Male ma non malissimo (ovvero come vincere la timidezza per Cara)

Quando ti bussano alla porta

Odiavo la mia timidezza. Lo psicologo la chiamava ansia sociale. Secondo un manuale che avevo acquistato si chiamava senso di inadeguatezza. Qualcuno preferiva darle il nome di “paura del giudizio”. A volte io la chiamavo timidezza, a volte Timi come fosse una mia amica. 

Era come una gabbia dorata che non mi permetteva di godere delle bellezze del mondo che stava fuori dal mio appartamento ma che mi faceva sentire protetto e che mi dava la scusa per non fare nulla di nuovo. La mia vita era incredibilmente noiosa, uscivo di casa solamente per andare ad acquistare la mia rivista preferita perché il cibo me lo facevo recapitare a casa grazie ad un’applicazione “Tanto caro mi food quest’ermo colle”. 

Nei miei sogni ero un fumettista famoso. Vincevo l’Oscar come miglior film d’animazione ed ero inseguito da donne bellissime che avevano come unico sogno quello di potermi incontrare. Avevo i capelli leggermente spettinati e la barba incolta che mi davano un tono da uomo virile e affascinante. Nei miei sogni però. Nella realtà avevo i capelli spettinati semplicemente perché non mi andava di andare dal barbiere. Quei pochi peli che avevo nella barba li rasavo una volta ogni 10 giorni perché se avessi voluto farmi crescere davvero la barba avrei dovuto non tagliarla per almeno 3 mesi. 

Ero un disastro. Un disastro umano. Anche se non si può dire ero veramente un disastro disastroso. Non avevo mai avuto una relazione con una donna in vita mia. Certo, questo era un problema comune a molti maschi o almeno amavo ripetermi così per sentirmi un po’ più normale. 

Avevo un gatto che si chiamava Bau. Avevo anche una bellissima poltrona, una sedia da ufficio con le rotelle e una televisione. Tutto questo in un appartamento racchiuso in una singola stanza da 45 metri quadri. Avrei voluto chiamarla “open space” ma in uno spazio così piccolo era praticamente impossibile costruire delle singole stanze. 

Ti ho già detto che la mia vita era incredibilmente noiosa? Beh in realtà io amavo ripetere le cose fino all’ossessione e molti mi avevano detto che era il mio più grande difetto. Tutto questo però era destinato a cambiare d’improvviso. Era un mercoledì di ottobre, due giorni dopo si sarebbe festeggiato Halloween. Io solitamente lo trascorrevo in modo un po’ alternativo. Ad Halloween bisogna diventare ciò che non si è. 

Così chiudevo nello sgabuzzino il mio gatto e fingevo appunto di essere qualcuno che non sopportava gli animali. Nonostante fosse fine ottobre quel giorno era assolato e pieno di luce. Dicevano che fosse colpa del cambiamento climatico. Mi ero svegliato come sempre alle 11.30 dopo 12 ore esatte di sonno. Mi stavo facendo un caffè quando mi suonarono alla porta. 

Era una ragazza sui 30 anni con una massa di capelli ricci e un sorriso luminoso. Prima che trovai il tempo di dire qualcosa si presentò. Si chiamava Cara e un po’ imbarazzato feci una delle mie famose battute. “Immagino che quando eri bambina avevi la cittadinanza russa. Ti avranno chiamato Carina”. Lei sorrise mostrando dei grandissimi e sanissimi denti. Questo mi ricordò che il giorno successivo avevo un appuntamento dal dentista. Mi chiese di farla entrare in casa ma io le chiesi di dirmi un po’ più di lei. “Sei il primo uomo che non mi dà il permesso di entrare in casa sua”. Mi spinse ed entrò comunque. 

Devo confessare che la cosa mi fece un bel po’ di piacere ma dovevo comunque fingermi infastidito così alzai la voce e le intimai di uscire immediatamente. Lei se ne infischiò, aprì il frigorifero, prese la bottiglia del latte e iniziò a berlo. Bevve tutto d’un fiato cosicché le andò di traverso e iniziò a tossire. Mi avvicinai per cercare di soccorrerla e le diedi alcune pacche sulle spalle come si fa con i bambini. Mi sputò il latte addosso, per la precisione in faccia. 

Fortemente schifato andai a prendere dei fazzolettini e iniziai a pulirmi, lei con noncuranza rispetto a quello che era accaduto mi spiegò perché si trovava lì in quel momento. 

Aveva trovato il mio nome su un sito in cui si parlava di ansia sociale. Mi ero iscritto qualche mese prima ma me ne ero dimenticato perché nessuno aveva risposto al mio annuncio. “Sono qui per aiutarti a vincere la tua timidezza una volta per tutte”.

Cosa dice Cara ad Archimede?

  • Che lei è un diavolo tentatore (25%)
    25
  • Che lei è una psicologa che è stata radiata dall'albo (50%)
    50
  • Che lei è un angelo e che è lì per risolvere tutti i suoi problemi (25%)
    25
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