esseri che avevano accompagnato le streghe fin lì si affrettarono ad entrare nel recinto. A guardarli parevano strani bambini malaticci dal viso pallido e la pelle estremamente chiara, gli occhi che emanavano uno strano luccichio. In effetti, pensò Jonas, non sembravano occhi del tutto umani.
« Sìssignora dica Signora! » esclamarono entrambi. Il loro accento era strano e del tutto nuovo alle orecchie di Jonas. Sicuramente non era accento di Erya. Poteva essere dell’Oivesth, per quanto il ragazzino ne sapesse. Da quello che aveva appreso dai racconti della nonna Isyde infatti, i nani o folletti, o ancora: i ” Ratok ”, ( perché questi combaciavano proprio con gli esseri delle foreste chiamati in quel modo descritti nei racconti della nonna ) abitavano L’Oivesth, sparsi tra gli uomini nei Regni e nelle città della Valle.

« Dov’è il bastone? Ma è possibile che ogni volta devo ricordarvi di portarlo? » li sgridò entrambi Skarlatta, visibilmente infastidita.
« Mi scusa Signora vado subito Signora! » I due, sull’attenti, animati da un visibile timore reverenziale nei confronti della Strega-Madre, quasi si azzuffarono tra di loro per essere i primi a portare il cosiddetto ” bastone ” a Skarlatta. Alla fine la spuntò Vud, che tornò correndo in men che non si dica al recinto, scavalcandolo con un’agilità impressionante. L’altro, Mud, stava a braccia conserte a guardare storto Vud. Erano così buffi.
Skarlatta alzò gli occhi al cielo, spazientita, e sospirò.
« Ne serve anche un altro! »
A questo punto, visto che la loro piccola competizione per chi prendesse per primo quello strano bastone rosso era stata inutile, Mud fece una risatina e corse a prenderne un altro.
Quando tornò lo diede a Skarlatta.
« Judit, vieni dentro. » ordinò la donna rossa.
La giovane strega entrò nel recinto e si mise di fianco a Jonas. Il ragazzino notò quanto fosse brillante il colore oro sfumato rosso dei suoi lisci e lunghi capelli.
Skarlatta consegnò loro i bastoni rossi.
« Ora vedremo come lotti…» annunciò.
Jonas non aveva idea di cosa dovesse fare.
« Cosa dev… »
” Sbam! ” Gli arrivò una legnata in fronte talmente forte da fargli vorticare tutto il mondo circostante per qualche attimo. Il bambino indietreggiò di qualche passo, con entrambe le mani schiacciate contro la fronte dolorante che bruciava e pulsava. Il suo bastone era caduto a terra.
« Prima regola del combattimento con l’Abétu: mai abbassare la guardia! » disse Skarlatta, solenne in volto. Le altre streghe, compresa Judit, sembravano essere piuttosto divertite.
Judit aveva assunto una posizione di guardia: una gamba piegata in avanti a sostenere il peso del busto, anch’esso proteso in avanti. L’altra gamba tesa dietro in accompagnamento del corpo e dei movimenti. Il bastone puntato contro Jonas.
Nonostante fosse giovane, la ragazzina sembrava già sapere esattamente come muoversi.
« Così non val…» provò a protestare Jonas, ancora dolorante, la fronte tutta rossa e gonfia e gli occhi colmi di lacrime.
Judit scattò velocemente in avanti e lo colpì di nuovo, stavolta con la punta del bastone allo stomaco.
« Aia! » Il bambino si piegò in due.
« Raccogli il bastone » gli ordinò Skarlatta.
Intanto Saurin assisteva alla scena, ma senza intervenire.
Che sapesse che era un allenamento?

///

  • /// (0%)
    0
  • /// (0%)
    0
  • /// (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi