LE CREATURE DELL’OLTRE-MONDO

Dove eravamo rimasti?

Chi sono le donne impalate? Le streghe (100%)

FUGA DALLA FORESTA-ATTO 6

La sagoma nera era proprio lui: il cucciolo, ed era venuto in suo soccorso. Jonas lo guardò basito mentre si apprestava a divorare il cavaliere. La creatura, con un balzo, aveva sbattuto a terra cavallo e cavaliere e aveva azzannato il collo dell’animale. Le sue fauci erano potenti e massicce, i denti mostruosamente aguzzi.  Jonas li vedeva solo adesso. La creatura aveva strappato via la carne dal collo del cavallo con tale violenza da staccare quasi di netto la testa dell’animale.
<< No! Ti prego! >> Il cavaliere si trascinava verso un albero alle sue spalle. La gamba sinistra gli si era spezzata quando era caduto da cavallo e un osso appuntito vi spuntava fuori.
<< Ti prego! No! >> piagnucolava l’uomo. Jonas non riusciva a parlare, se ne stava lì in piedi ad assistere in silenzio a ciò che stava per accadere. La creatura avanzò verso il cavaliere. I suoi occhi non erano più quegli occhi dolci e giocosi che Jonas aveva visto nella caverna, ma erano occhi famelici…furiosi. Il cavaliere indietreggiava, la belva si avvicinava a piccoli passi verso di lui, emettendo un ringhio sommesso eppure così terrificante… un denso rivolo di bava gli colava dalle fauci, mentre scopriva i grossi denti in faccia all’uomo che aveva cercato di uccidere Jonas, e che ora piagnucolava, completamente terrorizzato.
” E’ tornato, mi ha salvato la vita..”
 Il bambino aveva il cuore a mille. Quando l’uomo a cavallo lo aveva attaccato, non era riuscito a muovere un muscolo, si era come pietrificato dalla paura.
Si levarono altre voci dietro di loro. << Eccolo! E’ lì! >>
 Seguirono altre voci e il rumore degli zoccoli dei cavalli che calpestavano il tappeto di aghi di pino e rami caduti sul terreno. Quando Jonas si voltò verso quei rumori, constatò che le fiamme tutt’intorno a lui avevano ormai inghiottito quasi tutti gli alberi, e che presto si sarebbero propagate dove si trovavano lui e il Jorm-Tuk. I cadaveri di quelle donne erano ormai solo strane forme carbonizzate che cadevano a pezzi, insieme alle picche di legno sulle quali erano stati impalati. 
” Chi erano quelle donne? ” pensò Jonas.
<<  E’ qu… >> un ultimo disperato tentativo del cavaliere ferito di chiamare gli altri uomini, probabilmente suoi compagni, dopodiché il brontolio sommesso della bestia divenne un ringhio rabbioso, e Jonas udì il suono della carne che veniva strappata. Quando il bambino tornò con lo sguardo verso la creatura, questa lo osservava scodinzolando. I suoi occhi erano tornati buoni, erano tornati felici
Sì, sembrava proprio felice di rivedere il bambino, di averlo ritrovato.
 << Dobbiamo andarcene subito! >> gli disse Jonas, allarmato. I passi dei cavalli si avvicinavano, ma era impossibile vedere da che punto arrivassero, in mezzo a tutto quel fumo e quelle fiamme. Ma sarebbero arrivati, era solo questione di tempo.
<< Miuh! Miuh! >> La creatura scodinzolò di nuovo e quando emise quel verso fu come se avesse invitato Jonas a salire su di lei per scappare. Il suo muso era completamente rosso, il pelo intriso di sangue. 
Jonas corse verso di lui e vi salì sopra. Con terrore vide poi ciò che rimaneva del cavaliere. La belva gli aveva staccato mezzo busto all’altezza dell’ombelico, due pezzi dilaniati giacevano ora al suolo. Tra questi, gli intestini dell’uomo sparsi un po’ dappertutto.
” Con un morso, lo ha ridotto così con un morso! ”
Il fuoco divampava, gli alberi intorno a loro scricchiolavano e poi cedevano al suolo, carbonizzati. Le lingue di fuoco si avvicinavano sempre di più, ardendo minacciosamente tutto ciò che incontravano sul percorso.
<< Voi vedete qualcosa? >>
<< Aspetta, capitano, c’è qualcosa lì davanti! >>
Gli altri soldati erano arrivati. Jonas fu percorso da un brivido di terrore lungo la schiena, poi si svegliò dalla stasi in cui la vista di ciò che la creatura aveva fatto al soldato lo aveva mandato, e si resse, stavolta più forte, al pelo sulla schiena della creatura, poi diete due colpetti con i tacchi ai fianchi della belva. << Andiamo, dobbiamo andarcene subito! >>
Il Jorm-Tuk partì in corsa, e i due attraversarono la foresta in fiamme.
<< Mi hai salvato. Mi hai salvato di nuovo. >> Jonas lo accarezzò.
<< Ti chiamerò Saurin, come l’eroe delle vecchie leggende. Sì, ti chiamero Saurin. >>

I due arrivano ad Oak, ma hanno altri soldati alle calcagna...Intanto, che ne è stato della famiglia di Jonas?

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29 Commenti

  1. Con questo ritmo di pubblicazione non riesco a seguirti, mi volto un attimo e mi trovo 3 capitoli nuovi 😮 Questo sono riuscito a “intercettarlo” quindi ti do le mie impressioni finora: mi sta piacendo molto, lo trovo un fantasy carino e delicato in cui il punto di vista del protagonista (un bambino) coincide con lo stile di scrittura, semplice ma curato al punto giusto. I ritmi un po’ lenti mi fanno pensare a un’introduzione a una storia molto più lunga, ma potrebbe anche concludersi nei 5 capitoli che ti restano. Sono curioso di scoprire quali siano i tuoi piani. Per adesso voto per le streghe. A presto!

  2. Ci ho pensato a lungo. Sarebbe interessante che l’esercito cerchi il nostro “cucciolone” ma mi sembra ancora troppo presto; suo padre ad aspettarlo sarebbe bello ma troppo facile, quindi voto che la foreste ed Oak sono in fiamme (magari è stato il famoso Re?). Tuttavia non farei semplicemente che vede tutto in fiamme: come hai detto tu stesso, c’è prima “qualcosa di strano” 😉

    Ciao 🙂

  3. Ciao, anche io ovviamente credo che la bestia dovrebbe guarire la sua ferita. Non so a che tipo di bestia tu abbia pensato, ma non sarebbe male se diventasse il suo compagno di viaggio, inoltre visto che Jonas non si ricorda dove si trovi, potrebbe guidarlo fuori da quella grotta. Magari proprio quando si accorge che c’è qualcuno altro che lo sta cercando e non ha intenzioni amichevoli come la bestia. E perché no…magari alla fine si scopre che la bestia racchiude lo spirito di sua madre defunta. Comunque sia, buona continuazione per la tua storia. 🙂

  4. Ah, l’inizio con un risveglio è un classico del fantasy, specialmente dei videogiochi. Per poco non l’ho messo anche nella storia che sto scrivendo io 😀 Dunque in questo capitolo non succede molto e per i miei gusti c’è un po’ troppa esposizione: sappiamo già molte cose della famiglia e degli amici del protagonista che però di fatto se ne sta fermo immobile per tutto il capitolo. Anche questo è un classico del fantasy, il desiderio di raccontare tanto e in fretta dei personaggi del mondo che creiamo. Per bilanciare proseguirei con un po’ di azione quindi voto perché la bestia gli guarisca la caviglia, che è un’opzione che mi incuriosisce molto. A presto!

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