LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

Dove eravamo rimasti?

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LO SCONTRO

Il ragazzo cercò di concentrarsi nonostante le sferzate di Judit. Saltellando di qua e di là non poteva concentrare la quantità di potere che avrebbe voluto, perciò visualizzò velocemente di abbracciare una grossa palla d’acqua, cercando di accumularci dentro più energia possibile.
Fece qualche passo indietro ma Judit continuava ad avanzare, mulinando delle velocissime diagonali con l’Abètu; diagonali che formavano una serie di X evanescenti lungo il percorso. Alla fine Jonas scagliò con tutte le forze la palla d’acqua energetica addosso a Judit, che venne scaraventata diverse distanze avanti a lui. Bene, ora aveva il tempo di caricare il giusto quantitativo di energia necessario a sconfiggerla. Ma si rese conto subito che la mossa dell’acqua energetica non sarebbe servita a niente, perché Judit si era rialzata immediatamente.
La ragazza si guardò addosso, la tunica rossa che indossava era fradicia ed appiccata al corpo.
La ragazza raccolse il bastone. « Mi hai inzuppato, stupido moccioso! »
Jonas rimase imbambolato a contemplare le forme del suo corpo delineate dalla veste bagnata, poi si destò. Ma Judit ancora non lo aveva attaccato.
”Cosa avrà in mente?” pensò.
Lo scoprì ben presto. Judit ricominciò a mulinare l’abètu in diagonale, sempre più velocemente, ma ferma sul posto. La scia di X energetiche appena percettibili tra lui e lei cominciarono a intensificarsi man mano che il movimento del bastone diventava più veloce. La streghetta eseguiva un movimento ondulatorio con il bacino e le sue braccia si muovevano rapidissime, il bastone rotante passato velocemente da una mano all’altra. Le X divennero blu e fiammeggianti, si intensificarono e cominciarono ad unirsi l’una con l’altra fino a formare un’unica gigantesca X energetica che sprizzava fiamme di un blu talmente scuro da avvinarsi al nero.
Era tempo di agire. Jonas si inarcò in avanti con il busto, le braccia piegate e attaccate ai fianchi, i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Cominciò ad immagazzinare energia. Con la tecnica che aveva in mente però, lo sforzo sarebbe stato estremamente maggiore. « AAAAARRRRGGHHHH!!! » Un calore sempre crescente irruppe dentro di lui, nel suo corpo: si sentiva avvampare. Due piccole fiammelle spuntarono dai palmi delle sue mani. Le guardò, si concentrò e nella sua mente visualizzò che queste crescevano a dismisura, divenendo due enormi palle di fuoco.
Il medaglione riprese a vibrare con violenza. Talmente era rovente da inscurire l’oro di cui era fatto, facendolo diventare giallo scuro. Anche Saurin era piuttosto agitato. « Miuh! Miuh! Miuh! » continuava ad urlare, senza però intervenire… Meglio, Jonas non voleva che Judid venisse fatta a pezzi dal Jorm-Tuk! La X energetica che si era venuta a creare in mezzo a loro era diventata enorme. Jonas continuò ad immagazzinare energia, sentendo il fuoco e il calore attraversargli le braccia e riversarsi nelle mani, dove le due palle di fuoco energetico cominciavano ad essere pericolosamente grosse. Quella era la tecnica che prediligeva, una tecnica però da utilizzare solo quando non si aveva altra scelta. Così gli aveva detto Skarlatta, durante i lunghi ed estenuanti allenamenti. Allenamenti fatti di sudore, sangue, e urli e rimproveri della strega-madre; ma alla fine lui aveva imparato. Le palle di fuoco erano ormai grosse al punto da arrivargli quasi all’altezza delle spalle, Jonas sapeva di dover mantenere un po’ di forze per il lancio finale.
Judit alla fine roteò su se stessa accompagnata dalla rotazione del bastone, per poi scaraventarlo di punta contro la grossa X. L’abètu seguì una linea orizzontale perfetta a mezz’aria, lasciandosi dietro una scia blu data dall’energia che aveva accumulato. La punta andò a conficcarsi proprio al centro della X, che venne scaraventata con una potenza inaudita addosso a Jonas. Il ragazzo raccolse le ultime energie, e con tutte le forze che aveva in corpo spinse entrambi in palmi in avanti, congiungendoli. Le palle di fuoco di unirono in un’unica gigantesca massa incendiaria e schizzarono contro Judit.
La X blu e la palla rossa si schiantarono l’una contro l’altra, generando scintille d’energia tutt’intorno. Entrambi tenevano tese le braccia, ognuno spingendo la propria energia contro l’altra. Jonas non ce la faceva più, Judit nemmeno. I suoi occhi erano diventati incredibilmente rossi e bestiali. Occhi di tigre. Le due enormi masse energetiche spingevano l’una contro l’altra ma nessuna sembrava prevalere. Il suolo cominciò a tremare, i versi di Saurin erano sempre più sguaiati, dei latrati bestiali. Il medaglione cominciò a lievitare, il cielo a scurirsi.
Una lunga e potente cometa energetica arrivò all’improvviso da chissà dove…

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