LE CREATURE DELL’OLTRE-MONDO | CAPITOLO 3 |

Dove eravamo rimasti?

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Jonas corse subito verso la foresta, nel punto in cui gli alberi e la vegetazione si infittivano. Saurin correva al suo fianco. L’enorme cucciolo con poche galoppate superò il bambino e si inoltrò nella boscaglia. 
« Saurin aspetta! » lo chiamò Jonas, ma il Jorm-Tuk era già svanito nella folta selva. 
« Aspettamiii! » Jonas gli corse dietro, entrando anche lui nella macchia. All’improvviso da sopra un albero saltò fuori Judit, che atterrò proprio davanti a lui.  « Cercavi questa moccioso? »
« Ridammelo! » le urlò Jonas.
 La ragazzina, con aria di sfida gli mostrò il medaglione che aveva nella mano, poi sorrise. « Ma come, e il mio regalo?… Vieni a prendertelo se ci riesci! » La strega scattò in corsa, Jonas la seguì. « Ridammi quel medaglione Jud! MI serve! » le urlò mentre la rincorreva. La ragazza era velocissima, Jonas non riusciva a starle dietro. « Vieni a prendertelo Jon! »
Continuarono per svariate distanze, fino a che Jonas non cominciò a rendersi conto di essersi spinto troppo in fondo e che si stava allontanando pericolosamente dal villaggio… se avesse continuato a inoltrarsi in quella vastissima foresta avrebbe finito col perdersi.
« Torna qua! Così ci perderemo! » continuò a urlare, ma lei non se ne curò e proseguì. 
D’un tratto tra i cespugli alla loro destra si sentì un movimento, poi fu tutto talmente veloce che Jonas e Judit nemmeno se ne accorsero. Saurin saltò fuori da un grosso cespuglio e atterrò Judit. Jonas li raggiunse, il Jorm-Tuk incombeva sulla ragazzina, che urlò terrorizzata. « Fermo Saurin! » gli urlò Jonas. Il Jorm-Tuk le mostrava le enormi zanne, densi rivoli di bava gli fuoriuscivano dalle fauci, cadendo in faccia alla ragazzina, che in mano ancora stringeva il medaglione di Jonas.  « Digli di togliersi! Mi sta sbavando addosso! Che schifo! »
« Saurin, a cuccia! » gli ordinò Jonas. Saurin si allontanò da Judit, che si rialzò in piedi. Ormai il ragazzino aveva dimenticato il medaglione ed era solamente preoccupato per lei. Le si avvicinò. « Stai bene? »
Judit non gli rispose e velocissima saltò su un albero e scomparì tra i rami e le foglie, Saurin, eccitatissimo, provò a riprenderla ma era troppo grosso e pesante per salire su quel grosso abete, così si limitò a strusciare le zampe contro il tronco e ad emettere degli strani versi, come di sconfitta.
« Judit torna qui! E’ pericoloso qui fuori! Torniamo al villaggio! » 
Ma la ragazzina non rispose. Jonas la chiamò ancora ma sembrava come essersi volatilizzata.
Il ragazzino provò a cercarla rimanendo però in quell’area, non voleva entrare di più nel fitto della foresta o avrebbe finito col perdersi.
Alla fine si rassegnò. « Torniamo indietro Saurin » disse sconsolato.
I due tornarono così sui loro passi, Jonas sedeva in groppa al Jorm-Tuk, che procedeva ad andatura svelta. Rifecero il percorso seguendo le lievi impronte del bambino nel terreno, e proseguendo dritti. Usciti dalla folta boscaglia, si riaffacciarono al grosso campo di mandorli e noci, dove c’erano le case delle streghe. Solo che il villaggio era scomparso, con lui anche la cupola che lo circondava. C’era solo un’unica, grossa casa in legno al centro del campo: la casa di Skarlatta…

L’interno era pure peggio. Il grosso tavolo centrale nella sala era tarlato e marcescente. Così come i mobili, gli scaffali polverosi e tutto il resto. Il camino sembrava spento da chissà quanto tempo, grosse ragnatele si erano formate all’interno. L’unica cosa che era rimasta come prima era l’enorme quantità di ampolle, piccole e grosse, libri e tomi accatastati sui vecchi mobili a prender polvere. I liquidi al loro interno sembravano ancora intatti, il loro colore era ancora vivo e acceso, ma Jonas non osò immaginare che diavolerie ci fossero dentro a quelle ampolle…
Il ragazzo si fece coraggio e salì al piano di sopra…che cosa era successo? Che fine avevano fatto Skarlatta e le altre? Entrò nella stanza di Skarlatta…

La stanza era buia e fredda, pervasa da un forte odore di chiuso, di vecchio. La tenue luce di due candele poggiate su due mobiletti ai lati del grosso letto si riflettevano nell’alto specchio. Lì Jonas poté vedere l’immagine riflessa. L’immagine di una vecchia raggrinzita sdraiata sul letto, avvolta sotto le coperte. Jonas si avvicinò al letto. La sua faccia era tutta un’increspatura, le mani ossute, solcate da grosse vene violacee, tenevano la coperta all’altezza dei seni prosciugati e rinsecchiti. Il volto rugoso e scavato si spostò su di lui. I capelli lunghissimi erano come stoppa, gli occhi semichiusi e doloranti. Quella era Skarlatta.

« S..sei stato bravo piccoletto…ora sei pronto… » la sua voce era un rantolo sommesso, sofferente.
Jonas non riuscì a dire niente, i suoi occhi cominciarono a bruciare e colmarsi di lacrime.
« Ska… io non capisco… che succede? » riuscì a dire alla fine. 
La vecchia alzò una mano tremante e prese quella di Jonas.
« Il vecchio debito con Anika è ripagato…»

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24 Commenti

  1. *Jonas non riuscì a credere ai suoi occhi, non solo le case erano scomparse, ma quella di Skarlatta, che era l’unica rimasta, sembrava più vecchia e fatiscente di com’era prima. Quando, con il cuore in gola, lui e Saurin raggiunsero quella che ora sembrava una catapecchia, Jonas provò un brivido freddo lungo la schiena, tuttavia entrò.*

    L’interno era pure peggio…………

  2. Tre capitoli in uno: non faccio in tempo a votare e commentare!

    Non so cosa sia successo ma sono di nuovo saltati i titoli e le opzioni. Provo a votare: nella foresta e chissà se prende il voto. Sono indeciso se per l’ultimo capitolo della terza parte sia meglio un breve cambio del punto di vista o meno.

    Un consiglio: vai a capo quando cambia il soggetto che parla: aiuta la leggibilità.

    Ciao 🙂
    PS: i Ratok continuano a starmi simpatici 🙂

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