LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO 2

Dove eravamo rimasti?

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IL POTERE DELLA CUPOLA

Cominciarono con dello stufato di cervo con carote cipolle chiodi di garofano e salvia. L’odore che il calderone fumante emanava permeava la stanza. A Jonas fece venire l’acquolina in bocca.
Da dietro la finestra, alla vista delle pietanze anche a Saurin venne l’acquolina: il Jorm-Tuk per poco non mandò in frantumi la finestra quando si rizzò in piedi strusciando freneticamente le zampe anteriori contro il vetro. Alla fine, Vud riempì una grossa ciotola di legno con ossa e frattaglie varie e la lasciò fuori la porta. Il cucciolo si avventò sul cibo divorandolo in pochi secondi.
« Non può andarsene in giro per la foresta a cacciare? » domandò una delle streghe: Kassandra.
« Credo sia la barriera che glielo impedisce » le rispose la strega che le sedeva affianco: Cicilya. Questa aveva un visetto tondo e delicato e un nasino a patata molto grazioso, era leggermente più paffuta di Kassandra, che aveva invece la faccia aquilina e le spalle più larghe.
Jonas, esterrefatto, si domandò chi avesse preparato tutto quel ben di Dea mentre tutte loro erano alle prese con gli addestramenti, poi ebbe la risposta quando vide Vud e Mud che portavano le pietanze e ne preparavano altre, vestiti con un buffo grembiule intriso di macchie di sugo e sangue si selvaggina.
« Ecco voi rape a miele e more » annunciò uno dei due mentre serviva la pietanza. Le streghe li ignoravano, ormai erano abituate ai loro volti eterei e strambi. Ma Jonas no, trovava quegli esserini strani e buffi allo stesso tempo.
« Questo che stai fissando da un’eternità è un Ratok » gli disse infine Skarlatta, seduta a capotavola.
« Un Ratok? Ma i Ratok vivono nell’Oivesht! »
« E a te chi te lo ha detto, nanerottolo? » intervenne Judit, divertita. Quanto le era antipatica! Eppure perché ogni volta che il solo guardarla, il solo starle seduto vicino e sentire il suo odore, lo mandava in brodo di giuggiole? Non ne aveva proprio idea…
« Me lo ha detto il mio maestro di trascrizione, Strainik! »
Si levò un coro di risate. Nel frattempo l’altro Ratok: Mud, metteva a tavola una pirofila con dentro un caldo sformato di funghi e cipolle dall’aspetto davvero invitante, poi si congedava con un breve e impacciato inchino.
« Ooh, il piccolo non l’ha mandata giù la storia! Attenta che se l’è legata al dito! » esclamò un’altra delle streghe: Roberta. La donna aveva uno strano accento, e una voce forte e squillante. Aveva due seni giganteschi, tenuti a stento da uno stretto farsetto di seta rossa che glieli stringeva e gonfiava. Jonas non poté fare a meno di osservare tutta quella prosperosa carne che ballonzolava fiera ogni volta che la donna si muoveva sulla sedia. Fino a che lei non gli fischiò.
« Hey, guarda che la mia faccia è qui è! » lo apostrofò Roberta indicandosi la faccia. veva un’espressione divertita e molto amichevole. Si levarono altre risate, Jonas abbassò lo sguardo sul suo piatto e continuò a mangiare lo stufato. Roberta non era di quelle parti, ed era anche la più grande del gruppo.
« Dai, cominciamo con l’ordine del giorno, adesso » esordì Skarlatta, con un lieve sorriso sulle labbra. Le sue occhiaie si andavano sgonfiando.
« Mud, porta l’ordine! » urlò la Strega Madre.
Dall’interno della cucina si udì uno strepitare di passi, Mud arrivò di corsa con una lunga pergamena in mano. Si avvicinò a Skarlatta e si inchinò talmente veloce che per poco non le diede una testata.
« Ecco te Signora mia! » L’essere chiamato Ratok le porse il foglio e Skarlatta lo lesse.
« Questa è la lista dei viveri! » gli urlò contro la donna rossa.
« Scusa Signora mia provvedo subito! » il nanerottolo si riprese il foglio e corse di nuovo in cucina. Le streghe ridevano a crepapelle, mentre Skarlatta disapprovava sconsolata facendo segno di no con la testa.
« Io non ce la posso fare, questi due idioti mi stanno facendo venire l’esaurimento » disse La Strega-Madre.
Mud tornò con la giusta pergamena. Skarlatta la aprì e si rivolse alle venti Kai: « Le città della Valle dell’Oivesth si stanno rivoltando l’una contro l’altra. »
« Quella stupida baldracca di Glenda! E’ tutta colpa sua! » disse una delle streghe. Jonas, che osservava Skarlatta che parlava, non riconobbe di chi fosse quella voce.
« Fa silenzio Valerya! » la ammonì Skarlatta.
« Ormai Glenda è morta e sepolta, ma ci sono le sue due figlie: Maira e Lilith..e si dice si siano ricongiunte entrambe a Sportym, entrambe con i loro cavalieri giurati… » a parlare fu Soraya.
« Glenda non è morta manco per il cazzo. Sta pure lei a Sportym con le figlie, e ora stanno radunando un esercito. Ma io Skà…credo che possiamo star tranquille per il momento, ho saputo dalle mie spie che la valle per il momento sta impegnata a risolvere la disputa contro GoodStone… Quella pazza della figlia minore di Glenda si è proclamata Dea-Regina subito dopo la morte del padre, e ha fatto appiccare il fuoco a mezza città! »
«…chissà se sanno che è solo una strega bastarda!?.. »

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