LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

Dove eravamo rimasti?

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JON & JUD

Judit non bevve tanto, ma mangiò anche lei di gusto e ogni tanto accompagnava il cibo con un sorso di vino. Anche Jonas assaggiò quel vino: glielo fece assaggiare proprio lei dal suo bicchiere, ma poi glielo tolse subito.

« Basta, che sei troppo piccolo! »
« Non sono troppo piccolo e poi tu stai bevendo come una porca e hai solo due rotazioni più di me !»
« Non sto bevendo come una porca! » rispose adirata Judit, anche se con quel poco vino che aveva bevuto già sentiva la testa galleggiare. Il vino era forte e dolce, quell’assaggio aveva fatto subito intontire anche Jonas. Ma come facevano le altre a berne così tanto e a non cadere a terra ubriache come zucchine lesse? Si domandava. Bevevano tanto: c’era Kikilith che ne mandava giù un bicchiere dopo l’altro. Per non parlare di Mara, che però almeno ci mangiava sopra, e quanto! Anche Roberta, Soraya e Chanel mangiavano tanto e di gusto… E poi c’era Skarlatta, che continuava a bere quell’essenza… a volte solo quella, altre volte la mescolava anche col vino e trangugiava il tutto.
« Così domani è la tua festa di rotazione è? » le gote di Judit erano rosse di vino e cibo, la strega era piuttosto sudata, il fuoco del camino era troppo alto, Mud ci buttava dentro ciocchi di legna in continuazione, e nella sala faceva un caldo bestia.
« Basta con quella legna! » gli urlò Skarlatta.
Mud posò il tronchetto che stava per gettare al fuoco e batté in ritirata. « Va bene mia signora madre signora! »
« Ma sono tutti così i Ratok? » domandò Jonas a Judit, mentre osservava Mud e Vud destreggiarsi con le portate di cibo e le caraffe di vino. Erano così buffi, a lui facevano ridere. Tuttavia ricordava anche che quando era stato tratto in salvo nella foresta delle fate, gli altri ratok sembravano svegli e potenti… sopratutto quello che aveva avvolto lui e Saurin in quella grossa cupola magica, per poi trarli in salvo e condurli nel villaggio delle Kai.
« No, no… » rispose Judit. « Ci sono Ratok potentissimi nei quindici regni dell’Oivesth…poteri che nemmeno immagini. » Mud si avvicinò al tavolo con in mano una grossa bacinella di legno.
« Se mettete qui le ossa e gli avanzi mie signore signori maestà, le porto al Jor-tuk mie signore! »
Quelle di loro che avevano finito di mangiare o che erano sazie svuotarono i loro piatti con gli avanzi e le ossa dentro alla bacinella. Jonas si voltò verso la finestra: Saurin era lì fuori che lo osservava. Appena vide Mud con la bacinella, cominciò a scalpitare e scodinzolare. La sua coda diveniva sempre più lunga, il muso sempre più affusolato e ferale. Quelle due membrane continuavano a crescere… ben presto Saurin avrebbe avuto anche un bel paio di ali per volare.
Jonas ci pensava in continuazione, tutti i giorni, ed era eccitatissimo all’idea. Si immaginava in groppa al grosso Jorm- Tuk della leggenda, arrivato chissà da dove per salvarlo. Si immaginava come un eroe potente e giusto: l’eroe di tutti i venti regni, che sorvolava tutta Erya sopra al suo grande e unico amico fidato Saurin. Sorrise all’idea, mentre lui e Saurin continuavano a guardarsi. Gli rimaneva solo lui, solo Saurin.
Si domandò cosa avrebbero detto i suoi amici Ragnar e Sigurd vedendo il suo cucciolone. Si domandò inoltre dove fossero finiti loro e la sua famiglia, ma scacciò subito quel pensiero che lo rattristiva e deprimeva. E quella sera voleva essere felice: l’allenamento era andato bene, Judit sembrava di buon umore, e anche tutte le altre streghe.
Saurin spostò subito lo sguardo al suo lato. Jonas poté vedere Mud che gli si avvicinava con cautela, svuotandogli la bacinella davanti e battendo subito in ritirata. Il ragazzino fece un sorriso. Poi si accorse che Judit lo guardava. Judit si spostò la frangia di capelli che le si era appiccicata sulla fronte sudata. « Mie Dèe del cielo quanto fa caldo qui dentro, quei due stupidi hanno caricato al massimo il fuoco! »
« Quel tuo medaglione è proprio bello… Quando te ne andrai per la tua strada… me lo regali?»
« Credo che mi servirà… » le rispose Jonas. « Mi servirà per ritrovare la mia famiglia e i miei amici scomparsi… »
« Li ritroverai piccolo Jonas, fidati… »

E quelle parole lo misero ancora più di buon umore.
Finita la cena, le Kai, tutte mezze ubriache, tornarono nelle loro dimore. Skarlatta, visibilmente brilla, salutò Jonas e Judit, che le avevano chiesto il permesso di rimanere un altro po’ seduti sulle scale di casa ad accarezzare Saurin e a parlare un po’.
« Quello che avete fatto oggi… il vostro potere è grande, ma dovete imparare a gestirlo, o verrete annientati da esso! » disse loro la strega- madre.

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