LE CREATURE DELL’OLTRE-MONDO | CAPITOLO 3 |

Dove eravamo rimasti?

Cosa sta succedendo a Skarlatta? Lo vedrete (50%)

IL PIANTO [ ATTO 2 ]

Jonas si svegliò di soprassalto da quel terribile incubo, aveva la fronte completamente imperlata di sudore. Le soffici e profumate lenzuola erano zuppe. Non ricordava però cosa aveva sognato. Fuori dalla finestra, Saurin lo osservava con aria felice. A dire il vero sembrava quasi che sorridesse. I suoi occhi verdi, curiosi e fissi sul bambino, splendevano nella notte. Le enormi fauci spalancate nel suo respirare pesante, e la lunga lingua di fuori.
Si, sembrava contento. E lo osservava.
” Io sono tutto il suo mondo ” pensò Jonas. 
” E lui è tutto il mio.”

All’improvviso sentì un flebile pianto provenire dalla stanza di Skarlatta, al piano di sopra. Il bambino si diresse di corsa per le scale ed entrò.
La Strega era nuda come le Dee l’avevano fatta, in piedi davanti al grosso specchio. Piangeva.
Non resisto più…ti prego…non resisto più…
Aiuta il ragazzo…conducilo…e il debito sarà ripagato…
Ti prego io non resisto più…

Quelle frasi così sconnesse, pronunciate tra un singhiozzo e l’altro, fecero venire a Jonas i brividi dietro la schiena.
Il bambino si avvicinò alla strega e le posò delicatamente una mano su un braccio. 
« Ska…che succede? »
Con il passare dei giorni, ‘Ska’ era diventato l’abbreviativo con cui la chiamava. Usava abbreviazioni anche per le altre streghe, ma tranne che per Judit, che odiava essere chiamata ‘Jud’ perché le ricordava un nome da Ratok. Era una ragazza dal carattere piuttosto difficile, Jonas provava sempre ad addolcirla comportandosi in modo confacente alla sua tempra. Se riuscivi a prenderla dal verso giusto infatti, lei sapeva essere anche molto simpatica e gentile. Una mattina però, dopo che Jonas l’aveva chiamata con quel nomignolo, per cercare di stabilire una sorta di confidenza, lei aveva immediatamente espresso il suo disappunto facendo comparire con un incantesimo, ( stringendo il pugno si intravedeva tra le dita una luce, come se stringesse una sfera di energia luminosa nella mano ) un rospo nelle mutande di Jonas. A quel punto era scoppiata in una scomposta e fragorosa risata, quasi fosse un rozzo maschietto dispettoso. E in effetti, nonostante la sua bellezza, Judit aveva l’eleganza di un guardiano di porci. 
« Perché piangi Ska? »
La Strega-Madre si voltò, a Jonas venne un groppo alla pancia, tremò dal terrore. 
Judit piangeva lacrime rosse, e dai suoi seni sgorgava sangue…
« So che ti chiedo troppo ma fallo, ti prego tesoro, è per il tuo bene…» gli disse, in preda a un pianto disperato e macabro. Gli occhi erano completamente ricolmi di sangue che le rigava le guance.
Jonas, come in balia di un sogno ad occhi aperti, le si avvicinò e la abbracciò forte. Le arrivava con la faccia all’altezza dei grossi seni, e poteva sentire il calore della sua pelle, del suo corpo, e l’odore di lei su di sé. La strega lo cinse anche lei, poi gli poggiò una mano dietro la nuca e gli spinse la faccia con forza su uno dei seni.
« Ti prego prendilo…manca poco ti prego… » gli disse mentre continuava a piangere.
E Jonas, come in un altro folle incubo, bevve.
Il mattino successivo si svegliò ben riposato e di buon umore. Era carico di energie e pronto ad affrontare un altro estenuante allenamento. Mentre Skarlatta sembrava non si fosse ancora svegliata. Strano, di solito come lui si svegliava la trovava già operativa, intenta a preparare misture con confetture di frutti di bosco e a spalmarle su delle croccanti fette di pane alle noci, mentre intonava con una voce assolutamente angelica una strofa di qualche ballata secolare.
Quella mattina però nella cucina e nella sala regnava il silenzio e una vaga sensazione di malinconia. Jonas si drizzò a sedere guardandosi intorno, poi si alzò e corse al piano di sopra.
Skarlatta era lì che ancora dormiva profondamente, avvolta sotto le spesse coperte di lana. Russava anche, e beata. Jonas decise di non disturbarla e si preparò la colazione da sé: dopotutto stava crescendo e non era più un bambino. Tra un giorno, arrivata la sera nel momento in cui il globo bianco sarebbe stato alto nel cielo, posizionandosi tra la costellazione dell’ariete e quella della tigre, avrebbe compiuto undici rotazioni.
Si preparò la colazione e poi uscì di casa. Fuori lo aspettava come al solito Saurin: orecchie drizzate, coda scodinzolante, e occhi che sprizzavano gioia e serenità. Oltre al cucciolone, e a un globo rosso alto e luminoso nel cielo di Erya, incredibilmente, con suo grandissimo stupore, c’era anche Judit ad aspettarlo.
La ragazzina gli diede il buongiorno con un cazzotto sulla spalla. 
« Andiamo moccioso, sei in ritardo! »
Judit guardò la casa e inarcò un sopracciglio. 
« Ma Skarlatta dove sta? »
« Stamattina ancora dorme, ho preferito non svegliarla.»
« E credimi, hai fatto bene! Andiamo allora, le altre ci aspettano, lei tanto ci raggiungerà dopo.»
I due ragazzini si diressero ai recinti di addestramento, accompagnati dall’allegro zampettare di Saurin.
Erano dentro, Jonas avrebbe cominciato con il riscaldamento: tiro al bersaglio con le saette magiche…

Come finisce quella giornata?

  • Judit che gli ruba il medaglione (0%)
    0
  • lui che rincorre Judit nel bosco (100%)
    100
  • male (0%)
    0
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24 Commenti

  1. *Jonas non riuscì a credere ai suoi occhi, non solo le case erano scomparse, ma quella di Skarlatta, che era l’unica rimasta, sembrava più vecchia e fatiscente di com’era prima. Quando, con il cuore in gola, lui e Saurin raggiunsero quella che ora sembrava una catapecchia, Jonas provò un brivido freddo lungo la schiena, tuttavia entrò.*

    L’interno era pure peggio…………

  2. Tre capitoli in uno: non faccio in tempo a votare e commentare!

    Non so cosa sia successo ma sono di nuovo saltati i titoli e le opzioni. Provo a votare: nella foresta e chissà se prende il voto. Sono indeciso se per l’ultimo capitolo della terza parte sia meglio un breve cambio del punto di vista o meno.

    Un consiglio: vai a capo quando cambia il soggetto che parla: aiuta la leggibilità.

    Ciao 🙂
    PS: i Ratok continuano a starmi simpatici 🙂

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