LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

Dove eravamo rimasti?

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VERSO TOWER

« Torna qua! Così ci perderemo! » continuò a urlare, ma lei non se ne curò e proseguì.
D’un tratto tra i cespugli alla loro destra si sentì un movimento, poi fu tutto talmente veloce che Jonas e Judit nemmeno se ne accorsero. Saurin saltò fuori da un grosso cespuglio e atterrò Judit. Jonas li raggiunse, il Jorm-Tuk incombeva sulla ragazzina, che urlò terrorizzata. « Fermo Saurin! » gli urlò Jonas. Il Jorm-Tuk le mostrava le enormi zanne, densi rivoli di bava gli fuoriuscivano dalle fauci, cadendo in faccia alla ragazzina, che in mano ancora stringeva il medaglione di Jonas. « Digli di togliersi! Mi sta sbavando addosso! Che schifo! »
« Saurin, a cuccia! » gli ordinò Jonas. Saurin si allontanò da Judit, che si rialzò in piedi. Ormai il ragazzino aveva dimenticato il medaglione ed era solamente preoccupato per lei. Le si avvicinò. « Stai bene? »
Lei non gli rispose e velocissima saltò su un albero e scomparì tra i rami e le foglie, Saurin, eccitatissimo, provò a riprenderla ma era troppo grosso e pesante per salire su quel grosso abete, così si limitò a strusciare le zampe contro il tronco e ad emettere degli strani versi, come di sconfitta.
« Judit torna qui! E’ pericoloso qui fuori! Torniamo al villaggio! »
Ma la ragazzina non rispose. Jonas la chiamò ancora ma sembrava come essersi volatilizzata.
Provò a cercarla rimanendo però in quell’area, non voleva entrare di più nel fitto della foresta o si sarebbe perso.
Alla fine si rassegnò. « Torniamo indietro Saurin » disse sconsolato.
I due tornarono così sui loro passi, Jonas sedeva in groppa al Jorm-Tuk, che procedeva ad andatura svelta. Rifecero il percorso seguendo le impronte nel terreno e proseguendo dritti. Usciti dalla folta boscaglia, si riaffacciarono al grosso campo di mandorli e noci, dove c’erano le case delle streghe. Solo che il villaggio era scomparso, con lui anche la cupola che lo circondava. C’era solo un’unica, grossa casa in legno al centro del campo: la casa di Skarlatta…
La casa però non era come prima. All’esterno era decadente e marcescente. L’interno era pure peggio. Il grosso tavolo centrale nella sala era vecchissimo e tarlato. Così come i mobili, gli scaffali polverosi e tutto il resto. Il camino sembrava spento da chissà quanto tempo, grosse ragnatele si erano formate all’interno. L’unica cosa che era rimasta come prima era l’enorme quantità di ampolle, piccole e grosse, libri e tomi accatastati sui vecchi mobili a prender polvere. I liquidi all’interno delle fiale sembravano ancora intatti, il loro colore era ancora vivo e acceso, ma Jonas non osò immaginare che tipo di diavolerie fossero.
Si fece coraggio e salì al piano di sopra. Entrò nella stanza di Skarlatta…

La stanza era buia e fredda, pervasa da un forte odore di chiuso, di vecchio. La tenue luce di due candele poggiate su due mobiletti ai lati del grosso letto si riflettevano nell’alto specchio. Lì Jonas poté vedere l’immagine riflessa. L’immagine di una vecchia raggrinzita sdraiata sul letto, avvolta sotto le coperte. Si avvicinò al letto. La faccia di lei era tutta un’increspatura, le mani ossute, solcate da grosse vene violacee, tenevano la coperta all’altezza dei seni prosciugati e rinsecchiti. Il volto rugoso e scavato si spostò su di lui. I capelli lunghissimi erano come stoppa, gli occhi semichiusi e doloranti. Quella era Skarlatta.

« S..sei stato bravo piccoletto…ora sei pronto… » la sua voce era un rantolo sommesso, sofferente.
Jonas non riuscì a dire niente, i suoi occhi cominciarono a bruciare e colmarsi di lacrime.
« Ska… io non capisco… che succede? » riuscì a dire alla fine.
La vecchia alzò una mano tremante e prese quella di Jonas.
« Il vecchio debito con Anika è ripagato…»
La sua mano era così piccola e fragile, i suoi occhi infossati scrutavano Jonas con amore, ricordandogli quelli di nonna Isyde.
Il ragazzino sentiva le lacrime scendere lungo il viso, ma si fece forza.
«Io non capisco, Ska…»
«Ti aspettavo da tempo…» la voce roca della strega si spezzò, poi riprese fiato « tua madre era una Kai, proprio come me e le altre… era la più potente strega dell’est, la sua abilità e il suo animo puro sono state la mia ispirazii…one costante… » Skarlatta tossì. « Ma un giorno mentre eravamo tutte nel villaggio ad allenarci, passarono degli uom…ini, dei tagliaboschi. Il villaggio era protetto dalla cupola, l..loro..non potevano entrare…guardarono un po’ la cupola e proseguirono senza curarsi di noi, e noi senza curarci di l…loro…» La voce di Skarlatta di spezzò di nuovo, l’anziana strega ricominciò a tossire più forte e senza sosta.

Jonas si guardò intorno. « Aspetta ti prendo dell’acqua! Dov’è? »
« La f…iala blu, quella vicino al grosso to…mo sullo scaffale di fianco al c..amino, prendi quella…»
Jonas fece come gli era stato detto, poi tornò sopra e le fece bere l’essenza blu. Ska stette subito meglio, la sua voce di schiarì e la tosse terminò.

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