Ombre di farina

Dove eravamo rimasti?

Giacumino vuole la verità sulla morte di Silvestro, come procede? Indagherà personalmente verificando ogni singolo sospetto (50%)

La verità nel caffè

La domenica è un giorno di riposo, ma non per tutti. Giacumino, da dietro la finestra della sua stanza, osserva il gruppo di colombi che  approfitta delle strade deserte  per cercare un qualcosa da beccare. Ma dopo qualche minuto,  l’oscillare di un saio francescano rompe le righe, e il loro svolazzare riecheggia forte per tutta la piazza.‘Cosa ci fa in giro a quest’ora Fra Giovanni?’ Giacumino decide di chiamarlo dalla finestra: “Fra Giovanni tutto a posto?”

“Certo figliolo, sto correndo al convento perché ho messa alle diciassette  e ho fatto tardi”

“Aspettate Fra Giovanni, vi accompagno io con la macchina, non c’è problema, ma prima salite un attimo, ho appena fatto il caffè.”

Fra Giovanni tentenna per qualche istante, guarda verso la finestra e poi verso il convento in alto sulla collina, ma  come  rinunciare a tanta gentilezza? (o al caffè?).

“Grazie figliolo, sai fare davvero un buon caffè. Si dice che a Napoli il segreto stia nell’aria e nell’acqua ma nessuno arriva mai a capire che il vero segreto sta nel cuore. Se sei buon ‘e core,  è buon pur’ o cafè.” 

“Quindi, secondo la vostra teoria, se hai un buon cuore il caffè è buono pure a Milano. Giusto?” risponde Giacumino con sorriso divertito.

“E certo, solo che è un po’ più raro, ma non perché altrove non siano buoni di cuore, anzi, ma semplicemente perché sono un po’ più distratti. Mi spiego: a Napoli davanti al caffè il mondo si ferma. Se ci fai caso, lo beviamo in silenzio e diamo quel tocco impercettibile alla tazzina per lasciarci ipnotizzare da quel vortice che ne consegue. Ecco!  sono questi i momenti in cui ogni dubbio, ogni affanno, ogni problema, ogni cosa insomma viene messa a fuoco e subito dopo avviene ….il  miracooolo!  Dopo, guarda un po’, a tutto sembra esserci una soluzione.  In altri posti invece, il caffè viene fatto e  bevuto in tutta fretta, non gli  viene data la giusta attenzione e questo accade perché hanno  un’altra filosofia.  Spero di essere stato chiaro.”

 “Chiarissimo. Quindi ora io potrei anche  trovare la soluzione al mio cruccio?”dice Giacumino, questa volta con tono più serio.

”Perché no, se vuoi posso aiutarti, anche se in verità, come sai, andrei un po’ di fretta.”

“Penso che ci vorrà più di un buon caffè perché io trovi la soluzione. Però una cosa me la potreste dire, se non vi dispiace. So che siete sempre stato vicino ai più deboli del nostro paese così come anche ai più pericolosi se vogliamo. Voi lo conoscete Giovanni detto o’ maltiempo?“

“Sí, lo conosco, ma cosa c’entri tu con lui?”

“Niente, per fortuna. Ma gira voce che la sua casa sia spesso frequentata da ragazzini e tra questi qualcuno ha visto anche il povero Silvestro e si dice che …”

“Ferma, ferma Giacumí. Già ho capito dove vuoi arrivare. Spesso si dice -voce ‘e popolo voce ‘e Dio- ma non è sempre così. Il non sapere porta a pensare e spesso a pensare male. Giovanni é stato per molti anni agli arresti domiciliari, i ragazzini che andavano a casa sua, altro non erano che i figli del salumiere o i figli dell’ortolano o qualche garzone del macellaio. Siccome non poteva uscire di casa, né tantomeno ricevere, i commercianti gli mandavano la spesa tramite i figli. ‘Sti ragazzini erano i più adatti per salire sulla scala di legno che portava al terrazzo, da dove poi con un paniere gli calavano la spesa e Giovanni li sapeva ricompensare con una mancia generosa. Lui è stato arrestato per contrabbando di sigarette, per oltraggio al pubblico ufficiale e per altro, ma per quanto avesse una capa scarfata come si suol dire, Giovanni ha sempre nutrito una sfrenata passione per la cucina. Ovviamente nel paniere oltre alla mancia aggiungeva anche i suoi manicaretti che i ragazzi ben volentieri accettavano, soprattutto se si trattava di dolci. Finiti gli arresti lui non ha abbandonato questa passione e  neanche l’abitudine di farsi portare la spesa. Questa è la verità,   ma la gente marchia più del fuoco, purtroppo.”

A Giacumino qualcosa non quadra: “Perdonatemi Fra Giovanni ma io non mi spiego Silvestro. Lui non è figlio di commercianti e vi garantisco che chi lo ha visto, non è una persona che è solita dire bugie.”

“Eh figliolo caro, per quanto riguarda Silvestro io non posso dire niente. Ti posso solo dire che anche qui c’è una verità ma …non sono autorizzato a parlarne. Capisci?  Ma dimmi, hai parlato con Nunziatina dopo la morte del figlio?”

“No, ma non…”

“E invece è sempre un bene stare vicino a chi soffre, aiuta a sorreggerne il peso. Ora, non vorrei essere io di peso. Dovrei proprio andare.”

 “Certo, avete ragione”

Giunti dinanzi alle scale del convento dei Cappuccini, Giacumino prima di lasciar andare Fra Giovanni, gli dice:

“Seguirò il vostro prezioso consiglio. Andrò a trovare Nunziatina stasera stessa.”

”Sei davvero un bravo figliolo. Che Dio ti benedica”

Giacumino parcheggia l’auto e a piedi si dirige verso il secondo vicolo a sinistra della piazza, al civico 39. Il portone è aperto così come la porta di casa.

 

Cosa troverà Giacumino in quella casa?

  • Suggerite voi (14%)
    14
  • Una sconcertante verità (57%)
    57
  • Nessuno (29%)
    29
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148 Commenti

  1. Mamma mia che finaleeeeeeee! Sono stato un quarto d’ora buono davanti alla morale e ci sto ancora pensando!
    A conti fatti e al netto di tutto, devo dire che ho seguito il tuo racconto con molto piacere e tantissima trepidazione. Alle volte sembrava tu volessi prendere altre strade: scommetto che è stata una bella avventura, scendere a patti con le nostre preferenze.
    Aspetto con ansia il tuo prossimo racconto. Se produci altro fa qualche altra parte, sarei lieto di seguirti, visto che siamo compaesani. Non dimenticare di passare sulla mia, di bacheca e… A presto :))))

  2. Un finale perfettamente in sintonia con la storia, dolce e malinconico. Mi è piaciuto che tu non sia caduta nel cliché sugli zingari facendo del padre un mostro, ma un uomo diviso tra tradizione e amore per la figlia. Spero di essermi spiegata bene. Un racconto molto bello, lo porterò nel cuore per un po’. Aspetto il tuo prossimo lavoro!

  3. Bel finale, il fatto che Silvestro non fosse stato ucciso forse si poteva un po’ intuire dalla scelta del genere scelto, però mi ha comunque sorpreso sapere quello che è successo veramente! Sempre a proposito dei generi, del racconto mi è piaciuto in particolare questa mescolanza tra giallo e racconto fantastico, il tutto inserito in un contesto sociale ben definito che descrive un certo tipo di mentalità. Poi l’idea di base l’ho trovata fin da subito molto originale e l’ho apprezzata molto, ti faccio i miei complimenti! Alla prossima storia 😀

    • Lorenzo sei sempre stato un lettore attento e per questo sono io che devo ringraziare te. Sono stata molto felice di averti tra i miei lettori e ti confesso che a volte mi sembrava che tu già conoscessi la storia, sembrava che mi leggessi nel pensiero 💭 🤷🏻‍♀️
      Grazie di cuore, a presto.

  4. Ciao, Aoname.
    Un finale delicato con pennellate Di poesia che toccano il cuore. Molto belle le immagini di Silvestro che si avvicina a Giacumino per aspirare il nome della sua Dhael. Bello anche il momento del passaggio all’altro mondo.
    Se proprio devo fare un appunto, forse la ragazzina ha un linguaggio un po’ troppo maturo, ma è una sottigliezza e magari la notò solo io.
    Davvero molti complimenti per questo tuo bel racconto. Spero che tornerai presto a raccontarci un’altra storia.

    Alla prossima!

  5. Ciao, Aomame,
    un altro bel capitolo, mi pare di scriverti sempre la stessa cosa, ma è la verità. L’immagine del corvo e del ragazzino affranto, pare quasi di vederli nella penombra della notte insonne.
    Sono sicura che non ci deluderai con il finale quindi, lascio fare a te.
    Ho idea che ci si riservi una sorpresa.

    Alla prossima!

  6. Ciao! Ero tentata di lasciare fare a te, ma ero troppo curiosa di scoprire cos’è successo quella famosa sera, quindi ho scelto questa opzione.
    Mi è piaciuta molto l’immagine del corvo (lo rivedremo?) e il racconto dei ragazzini è stata molto piacevole da leggere, come del resto tutte le parti mezze in dialetto.
    Aspetto il finale!

  7. Ciao 🙂 scusa il ritardo! Allora, da dove inizio..?
    La metafora del corvo è magnifica e l’ho trovata molto suggestiva.
    Finalmente parliamo coi ragazzini, che mi sono risultati molto simpatici. Gli spaccati umani vengono descritto bene e mi hanno fatto sorridere in molti punti.
    Vorrei poterti lasciar fare sul finale, perché so che non ci deluderai, ma ho votato per Si saprà cosa è successo quella sera.
    Nè ma chi è mó stu zing’r?
    A presto! 🙂

  8. Molto bella la scena del corvo con lo stacco sulla banda di ragazzini, forse un po’ un deus ex machina la presenza della ragazza, però ci può stare e la scelta mi è piaciuta! Per il finale ti lascio fare, vediamo se confermi il colpevole o se ribalti la situazione 😀

  9. Grande pathos, inquietante la presenza del corvo, ma perfetta. L’inserimento della fidanzatina proprio al penultimo capitolo non mi è piaciuta molto, magari si poteva buttare un indizio o due anche prima (oppure c’erano e io non li ho colti?), comunque è solo una mia idea, moltissimi gialli si risolvono così, con il tassello mancante che salta fuori solo alla fine. Quindi sono per una conclusione classica, si saprà cosa è successo quella sera. Buon lavoro!

    • Grazie Valentina. La scelta di nascondere la fidanzatina è dettata dal mistero che gira intorno agli amici Silvestro. Nei capitoli precedenti il protagonista sospetta proprio di loro, ma non riesce a trovarli. Sarà tutto chiaro con l’ultimo capitolo. Grazie sempre per il sostegno 🙌

  10. Ciao, Aomame,

    “Vorrebbe salire ma la sua schiena, questa mattina, non glielo permette e allora lascia che sia la sua voce ad arrampicarsi…” da questa frase parte un capitolo perfetto, strutturato, che scorre liscio come l’olio. Complimenti!
    Un altro autore, tempo fa, mi scrisse che non capiva perché tutti ci ostinassimo a concludere i gialli (con rivelazione del colpevole) sempre all’ultimo capitolo, per questo voto che Giacumino trova il colpevole e lo consegna alla giustizia.

    Alla prossima!

    p.s. È over Giacumì, avrei detto che la “o” andasse con l’apostrofo prima di “ver” seguito da altro apostrofo, ma magari mi sbaglio 🙂

    • Keziarica i complimenti li faccio io a te per l’ attento lettore/lettrice quale sei. Ho sempre trovato interessanti e graditi i tuoi commenti. Grazie davvero.
      Per quanto riguarda OVER diciamo che si può scrivere in entrambi i modi: di solito O’VER sta per VERO, mentre OVER sta per VERAMENTE. I dialetti oltre alle regole hanno anche una loro filosofia 😄.
      Grazie ancora, alla prossima.

  11. Voto anch’io per la sorpresa. Ho letto tutti i capitoli che hai pubblicato e devo dire che la storia mi ha preso. Anche se sulle prime ero un po’ titubante a causa della punteggiatura (sono paranoica) i tuoi dialoghi sono talmente “vivi” da avermi fatta calare nel racconto!

  12. Giacomino, nonostante l’intraprendenza, non lo vedo molto detective e per quanto non mi piaccia che Silvestro gli dia apertamente una mano, credo sarebbe la conclusione più logica.
    Non vedo l’ora di vedere il penutiltimo capitolo.
    Come al solito, bei dialoghi, fluidi, che spingono la narrazione in avanti e che rivelano delle caratteristiche dei personaggi.
    A presto!!!

  13. Vada per la sorpresa, la rivelazione me la terrei per l’ultimo capitolo (a meno che la sorpresa stessa non sia la risoluzione di tutto, chissà… :D)
    Ormai siamo alla conclusione e ovviamente sono curioso di sapere chi è il responsabile, sempre che ce ne sia uno…

  14. Un po’ troppo formale in monologo della signora Ferretti, sembrava più un narratore esterno che una confessione personale, ti sei un po’ persa il dialetto per strada. Mi riferisco a questo passaggio in particolare “Quella frase mi devastò. Lo lasciai andare e con lui anche tutto il mio dolore che impietoso si abbatté sugli scogli del mio cuore.”. Era perfetta se non fosse che è proprio la signora a pronunciarla, o ho mal interpretato il brano?
    Comunque, per il resto sempre un gran piacere leggere la tua storia. Voto per la sorpresa, ovviamente!

    • Il monologo è volutamente formale perché ha lo scopo di presentare la signora Ferretti molto diversa dal contesto letto finora. La frase da te riportata è detta proprio dalla signora Ferretti che ha buttato giù la maschera con l’ultimo ricordo che ha di Silvestro.
      Grazie come sempre per essere presente☺️

  15. Ciao! Ho appena recuperato tutti i capitoli e devo dire che mi ha preso molto, nonostante non sia proprio il mio genere. Complimenti!
    Voto per “la ricerca dell’autore dell’incendio” perché secondo me potrebbe essere implicato nella storia. Aspetto il prossimo capitolo!

  16. Sempre un ottimo racconto, mi piace che adesso abbia virato più verso il giallo che verso il “paranormale”, mi piace l’ambientazione in un paese di provincia, con i suoi riti, i suoi personaggi, la vita che scorre lenta e monotona ma che ad un tratto subisce uno scossone. Ho votato per Don Pasquale, mi ispira più delle altre due opzioni.

  17. Siamo a più di metà racconto e a breve dovrai intrecciare i fili in un fiocco stupendo. Secondo me Giacumino potrebbe parlare con gli amici di Silvestro e farsi confondere un altro po’ le idee, in modo da avere più indizi.
    I miei complimenti sull’uso del dialetto: i dialoghi sono davvero scorrevoli e ben costruiti.
    L’idea di fondo dell’ombra di farina, usare un protagonista un po’ sui generis e fargli quella introduzione nel primo capitolo è stato quasi magistrale,così come l’uso del terzo episodio per iniziare la vicenda vera a propria.
    SE posso consigliare, datti quest’altro paio di capitoli per introdurre la morale/tema del racconto attraverso la tua abilità nel dialogo, ne uscirà un soggetto niente male.

  18. CIAO, Aomame,
    complimenti! Di solito quando arrivo che un racconto è già troppo avanti tendo a scocciarmi e a desistere, ma non è questo il caso. Mi piace molto lo stile, mi piace la storia e come la racconti. Mi fa venie in mente Ricciardi di De Giovanni (che ho conosciuto grazie a un altro autore). Originale il punto di vista dell’operatore funebre (o’ schiatta muore’- scusa non sono di Napoli, non so se è scritto correttamente), mi piace la delicatezza del racconto. Non ho nulla da eccepire. Ho notato solo qualche cambio di tempo, ma forse è una scelta stilistica.
    Bene, ti seguo di sicuro e mi spiace solo di essere arrivata tardi, ma leggere tutto di fila, a volte, è pure meglio.
    Alla prossima!
    p.s. ho votato per gli amici, ma sono in minoranza… staremo a vedere 🙂

    • Purtroppo nelle province è difficile trovare parchi, ma la villa comunale che ho riportato, vanta un bel po’ di alberi secolari, molto apprezzati dagli studiosi del settore. Grazie per aver letto la mia storia.
      Alla prossima se ti fa piacere 😊

  19. Il racconto mi incuriosisce, è scritto bene, i personaggi sono interessanti mi piace come si sta sviluppando! Non mi fa impazzire la presenza del dialetto napoletano, ma sicuramente contribuisce a un’atmosfera più realistica, che contrasta bene con l’elemento soprannaturale. Voto per andare a parlare con Don Pasquale!

    • Grazie per essere passato e per il commento. Il dialetto napoletano é la “rete” della storia per questo motivo anche il nome dello stesso protagonista richiama il dialetto. Ma andando avanti con la storia tutto diventerà più chiaro. Grazie ancora🙂

  20. Ciao, ho votato per andare a parlare con il maresciallo.
    Mi piace la storia e l’alternarsi di italiano e napoletano, crea un’atmosfera calda e confortevole!
    Forse in alcuni periodi c’è qualche virgola di troppo, però tutto sommato sono stai dei capitoli davvero scorrevoli e piacevoli, mi hanno incuriosito.
    Alla prossima!

  21. Ho letto la storia dall’inizio e devo dire che è costruita molto bene. È una storia insolita… Mi piace che sia uno delle pompe funebri ad indagare e non il solito commissario. Fin dall’inizio mi chiedevo a cosa significasse “ombre di Farina” quando ho avuto la spiegazione l’ho trovato brillante. Il dialetto poi è costruito davvero bene. Hai molta fantasia mi piace! Per il seguito penso che sarebbe logico dire al commissario (che non gli crederà mai) quello che ha scoperto. So di essere in completa minoranza ma voto questa ipotesi.

  22. Il Maresciallo non vuole rilasciare i permessi!

    L’inizio di questa storia mi ha lasciato il Magone. Le domande mi danno ad intedere che c’è qualcosa sotto. Il finale mi fa capire che ci sono, e lui veda, i fantasmi.
    Curioso di sapere come va avanti. Ti seguo ^_^

    Ciao 🙂
    PS: Bentornata.

  23. Che inizio brillante! Un tema difficile, direi visto da un punto di vista insolito, mi piace anche l’uso del dialetto, rende la storia più “vera”. Se proprio dovessi fare un appunto è sul fatto che un bambino di un anno riesca a sopravvivere da solo per due giorni, ma nelle ultime righe del capitolo si trova già in parte la risposta al mio dubbio, poi un anno è un po’ poco per dire le prime parole, ma anche questo potrebbe essere funzionale alla storia. Ti seguirò sicuramente, buon lavoro!

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