LE CREATURE DELL’OLTRE-MONDO | CAPITOLO 3 |

Dove eravamo rimasti?

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La sua mano era così piccola e fragile, i suoi occhi infossati scrutavano Jonas con amore, ricordandogli quelli di nonna Isyde.
Il ragazzino sentiva le lacrime scendere lungo il viso, ma si fece forza. 
«Io non capisco, Ska…» 
«Ti aspettavo da tempo…» la voce roca della strega si spezzò, poi riprese fiato « tua madre era una Kai, proprio come me e le altre… era la più potente strega dell’est, la sua abilità e il suo animo puro sono state la mia ispirazii…one costante… » Skarlatta tossì. « Ma un giorno mentre eravamo tutte nel villaggio ad allenarci, passarono degli uom…ini, dei tagliaboschi. Il villaggio era protetto dalla cupola, l..loro..non potevano entrare…guardarono un po’ la cupola e proseguirono senza curarsi di noi, e noi senza curarci di l…loro…» La voce di Skarlatta di spezzò di nuovo, l’anziana strega ricominciò a tossire più forte e senza sosta. 

Jonas si guardò intorno. « Aspetta ti prendo dell’acqua! Dov’è? » 
« La f…iala blu, quella vicino al grosso to…mo sullo scaffale di fianco al c..amino, prendi quella…»
Jonas fece come gli era stato detto, poi tornò sopra e le fece bere l’essenza blu. Ska stette subito meglio, la sua voce di schiarì e la tosse terminò. 
Jonas aggrottò la fronte, impaziente di sapere tutta la storia.
«Tra quegli uomini però ce n’era uno alto e aitante, biondo proprio come te, i suoi occhi azzurri come i tuoi…il suo nome era Ulfid… »
« Mio padre… » sussurrò incredulo il ragazzo.
« Già, proprio così… Tua madre quel giorno raccoglieva bacche di ginepro nei campi, e vide passare quei taglialegna… vide tuo padre e rimase incantata dalla sua fierezza. Anche lui si accorse di lei. Rimasero a fissarsi, separati dalla cupola. Da quel giorno tua madre sembrò sempre più turbata, ma allo stesso tempo felice, sognante; cominciò a vedersi di nascosto con lui, violando il trattato tra streghe e uomini. Finché qualche tempo dopo scoprì che una piccola vita nasceva dentro di lei… Prima che le altre lo scoprissero le consigliai di scappare e di non tornare mai più, e lei lo fece. Lasciò il rosso e le Kai e andò a vivere con quell’uomo così buono e gentile… che purtroppo era vedovo e viveva con le due figlie avute con la defunta moglie.»
«Lara e Alice…» Jonas non riusciva a crederci.
«Proprio così, e poi nascesti tu. Tua madre cominciò a farsi una nuova vita, io credo che volesse vivere come un essere umano… Cominciò a liberarsi di incantesimi ringiovanenti, di unguenti e pozioni, non sapendo però che così sarebbe invecchiata precocemente, per poi, purtroppo morire.»
Jonas abbassò lo sguardo al suolo, si sentiva crollare a pezzi.
« Lei non voleva abbandonarti…la malattia che l’ha uccisa è stata rapida e senza preavviso, quando cominciò ad ammalarsi ormai non si poté fare più niente. Provò degli incantesimi su se stessa, si applicò ogni tipo ti tintura o essenza… tu eri tutto per lei… Ricominciò con la magia nella speranza di curarsi, ma era troppo tardi e quella cosa aveva già attecchito… »

« Quando tua madre abbandonò il villaggio, io presi il suo posto di Strega-Madre. Un giorno, qualche tempo dopo la tua venuta al mondo, lei tornò da me in lacrime, raccontandomi di una terribile premonizione che aveva ogni notte mentre dormiva. Anika sognava una strega malvagia che voleva unirsi ad un ricco signore dell’Oivesth, per poterlo corrompere e ammaliare a suo piacimento, ottenendo così eserciti, oro e potere. Questa strega malvagia avrebbe generato due figlie che un giorno avrebbero messo in rivolta tutti i venti regni. Tua madre sognava ogni notte le fiamme che divoravano il villaggio di Oak, la foresta delle fate, Tower, e ben presto ogni città di Erya. Si fece giurare solennemente che quando saresti arrivato qui io ti avrei preparato e aiutato…e ora il mio debito è saldato. Jonas…tu e Saurin siete la chiave per la salvezza di Erya…» la vecchia strega riprese a tossire violentemente. « Le creature dell’Oltre-Mondo, i Jorm-Tuk… lui è l’ultimo. Tua madre prima di morire diede delle istruzioni ben precise a tuo padre… lei sapeva che il Jorm-tuk viveva lì con i suoi genitori che erano gli ultimi rimasti…»
« Quindi come sono finito lì dentro? E che c’entra Saurin? E il medaglione? »
Skarlatta fece un breve sorriso… diventava sempre più pallida. Dei puntini luminosi cominciarono ad uscire dal suo esile corpo e a salire nell’aria, perdendosi nella stanza. 
« Come sempre sei tanto tanto curioso, è picco..l..o? » Skarlatta tossì di nuovo. La vecchia strega madre continuava a sbiadirsi, cominciando a diventare evanescente. Quei strani puntini che uscivano da lei erano sempre più numerosi e stavano riempendo la stanza come uno stormo di lucciole. 
« Ma per questo dovrai recarti nell’Oivesth… Passa per Tower, picc…ol..oo J…onas… lì vedrai una persona…e avr..ai le rispos…te.. Voi siete l’unica sper…anz..aa..il debito è ripag..at.. »

La strega chiuse gli occhi e spirò. 
Scomparì, dissolvendosi in uno sciame di pulviscolo luminoso…

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24 Commenti

  1. *Jonas non riuscì a credere ai suoi occhi, non solo le case erano scomparse, ma quella di Skarlatta, che era l’unica rimasta, sembrava più vecchia e fatiscente di com’era prima. Quando, con il cuore in gola, lui e Saurin raggiunsero quella che ora sembrava una catapecchia, Jonas provò un brivido freddo lungo la schiena, tuttavia entrò.*

    L’interno era pure peggio…………

  2. Tre capitoli in uno: non faccio in tempo a votare e commentare!

    Non so cosa sia successo ma sono di nuovo saltati i titoli e le opzioni. Provo a votare: nella foresta e chissà se prende il voto. Sono indeciso se per l’ultimo capitolo della terza parte sia meglio un breve cambio del punto di vista o meno.

    Un consiglio: vai a capo quando cambia il soggetto che parla: aiuta la leggibilità.

    Ciao 🙂
    PS: i Ratok continuano a starmi simpatici 🙂

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