Male ma non malissimo (ovvero come vincere la timidezza per Cara)

Dove eravamo rimasti?

Cosa dice Cara ad Archimede? Che lei è una psicologa che è stata radiata dall'albo (50%)

Provocazioni

“Come può aiutarmi a vincere questa insopportabile timidezza? Ho provato con psicoterapie, psichiatri, e ogni tipo di psicocoso ma nessuno è riuscito ad aiutarmi” dissi io. “Dammi del tu. Beh io sono una psicologa ma non sono come tutte le altre. Facciamo un patto. Se saprò aiutarti tu dovrai realizzare il mio sogno più grande. Altrimenti…”- “Altrimenti?”-”Altrimenti sarò io a realizzare il tuo sogno più grande”. Annuii anche se sembravo molto perplesso. Cara alzò la mano dove teneva la bottiglia del latte e poi la aprì per lasciarla cadere. La fulminai con lo sguardo ma non dissi nulla. “Mi odi? Provi rabbia? Dimmelo”. Non ricordo cosa dissi nella mia mente ma fu sufficiente per calmarmi. “Nessuna reazione vedo” disse impertinente la strana ragazza.

Cara si avvicinò alla grande finestra della stanza e cercò di aprirla. Era troppo esile però e dovette chiedermi aiuto. Ero un po’ perplesso ma anche tanto incuriosito e diedi una mano a Cara ad aprire la finestra. “Ci voleva un po’ d’aria. Hai un cellulare?”. Annuii e poi tirai fuori il cellulare che era infilato tra i cuscini della poltrona.

Glielo porsi e lei con un gesto rapido lo gettò giù dalla finestra. Ero furioso e non uso questa parola a caso, avrei potuto dire arrabbiato ma ero furioso. Furioso ma la mia terribile paura del giudizio e il mio timore di farle del male mi portò a reprimere le mie emozioni e a mordermi il labbro con violenza facendo uscire persino del sangue.

Lei mi spintonò. La stavo odiando o meglio odiavo le sue provocazioni. Non volevo perdere il controllo però e così iniziai pure a mordicchiarmi l’interno delle dita. “Ok ora cambiati e andiamo” mi disse Cara. Io non volevo cambiarmi d’abito ma lei insistette e iniziò a prendermi in giro per la mia scarsa abilità nell’abbinare i colori dei vestiti. 

Decisi di ascoltarla e aprii l’armadio mostrandole le 5 maglie che avevo e le 5 paia di pantaloni in mio possesso. Mi indicò quali indossare. Io però vivevo solo e l’appartamento era composto di un’unica stanza e privo di un separé. Così dovetti andare in bagno per potermi cambiare d’abito. Mentre stavo sfilandomi i pantaloni notai che lei stava guardando dal buco della serratura. 

Mi bloccai per un attimo poi decisi di infilarmi i pantaloni alla velocità della luce. Uscii dal bagno pronto a farmi portare dove lei desiderava. Scendemmo le scale e arrivammo al portone d’ingresso. La piccola cittadina della California in cui abitavo era piena di palazzi costruiti in stile spagnolo. Io abitavo in uno di questi. 

Uscivo così poco di casa però da provare ansia ogni volta che varcavo il portone principale. Mi indicò di seguirla e mi fece attraversare tutto il quartiere fino ad arrivare ad un piccolo bar che aveva una splendida terrazza esterna. Certamente non era consuetudine fermarsi a bere un caffè all’aperto a fine ottobre ma lei voleva questo. 

Ci sedemmo ed ordinammo. Mentre stavamo attendendo che arrivassero i caffè lei mi spiegò perché era la persona giusta per potermi aiutare a superare questa incredibile paura degli altri. Era una psicologa. Precisò però di essere stata radiata dall’albo dopo un solo mese di lavoro. Le chiesi perché fosse accaduto questo ma lei rispose semplicemente che non era importante. “Forse sono un angelo” disse con sguardo malizioso.

Arrivarono i caffè e iniziammo a bere. Lei non parlava di sé ma mi faceva domande, domande e domande. Appena finito di bere mi disse di andare a pagare il conto al bar. Sinceramente avevo un po’ di timore, non conoscevo nessuno e questo mi intimidiva. “Se non lo fai inizio a urlare dicendo a tutti che mi hai molestato” mi disse lei. 

Io balbettai e le chiesi di non farlo e di capire le mie paure. Lei non volle saperne nulla e dopo la mia esitazione iniziò a gridare “Cameriere mi aiuti! Corra, corra!”. Mi alzai di scatto e corsi verso il bar per pagare il conto. Fu tutto così automatico e immediato che quasi non me ne resi conto. 

Il cameriere arrivò prontamente in soccorso di Cara ma lei gli sorrise e disse “No mi scusi mi sono sbagliata, mi sembrava di aver visto il mio ex. Lui è uno stalker, sa?”. L’uomo si inchinò e tornò all’interno del locale. Io nel frattempo avevo pagato il conto, in fondo non avevo alternative. Quella ragazza mi stava rovinando la giornata e forse la vita. 

Che cosa farà fare Cara ad Archimede?

  • Telefonare ad un programma televisivo dichiarando il suo amore per la presentatrice (100%)
    100
  • Chiedere appuntamento ad una ragazza entrando nel bagno delle donne (0%)
    0
  • Sfrecciare in moto a forte velocità (0%)
    0
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