LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

Dove eravamo rimasti?

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LA FORESTA

« Perdonami Madre, non succederà più… » Judit aveva un’aria dispiaciuta ma a Jonas sembrò che stesse solo facendo finta, e probabilmente lo sapeva anche Ska, ma in quel momento era troppo alticcia per curarsene. La strega si avviò per le scale e andò a dormire… loro rimasero fuori, con Saurin che riposava vicino ai loro piedi. Judit gli si avvicinò di più, Jonas si sentì avvampare. « Insomma, spero tu mi abbia fatto un bel regalo per la mia festa di rotazione di domani! » Lei sorrise. « Sei tu che dovresti fare un regalo a me! »
« E perché? » le domandò Jonas con aria interrogativa.
« Beh, prima di tutto perché sono una ragazza. E da quello che so io sono i ragazzi che fanno i regali alle ragazze. E poi dovresti farmi un regalo come ringraziamento per non averti ucciso, oggi! » la ragazza scoppiò a ridere.
« Non ce l’avresti mai fatta! » gli rispose Jonas sulla difensiva.
« Se lo dici tu! » Judit parve divertita. Squadrò Jonas con quei suoi occhioni azzurro chiaro, scintillanti. Sembrava felice quella sera. Jonas ripensò a quando i suoi occhi erano diventati di quel rosso acceso e così feroci, mentre lottavano. Da dove veniva Judit? Cosa le era capitato?
« Perché sei qui? » le domandò alla fine.
Lei ebbe un’espressione malinconica e gli si avvicinò di più, prendendogli la mano nella sua. Jonas aveva i rospi nella pancia per l’emozione. « Vivevo a Tower con la mia famiglia e i miei amici… poi loro sono arrivati, e li hanno uccisi, hanno ucciso tutti… »
« Tu come sei fuggita? » Jonas era curioso, voleva sapere.
« Non lo so, mi ero nascosta sotto il letto ma loro stavano arrivando, mi avrebbero trovata, stuprata, e poi fatta a pezzi. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato un altro posto, poi il buio.
Quando mi sono svegliata, ero qui nel villaggio… »
« E tu? »
« Mi sono risvegliato in una caverna, avevo la gamba rotta… »
« E’ lì che hai trovato Saurin? »
« E’ lui che ha trovato me a dire il vero… senza di lui, sarei morto… » Jonas accarezzò affettuosamente il Jorm-Tuk. Judit gli si appiccicò praticamente addosso, continuandolo a tenere per mano.
« Lui mi ha guarito, mi ha portato fuori di lì. Quando sono tornato al villaggio, erano tutti morti. Ma Saurin li ha uccisi tutti, quelli che hanno compiuto quel massacro. Li ha fatti a pezzi, gli ha strappato via la testa e le budella! » Un’ondata di rabbia nel ragazzino, poi un’altra di tristezza. In quel momento non riusciva a non pensare al massacro. Si sentiva così vulnerabile ora in presenza di Judit.
Lei abbassò lo sguardo verso Saurin, e strinse la mano di Jonas nella sua. « Quello era solo un piccolo contingente, gli altri sono tutti a Tower e nelle altre grandi città dei cinque regni. Le occupano, mangiano, bevono e dormono a spese dei cittadini e dei locandieri, che non si possono opporre altrimenti vengono impiccati. All’alba cominciano la caccia alle streghe, impiccando o mettendo al rogo ogni persona sospetta, innocenti, bambini, chiunque. Io lo giuro sulla Dea Kailith: me la pagheranno! » Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime. Jonas fu addolorato per lei, non l’aveva mai vista così. Almeno la sua famiglia era viva, quella di Judit era stata uccisa davanti ai suoi occhi. Il ragazzino la abbracciò, stringendola forte. Lei si girò e lo guardò, sussurrandogli: « Non andartene mai da me, ti prego. » Poi lui la baciò.

Non credeva a quello che aveva fatto: l’aveva baciata sulle labbra! Un uragano di emozioni scombussolò Jonas dalla testa ai piedi. Lei lo abbracciò, poi si alzò in piedi.
« E’ meglio che andiamo a dormire, o domani Ska si rimette a urlare! » gli consigliò la ragazzina.
Jonas rimase lì seduto a guardarla, aveva il cuore a mille.
« Beh? Hai capito che ti ho detto? » ripeté Judit.
Jonas si svegliò da quella specie di sogno ad occhi aperti, per poi alzarsi anche lui. « Certo, va bene, a domani allora! »
Judit si incamminò verso la sua capanna. « Ah, e mi aspetto un regalo è? » gli disse mentre se ne andava.
« Ancora? Sei tu che devi farlo a me! » Rieccola con quella storia del regalo, Jonas non capiva se la ragazza dicesse sul serio o scherzasse, ma lui si aspettava veramente un regalo da lei.

Il ragazzino accarezzò e salutò Saurin, che insonnolito ricambiò con un breve cenno del muso. Rientrò in casa, si cambiò e si mise a letto, addormentandosi quasi immediatamente.

Quella notte fu priva di sogni… Pioveva…

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