Ombre di farina

Dove eravamo rimasti?

Continuiamo ad indagare con la signora Ferretti che si era offerta di pagare il funerale (45%)

La strega di Benevento

Don Pasquale è ai piedi della scala a chiocciola che collega l’ufficio con l’appartamento di Giacumino. Vorrebbe salire ma la sua schiena, questa mattina, non glielo permette e allora lascia che sia la sua voce ad arrampicarsi: “Guagliò,  ci sei?”

“Buongiorno Don Pasquale, come mai già qua? Salite!”

“No, no. Nun poss perdere tiemp. Devo fare la fila alla posta  ma vedi che stamattina viene la signora Ferretti. Se faccio tardi, tu trattienila. Io cercherò di fare il prima possibile. Vabbuò?”

“Certo, state tranquillo, ci penso io”

Dopo qualche ora Giacumino riceve  la signora Ferretti che a testa alta si accomoda su una delle due poltroncine antistanti la scrivania e con il tono sprezzante, che contraddistingue la sua nota superbia, gli dice: “Guardi che stamattina ho molte cose da fare, aspetto giusto cinque minuti, ma proprio per il rispetto che ho per Don Pasquale”
“La ringrazio per la pazienza . Intanto mi permetta di offrirle qualcosa”
“Un bicchiere di acqua fresca va bene, grazie”
Giacumino nel porgerle il bicchiere nota un leggero tremore della mano che la signora subito  maschera usandola  per sventolarsi il volto : “Mamma mia e che calor oggi”
“Ormai l’estate è sempre più calda, dicono che l’inquinamento contribuisca molto ad aumentare le temperature e noi, di certo, non ce lo facciamo mancare”
“Eh già! è una delle piaghe del nostro territorio” risponde la signora Ferretti, lasciando trapelare una nota di dispiacere.
Giacumino allora continua: 
“L’inquinamento fa  molti più danni del caldo, sia per il numero di vittime che miete  e sia per chi resta. Proprio come è successo a Silvestro, non trova?”

La signora Ferretti, inaspettatamente, china il capo e Giacumino ha l’impressione che stia soffocando una risata. Ma in quel preciso istante entra Don Pasquale che si precipita al fianco della signora per scusarsi : “Sono mortificato Signora cara io vole…”
Don Pasquale ammutolisce per lo stupore, lo stesso che si sta dipingendo anche sul volto di  Giacumino. 
La signora Ferretti sta piangendo; il suo volto è rigato dalle lacrime mentre la mano tremante è premuta sulle labbra, nel vano tentativo di contenerne  i singhiozzi. 
Don Pasquale si siede al suo fianco e ancora confuso, le allunga un candido fazzoletto di stoffa, poi chiede al suo dipendente: “Ma cosa è successo Giacumì?”
Ma un altrettanto sbigottito Giacumino allargando le braccia, risponde: “Don Pasquale, davvero non vi so dire. Stavamo parlando del tempo e…”
“E poi avete nominato Silvestro,” continua la signora Ferretti  tra un singhiozzo e un altro, “perdonatemi  signori, ma la morte di Silvestro  è davvero molto dura per me. Lo so, tutto il paese mi chiama la strega di Benevento per via del mio carattere acido, scostante, scontroso. Non lo nego, ma così è ciò che sembro, non sono. Una volta ero una  donna felice, cordiale, allegra. Tutto è cambiato quando ho perso la battaglia per salvare il mio bambino. All’epoca non c’erano cure per il suo cuore malato così come per il mio, ormai irrimediabilmente addolorato. Per non perdere anche mio marito, ho dovuto indossare  una maschera. Il vuoto va mascherato, meglio far vedere il peggio di se stessi, credetemi.
Dovete sapere che  partorimmo lo stesso giorno io e Nunziatina e lo ammetto…mi faceva rabbia vederli insieme. Non trovavo giusto che lei avesse un bambino e io no, che lei potesse vederlo crescere e io no, che lei potesse ridere con lui e io no. Silvestro lo aveva capito e ripagava con i dispetti la mia invidia. Pochi giorni prima della sua scomparsa lo sorpresi in cantina con la sua combriccola. Riuscii ad acciuffarlo ma mentre lo stavo trascinando al commissariato mi disse;   Signó lasciatemi, non stavamo facendo niente di male, volevamo trovare solo qualche pezzo per costruire il carruocciolo. Non non siamo ladri, ci arrangiamo  per giocare. Lei che è una sfortunata comme a me, mi può capire.-
 Mi fermai, chiedendogli  cosa volesse intendere  e lui mi rispose;  Io so’sfurtunat perché non teng e soldi comme a vuje, ma vuje siete sfortunat perché nun tenit chiù nu figlio-   
Quella frase mi devastò. Lo lasciai andare e con lui anche tutto il mio dolore che impietoso si abbatté sugli scogli del mio cuore.  Silvestro, rimase lì a fissarmi fino a quando tentò di rincollare i pezzi  abbracciandomi forte.  

Quando ho saputo della sua scomparsa stavo proprio a casa di Nunziatina per proporle di ritornare nell’appartamento. Ho provato il suo stesso dolore.”

“Perciò adesso è qui. Questo gesto le fa onore e se può servire, mi creda, lei non ha nulla da rimproverarsi” le sussurra Don Pasquale
Andata via la signora Ferretti, i due uomini rimangono in silenzio a riflettere su ciò che avevano appena sentito.
“È over Giacumì, stamm sempre a giudicare senza mai andare oltre. Ricchi o pover tutti tengon e problemi.”
Giacumino asserisce con il capo mentre pensa che anche la signora è da escludere tra i sospettati.
“Don Pasquale, per caso avete visto in giro qualche amico di Silvestro?”
“No.”
Devo trovarli, loro hanno la risposta

  

Ci avviciniamo all verità. Che succederà

  • Qualcuno bussa forte alla porta di Giacumino (sorpresa) (58%)
    58
  • Silvestro farà in modo che Giacumino venga a sapere la verità (33%)
    33
  • Giacumino troverà il colpevole consegnandolo alla giustizia (8%)
    8
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152 Commenti

  1. Aomame,
    ho letto la tua storia conclusa perché ho riconosciuto il tuo nick tra le storie in evidenza. Mi ricordo di te quando ancora anche io scrivevo su questa piattaforma più che altrove.
    Grazie per averci regalato questa storia, è stato davvero bellissimo leggerla tutta d’un fiato. Tanto più che al capitolo otto ho fatto un salto dalla sedia con il titolo e un mare di risate nel leggere il testo. Solo chi frequenta e conosce Benevento sa del piccolo difettuccio caratteriale di chi la abita e tu l’hai reso perfettamente.
    Aspetto un tuo nuovo racconto, a presto!

    • Ciao Trix,
      è un piacere ritrovarti e sono felice che tu abbia letto la mia storia, riconoscendo quel “modo di essere” che caratterizza la nostra regione. Mi dispiace non essere più presente come una volta, ma prometto che appena andrò in ferie leggerò tutte le storie e senz’altro la tua come prima.
      Grazie, ti saluto 👋👋👋

  2. Mamma mia che finaleeeeeeee! Sono stato un quarto d’ora buono davanti alla morale e ci sto ancora pensando!
    A conti fatti e al netto di tutto, devo dire che ho seguito il tuo racconto con molto piacere e tantissima trepidazione. Alle volte sembrava tu volessi prendere altre strade: scommetto che è stata una bella avventura, scendere a patti con le nostre preferenze.
    Aspetto con ansia il tuo prossimo racconto. Se produci altro fa qualche altra parte, sarei lieto di seguirti, visto che siamo compaesani. Non dimenticare di passare sulla mia, di bacheca e… A presto :))))

  3. Un finale perfettamente in sintonia con la storia, dolce e malinconico. Mi è piaciuto che tu non sia caduta nel cliché sugli zingari facendo del padre un mostro, ma un uomo diviso tra tradizione e amore per la figlia. Spero di essermi spiegata bene. Un racconto molto bello, lo porterò nel cuore per un po’. Aspetto il tuo prossimo lavoro!

  4. Bel finale, il fatto che Silvestro non fosse stato ucciso forse si poteva un po’ intuire dalla scelta del genere scelto, però mi ha comunque sorpreso sapere quello che è successo veramente! Sempre a proposito dei generi, del racconto mi è piaciuto in particolare questa mescolanza tra giallo e racconto fantastico, il tutto inserito in un contesto sociale ben definito che descrive un certo tipo di mentalità. Poi l’idea di base l’ho trovata fin da subito molto originale e l’ho apprezzata molto, ti faccio i miei complimenti! Alla prossima storia 😀

    • Lorenzo sei sempre stato un lettore attento e per questo sono io che devo ringraziare te. Sono stata molto felice di averti tra i miei lettori e ti confesso che a volte mi sembrava che tu già conoscessi la storia, sembrava che mi leggessi nel pensiero 💭 🤷🏻‍♀️
      Grazie di cuore, a presto.

  5. Ciao, Aoname.
    Un finale delicato con pennellate Di poesia che toccano il cuore. Molto belle le immagini di Silvestro che si avvicina a Giacumino per aspirare il nome della sua Dhael. Bello anche il momento del passaggio all’altro mondo.
    Se proprio devo fare un appunto, forse la ragazzina ha un linguaggio un po’ troppo maturo, ma è una sottigliezza e magari la notò solo io.
    Davvero molti complimenti per questo tuo bel racconto. Spero che tornerai presto a raccontarci un’altra storia.

    Alla prossima!

  6. Ciao, Aomame,
    un altro bel capitolo, mi pare di scriverti sempre la stessa cosa, ma è la verità. L’immagine del corvo e del ragazzino affranto, pare quasi di vederli nella penombra della notte insonne.
    Sono sicura che non ci deluderai con il finale quindi, lascio fare a te.
    Ho idea che ci si riservi una sorpresa.

    Alla prossima!

  7. Ciao! Ero tentata di lasciare fare a te, ma ero troppo curiosa di scoprire cos’è successo quella famosa sera, quindi ho scelto questa opzione.
    Mi è piaciuta molto l’immagine del corvo (lo rivedremo?) e il racconto dei ragazzini è stata molto piacevole da leggere, come del resto tutte le parti mezze in dialetto.
    Aspetto il finale!

  8. Ciao 🙂 scusa il ritardo! Allora, da dove inizio..?
    La metafora del corvo è magnifica e l’ho trovata molto suggestiva.
    Finalmente parliamo coi ragazzini, che mi sono risultati molto simpatici. Gli spaccati umani vengono descritto bene e mi hanno fatto sorridere in molti punti.
    Vorrei poterti lasciar fare sul finale, perché so che non ci deluderai, ma ho votato per Si saprà cosa è successo quella sera.
    Nè ma chi è mó stu zing’r?
    A presto! 🙂

  9. Grande pathos, inquietante la presenza del corvo, ma perfetta. L’inserimento della fidanzatina proprio al penultimo capitolo non mi è piaciuta molto, magari si poteva buttare un indizio o due anche prima (oppure c’erano e io non li ho colti?), comunque è solo una mia idea, moltissimi gialli si risolvono così, con il tassello mancante che salta fuori solo alla fine. Quindi sono per una conclusione classica, si saprà cosa è successo quella sera. Buon lavoro!

    • Grazie Valentina. La scelta di nascondere la fidanzatina è dettata dal mistero che gira intorno agli amici Silvestro. Nei capitoli precedenti il protagonista sospetta proprio di loro, ma non riesce a trovarli. Sarà tutto chiaro con l’ultimo capitolo. Grazie sempre per il sostegno 🙌

  10. Ciao, Aomame,

    “Vorrebbe salire ma la sua schiena, questa mattina, non glielo permette e allora lascia che sia la sua voce ad arrampicarsi…” da questa frase parte un capitolo perfetto, strutturato, che scorre liscio come l’olio. Complimenti!
    Un altro autore, tempo fa, mi scrisse che non capiva perché tutti ci ostinassimo a concludere i gialli (con rivelazione del colpevole) sempre all’ultimo capitolo, per questo voto che Giacumino trova il colpevole e lo consegna alla giustizia.

    Alla prossima!

    p.s. È over Giacumì, avrei detto che la “o” andasse con l’apostrofo prima di “ver” seguito da altro apostrofo, ma magari mi sbaglio 🙂

    • Keziarica i complimenti li faccio io a te per l’ attento lettore/lettrice quale sei. Ho sempre trovato interessanti e graditi i tuoi commenti. Grazie davvero.
      Per quanto riguarda OVER diciamo che si può scrivere in entrambi i modi: di solito O’VER sta per VERO, mentre OVER sta per VERAMENTE. I dialetti oltre alle regole hanno anche una loro filosofia 😄.
      Grazie ancora, alla prossima.

  11. Voto anch’io per la sorpresa. Ho letto tutti i capitoli che hai pubblicato e devo dire che la storia mi ha preso. Anche se sulle prime ero un po’ titubante a causa della punteggiatura (sono paranoica) i tuoi dialoghi sono talmente “vivi” da avermi fatta calare nel racconto!

  12. Giacomino, nonostante l’intraprendenza, non lo vedo molto detective e per quanto non mi piaccia che Silvestro gli dia apertamente una mano, credo sarebbe la conclusione più logica.
    Non vedo l’ora di vedere il penutiltimo capitolo.
    Come al solito, bei dialoghi, fluidi, che spingono la narrazione in avanti e che rivelano delle caratteristiche dei personaggi.
    A presto!!!

  13. Un po’ troppo formale in monologo della signora Ferretti, sembrava più un narratore esterno che una confessione personale, ti sei un po’ persa il dialetto per strada. Mi riferisco a questo passaggio in particolare “Quella frase mi devastò. Lo lasciai andare e con lui anche tutto il mio dolore che impietoso si abbatté sugli scogli del mio cuore.”. Era perfetta se non fosse che è proprio la signora a pronunciarla, o ho mal interpretato il brano?
    Comunque, per il resto sempre un gran piacere leggere la tua storia. Voto per la sorpresa, ovviamente!

    • Il monologo è volutamente formale perché ha lo scopo di presentare la signora Ferretti molto diversa dal contesto letto finora. La frase da te riportata è detta proprio dalla signora Ferretti che ha buttato giù la maschera con l’ultimo ricordo che ha di Silvestro.
      Grazie come sempre per essere presente☺️

  14. Ciao! Ho appena recuperato tutti i capitoli e devo dire che mi ha preso molto, nonostante non sia proprio il mio genere. Complimenti!
    Voto per “la ricerca dell’autore dell’incendio” perché secondo me potrebbe essere implicato nella storia. Aspetto il prossimo capitolo!

  15. Sempre un ottimo racconto, mi piace che adesso abbia virato più verso il giallo che verso il “paranormale”, mi piace l’ambientazione in un paese di provincia, con i suoi riti, i suoi personaggi, la vita che scorre lenta e monotona ma che ad un tratto subisce uno scossone. Ho votato per Don Pasquale, mi ispira più delle altre due opzioni.

  16. Siamo a più di metà racconto e a breve dovrai intrecciare i fili in un fiocco stupendo. Secondo me Giacumino potrebbe parlare con gli amici di Silvestro e farsi confondere un altro po’ le idee, in modo da avere più indizi.
    I miei complimenti sull’uso del dialetto: i dialoghi sono davvero scorrevoli e ben costruiti.
    L’idea di fondo dell’ombra di farina, usare un protagonista un po’ sui generis e fargli quella introduzione nel primo capitolo è stato quasi magistrale,così come l’uso del terzo episodio per iniziare la vicenda vera a propria.
    SE posso consigliare, datti quest’altro paio di capitoli per introdurre la morale/tema del racconto attraverso la tua abilità nel dialogo, ne uscirà un soggetto niente male.

  17. CIAO, Aomame,
    complimenti! Di solito quando arrivo che un racconto è già troppo avanti tendo a scocciarmi e a desistere, ma non è questo il caso. Mi piace molto lo stile, mi piace la storia e come la racconti. Mi fa venie in mente Ricciardi di De Giovanni (che ho conosciuto grazie a un altro autore). Originale il punto di vista dell’operatore funebre (o’ schiatta muore’- scusa non sono di Napoli, non so se è scritto correttamente), mi piace la delicatezza del racconto. Non ho nulla da eccepire. Ho notato solo qualche cambio di tempo, ma forse è una scelta stilistica.
    Bene, ti seguo di sicuro e mi spiace solo di essere arrivata tardi, ma leggere tutto di fila, a volte, è pure meglio.
    Alla prossima!
    p.s. ho votato per gli amici, ma sono in minoranza… staremo a vedere 🙂

    • Purtroppo nelle province è difficile trovare parchi, ma la villa comunale che ho riportato, vanta un bel po’ di alberi secolari, molto apprezzati dagli studiosi del settore. Grazie per aver letto la mia storia.
      Alla prossima se ti fa piacere 😊

  18. Il racconto mi incuriosisce, è scritto bene, i personaggi sono interessanti mi piace come si sta sviluppando! Non mi fa impazzire la presenza del dialetto napoletano, ma sicuramente contribuisce a un’atmosfera più realistica, che contrasta bene con l’elemento soprannaturale. Voto per andare a parlare con Don Pasquale!

    • Grazie per essere passato e per il commento. Il dialetto napoletano é la “rete” della storia per questo motivo anche il nome dello stesso protagonista richiama il dialetto. Ma andando avanti con la storia tutto diventerà più chiaro. Grazie ancora🙂

  19. Ciao, ho votato per andare a parlare con il maresciallo.
    Mi piace la storia e l’alternarsi di italiano e napoletano, crea un’atmosfera calda e confortevole!
    Forse in alcuni periodi c’è qualche virgola di troppo, però tutto sommato sono stai dei capitoli davvero scorrevoli e piacevoli, mi hanno incuriosito.
    Alla prossima!

  20. Ho letto la storia dall’inizio e devo dire che è costruita molto bene. È una storia insolita… Mi piace che sia uno delle pompe funebri ad indagare e non il solito commissario. Fin dall’inizio mi chiedevo a cosa significasse “ombre di Farina” quando ho avuto la spiegazione l’ho trovato brillante. Il dialetto poi è costruito davvero bene. Hai molta fantasia mi piace! Per il seguito penso che sarebbe logico dire al commissario (che non gli crederà mai) quello che ha scoperto. So di essere in completa minoranza ma voto questa ipotesi.

  21. Che inizio brillante! Un tema difficile, direi visto da un punto di vista insolito, mi piace anche l’uso del dialetto, rende la storia più “vera”. Se proprio dovessi fare un appunto è sul fatto che un bambino di un anno riesca a sopravvivere da solo per due giorni, ma nelle ultime righe del capitolo si trova già in parte la risposta al mio dubbio, poi un anno è un po’ poco per dire le prime parole, ma anche questo potrebbe essere funzionale alla storia. Ti seguirò sicuramente, buon lavoro!

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