LE CREATURE DELL’OLTRE-MONDO

RISVEGLIO-ATTO 1

                     ” Il mondo è davvero così come lo vedi? ”

Quando aprì gli occhi, la prima cosa che Jonas dedusse fu che si era cacciato in qualche guaio dei suoi, ma non riuscì a ricordare come, dove, e quando.
L’odore pungente del muschio umido che si era formato sulle pareti rocciose che lo circondavano, fece ben presto spazio al dolore lampante che il bambino avvertì, qualche secondo dopo essersi svegliato, alla caviglia.
Un sentimento di paura irruppe violento alla bocca dello stomaco. Jonas si tastò la caviglia offesa. Era gonfia, molto gonfia; e quando provò a ruotarla, una fitta di dolore lancinante gli fece uscire le lacrime agli occhi.
‘ Deve essersi rotta ‘, gli venne subito da pensare.
Pensò subito a suo padre, e alle sue due sorelle, pensò a sua madre che non c’era più da due rotazioni ormai. Erano passate già due rotazioni? Eppure il ricordo di lei era ancora così vivido, impresso nella mente come marmo di Erya scolpito. Il suo sorriso, la sua voce rassicurante, le fiabe che raccontava a tutti loro ogni sera, dopo aver mangiato, quando si riunivano attorno al fuoco e la loro accogliente casetta nel villaggio di Oak diveniva l’unico posto sicuro separato dal mondo intero, e dai suoi pericoli.
Non vi era solo odore di muschio umido lì dentro, c’era un altro odore ancora più penetrante: odore di bestia.
E ritornò a ricordare quelle sere intorno al camino, alle volte si univa a loro anche la nonna: la vecchia e cieca Isyde, quando la sua mente era sana, e lei ne sapeva di più di storie, anche rispetto a sua figlia, ovvero la mamma di Jonas.
Jonas rimase per qualche minuto sdraiato sul duro suolo di pietra a contemplare il soffitto di quell’angusta caverna. Aveva le lacrime agli occhi, e la schiena madida di sudore. Si tirò su a sedere, provò di nuovo a ruotare la caviglia, stringendo la parte gonfia che doleva da far impazzire con la mano.
Niente, non si muoveva. Un’altra fitta lancinante gli percorse tutta la gamba fino al ginocchio.
<< Aargh! Non si muove! Si è rotta! >> L’eco della sua voce rimbombò in tutta la caverna. La disperazione crebbe, scoppiò a piangere. 
<< Padre! Aiuto!..M..mamma..aiuto..>> Odiava piangere ma in quel momento non ci fece caso, e poi dopotutto era solo un bambino. Un ”piagnotto”, come lo chiamano sempre le sue due sorelle maggiori per prenderlo in giro quando si coalizzavano contro di lui. Voleva tanto bene a tutte e due, ma spesso quando litigavano sapevano essere proprio delle ”strainik”, a volerla dire nel dialetto di Erya.
Jonas puntò i palmi al suolo e cercò di alzarsi in piedi buttando tutto il peso del suo corpicino paffuto sulla gamba sana, ma appena provò a poggiare delicatamente la punta dell’altro piede per terra, fu inondato di nuovo da un dolore accecante che lo costringe a buttarsi a sedere a terra. 
‘ Tonf! ‘ Cadde col sedere sul duro pavimento di roccia.
<< Aia! >> imprecò, poi si massaggiò una natica.
Jonas non si diede per vinto, puntò di nuovo i palmi al suolo e stavolta si spinse strisciando la caviglia rotta verso la parete, di modo che potesse poggiare la schiena e stare più comodo, per quanto quel tugurio puzzolente permettesse. Si sentiva esausto.
Una volta arrivato, riprese fiato tra un singhiozzo e l’altro.
<< Aiuto! Ragnar! Sigurd! >> I suoi amici, i suoi migliori amici.
Nel tempo libero, dopo le lezioni di trascrizione, loro andavano tra i boschi ad addestrarsi nei salti nella corsa e nell’arrampicata.
Amava gli addestramenti e amava anche i suoi due amici.
A loro piaceva addestrarsi con lui, e Sigurd in particolare prometteva bene nella corsa e nell’arrampicata. Era più alto di lui di una spanna e già gli erano spuntati i primi baffetti. Inoltre, a sua detta almeno, una volta aveva toccato le tette alla ragazza più bella della scuola di trascrizione: la bellissima Astrid.
Arrampicata..corsa..se avesse continuato ad allenarsi costantemente un giorno avrebbe partecipato al torneo dei mascherati. Ma guardando quella caviglia gonfia e livida adesso era seriamente preoccupato di non poter più correre.
Ma sarebbe passato. Come diceva sempre suo padre: il tempo guarisce il mondo e gli uomini.
Suo.. padre.. il ricordo sempre doloroso di sua mamma…la sue due sorelle ” strainik ”..i suoi amici..tutti i suoi affetti..
Un altro ricordo gli folgorò la mente come un fulmine nelle notti di luna: lui, Ragnar e Sigurd si stavano allenando, avevano corso tra le case e gli alberi di Oak e poi erano entrati nel fitto bosco delle fate, poi non ricordava più nulla.
Ricordi, ricordi, e ancora quel dannato puzzo di belva…
All’improvviso sentì dei passi, pesanti e felpati, il puzzo si avvicinava sempre di più.
<< Chi c’è? >>
”Qualcosa” emise un verso. Sembrava un miagolio unito a un ruggito sommesso.
” Oh mie Dee del cielo..Che sia un.. ”
No, non volle crederci eppure quel verso..
”Qualcosa” si avvicinò a lui.. aveva il fiato pestilenziale, il muso umido annusò Jonas, occhi verde smeraldo si accesero nel buio…

Cosa succederà a Jonas?

  • arriveranno i suoi amici (0%)
    0
  • la bestia gli guarirà la caviglia e comincerà l'avventura (100%)
    100
  • Urlerà e la bestia si spaventerà e scapperà (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Con questo ritmo di pubblicazione non riesco a seguirti, mi volto un attimo e mi trovo 3 capitoli nuovi 😮 Questo sono riuscito a “intercettarlo” quindi ti do le mie impressioni finora: mi sta piacendo molto, lo trovo un fantasy carino e delicato in cui il punto di vista del protagonista (un bambino) coincide con lo stile di scrittura, semplice ma curato al punto giusto. I ritmi un po’ lenti mi fanno pensare a un’introduzione a una storia molto più lunga, ma potrebbe anche concludersi nei 5 capitoli che ti restano. Sono curioso di scoprire quali siano i tuoi piani. Per adesso voto per le streghe. A presto!

  2. Ci ho pensato a lungo. Sarebbe interessante che l’esercito cerchi il nostro “cucciolone” ma mi sembra ancora troppo presto; suo padre ad aspettarlo sarebbe bello ma troppo facile, quindi voto che la foreste ed Oak sono in fiamme (magari è stato il famoso Re?). Tuttavia non farei semplicemente che vede tutto in fiamme: come hai detto tu stesso, c’è prima “qualcosa di strano” 😉

    Ciao 🙂

  3. Ciao, anche io ovviamente credo che la bestia dovrebbe guarire la sua ferita. Non so a che tipo di bestia tu abbia pensato, ma non sarebbe male se diventasse il suo compagno di viaggio, inoltre visto che Jonas non si ricorda dove si trovi, potrebbe guidarlo fuori da quella grotta. Magari proprio quando si accorge che c’è qualcuno altro che lo sta cercando e non ha intenzioni amichevoli come la bestia. E perché no…magari alla fine si scopre che la bestia racchiude lo spirito di sua madre defunta. Comunque sia, buona continuazione per la tua storia. 🙂

  4. Ah, l’inizio con un risveglio è un classico del fantasy, specialmente dei videogiochi. Per poco non l’ho messo anche nella storia che sto scrivendo io 😀 Dunque in questo capitolo non succede molto e per i miei gusti c’è un po’ troppa esposizione: sappiamo già molte cose della famiglia e degli amici del protagonista che però di fatto se ne sta fermo immobile per tutto il capitolo. Anche questo è un classico del fantasy, il desiderio di raccontare tanto e in fretta dei personaggi del mondo che creiamo. Per bilanciare proseguirei con un po’ di azione quindi voto perché la bestia gli guarisca la caviglia, che è un’opzione che mi incuriosisce molto. A presto!

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