LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

SFIDA ALLE LEGGENDE

I bersagli erano ormai molto facili da colpire. Quello era solo il riscaldamento. Prima con la sinistra, poi con la destra, Jonas scagliava saette di fuoco e fulmini addosso ai fantocci di paglia. Testa, petto ed inguine: i bersagli perfettamente centrati fumavano. Ora riusciva a controllare meglio la potenza di quelle scariche, cosi da non distruggere completamente i manichini e cosi che Mud e Vud non dovessero ogni volta rimpiazzarli con dei nuovi. Ora proprio Mud lanciava in aria un grosso osso di montone. Saurin lo prendeva al volo tra le enormi fauci, sgretolandolo sotto la sua potente morsa. Dopidiché il Ratok faceva qualche passo indietro per sicurezza, ma Saurin, interessato solo all’osso, non lo considerava nemmeno.
« Bene, cominciamo » sentenziò Alexandra, mentre entrava nel recinto.
Alta e dalle spalle larghe, il volto aquilino, si mise in posizione: la stessa che si doveva assumere quando si impugnava l’Abètu a due mani. Senza il bastone, il braccio andava teso in avanti, con il palmo della mano puntato contro l’avversario. L’altro braccio con il gomito piegato e ben attaccato al busto, il palmo ugualmente puntato in avanti.
Alexandra attaccò Jonas. Con uno scatto felino in avanti fece schizzare il palmo contro la faccia del ragazzino. I primi tempi, quel palmo lui nemmeno lo vedeva arrivare e gli finiva dritto spiaccicato sul naso. Ora no. Il medaglione vibrò e si riscaldò leggermente nella sua tasca, Jonas era ormai abituato pure a questo. Si spostò di lato e il colpo di Alexandra gli passò sulla spalla, a pochissime distanze dal viso. Jonas le bloccò il braccio e la colpì non troppo forte allo stomaco, Alexandra si piegò su se stessa e fece qualche passo indietro. Riattaccò. « Aah! » Stavolta fu il suo calcio a sfrecciare in faccia a Jonas. Il ragazzino si abbassò di scatto, roteando poi sulla gamba di appoggio e spazzando le caviglie della strega con quella di accompagno. Alexandra fece un bel volo, poi cadde al suolo. Ma si rialzò immediatamente. Puntellandosi con le mani al suolo tese le gambe in aria e saltò, rimettendosi in piedi. Lo scrutò con gli occhi nocciola chiaro, fini, a mandorla, bellissimi. Solo che la sua espressione in quel momento non era bellissima: era incazzata nera. Strinse entrambi i pugni, tra le dita serrate filtrava della luce blu scuro. Stavolta il medaglione cominciò a scaldarsi e vibrare sul serio, Jonas ebbe un gemito di dolore, la coscia su qui era poggiato si stava scottando. « Prendi questo allora! » La strega aprì i pugni di scatto e quell’energia venne rilasciata, scaricandosi al suolo, che cominciò a tremare sotto i piedi di entrambi. « Cosa fai!? » Jonas perse l’equilibrio e lei lo attaccò con un calcio rotante dritto in faccia. Non seppe come, ma si ritrovò con una mano sopra la coscia della donna e la testa sotto: l’aveva in pugno. Fece leva sul terreno che si era stabilizzato e con la gamba lunga e muscolosa di lei poggiata sulla spalla e tenuta ferma dalla sua mano, la spinse in avanti facendola caracollare al suolo: Alexandra era al tappeto.
Fuori dal recinto, Mara ebbe un sorrisetto mieloso. Quelle Strainiki di Streghe erano costantemente in competizione l’una con l’altra, constatò Jonas.
Mara entrò nel recinto. « Ora tocca a me. » Adesso sarebbe arrivato il difficile, Mara era astuta e velocissima. Anche Saurin sembrò pensarlo, quando per un attimo alzò il muso dall’osso e disse: « Miauh. »
« Avanti piccoletto! » Mara scattò con un salto in alto, roteando velocemente su se stessa a mezz’aria e ricadendo perfettamente con le gambe fine e toniche strette attorno al collo di Jonas, che non si era accorto di nulla. Lo atterrò e rotolò su se stessa bloccandolo in una morsa letale ed impossibile da raggirare. Le sue cosce gli stringevano il collo, la ragazza indossava una tutina strettissima di seta. Jonas riusciva a sentire il suo calore, il suo odore.
« Sei in trappola, piccolo umano! » lo sbeffeggiò Mara.
« A..Argh…non…posso muoverm… »
« Concentrati… pensa a quando hai visto Oak in fiamme… arrabbiati… »
Una voce fuori dal recinto si era levata tra il brusio e i commenti delle streghe che assistevano all’incontro: era Skarlatta, ed era tornata. Jonas chiuse gli occhi e ricordò. Il ricordo, l’immagine del sangue e del fuoco fece crescere un fiume dentro di lui, il medaglione si arroventò letteralmente.
« AAAAARRRRGGGGHHHHHHH »
Dopodiché Mara venne spazzata via diverse distanze più avanti e svenne. Cicilya la soccorse, la medicò con una strana essenza e la portò fuori dal recinto. Jonas si rialzò e le squadrò tutte, non sentiva nemmeno più il calore del medaglione ustionargli la carne della gamba.
« Avanti la prossima! »

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