Perla dell’Arte

Teresa

Perla aveva imparato l’Arte da sua nonna.

Aveva imparato a parlare con gli animali del bosco, a conoscere le virtù medicamentose delle piante, ad osservare la luna e le stelle.

Era in lei, però, un dono che né la nonna né nessun altro le avrebbe mai potuto insegnare. Quando, sedici anni prima, Teresa l’aveva trovata, non poteva certo immaginare che quella bambina avrebbe sviluppato un potere tanto grande.

La donna se ne andava in giro per il bosco a cercare erbe medicinali, quando un raggio di luna aveva illuminato una strana protuberanza ai piedi di un nocciolo. Volle vedere cosa fosse. S’avvicinò con prudenza e, immediatamente, riconobbe un cesto di giunchi intrecciati. Nessun rumore sembrava provenirne, ma, scoperchiandolo, fu con infinito stupore che vi scorse all’interno una bambina appena nata. La piccola dormiva pacificamente, con un dolce sorriso dipinto sul viso.

«Mi sembra un sogno! – esclamò Teresa, prendendola tra le sue braccia – Ecco la bambina che ho sempre desiderato! Grazie, Signore! Grazie, Madre Luna!»

La piccola aprì gli occhi per un attimo, contrariata per essere stata sottratta al suo giaciglio, si stropicciò le mani sul visino, sbadigliò sonoramente ed emise qualche piccolo gemito.

«Dormi… – le sussurrò la donna, iniziando a cullarla teneramente – Non devi temere… ti porterò con me… sarai il mio tesoro, la mia perla preziosa…»

Ma Teresa era già molto avanti negli anni ed era convinta che bisognasse rispettare i cicli della natura. Decise che sarebbe stata un’ottima nonna per la piccola, non certo una consigliabile madre.

La donna viveva sola in una piccola capanna appena fuori il villaggio. Un tempo aveva avuto anch’ella una famiglia, un marito e un figlio, ma erano morti ben presto in seguito a una pestilenza che aveva decimato gli abitanti del luogo. Nessuna famiglia ne era stata risparmiata. Chi più chi meno si era dovuto rassegnare alla perdita delle persone care. Era ancora molto giovane, a quel tempo, non avrebbe faticato a rifarsi una famiglia, come tanti fecero, ma Teresa non aveva voluto. Dopo quella terribile vicenda, aveva deciso che si sarebbe ritirata nel bosco e avrebbe vissuto sola per il resto della sua vita.

Non perse, però, il contatto con le persone. Spesso, gli abitanti del villaggio si recavano a farle visita per chiederle consigli, farla partecipe delle loro sofferenze sapendo di poterne trarre conforto, averne medicine: la sua conoscenza delle erbe curative e la sua saggezza erano riconosciute e apprezzate da tutti. E, non di rado, anch’ella si recava al villaggio. Tutte le domeniche partecipava alla santa Messa mattutina e, quando ce n’era bisogno, si recava in casa delle partorienti per aiutarle a mettere al mondo i loro bambini.

Nel villaggio non c’era persona che, per una ragione o per un’altra, non si fosse mai recata da Teresa. Ella sapeva essere discreta e rassicurante, senza chiedere mai niente in cambio e, per questo, tutti la rispettavano.

Il villaggio si preoccupò molto quando, una domenica mattina, il suo solito posto in chiesa rimase vacante.

Immediatamente dopo la funzione, un gruppo di donne si recò presso la capanna di Teresa per accertarsi che non le fosse accaduto nulla di spiacevole.

La trovarono con una bambina di pochi mesi tra le braccia e ne furono enormemente stupiti.

«Me l’ha donata il Signore» rispose quando le domandarono da dove venisse la piccola.

Non ritenne opportuno dover dare spiegazioni o narrare come, qualche notte prima, avesse trovato quella bimba in un paniere in mezzo al bosco.

Qualcuno l’aveva abbandonata considerandola un gravoso fardello e, se Teresa non l’avesse accolta in casa sua, sarebbe morta dimenticata da tutti nel folto di quel bosco. Non voleva rischiare che qualcuno avanzasse dei diritti su quella bambina che aveva illuminato le sue giornate.

Per qualche giorno quello di Teresa e della neonata fu l’argomento più chiacchierato dagli abitanti del villaggio, ma fu dimenticato quando fu ripescato dal fiume il corpo senza vita di una giovane donna. Nessuno la conosceva, non era del villaggio, e tutti si chiesero chi mai potesse essere quella misera giovane.

Anche Teresa, spinta da una voce interiore, si recò a vedere il cadavere. Gli vide al collo una catenina con un ciondolo a forma di stella e ricordò che la piccola che aveva trovato, per qualche ora, aveva portato sulla guancia un rossore della stessa forma, come se qualcuno inavvertitamente l’avesse tenuta per tempo e intensamente stretta a qualcosa di simile.

Capì che quella sventurata doveva essere la donna che aveva messo al mondo la piccola Perla e che poi l’aveva abbandonata per qualche ragione che non era stata in grado di contrastare, probabilmente per salvarle la vita e non doverla condurre con sé in quel gesto disperato.

Teresa chiese e ottenne che la giovane donna fosse sepolta accanto a suo marito e suo figlio, ma prima le prese il ciondolo. L’avrebbe dato a Perla, quando fosse stata in grado di comprendere, e le avrebbe detto che era appartenuto alla sua povera madre.

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18 Commenti

  1. Non ho ben capito, dalla descrizione, se quello che è successo alla miniera è un incidente naturale o se c’è dietro qualcosa di più magico/misterioso… comunque voto per i problemi di salute, anche se l’accusa di stregoneria sarebbe più coerente, ma forse un po’ troppo banale. Per l’innamoramento in caso c’è tempo 😛

  2. Curioso che Perla creda nell’idea di destino e di un piano per ciascuno di noi, ma che al contempo sia lei stessa artefice di cambiamenti nel destino di altre persone, come è accaduto per la coppia. Comunque, dal momento che al villaggio non sembrano tutti contentissimi dell’operato di Perla direi che avrà ragione, ma non le crederanno. D’altra parte è un po’ un classico di questo tipo di storie, così come la morte della figura di riferimento, che segna l’inizio della nuova vita della protagonista. Il ritmo della storia mi piace, mi chiedo dove andrà a parare ma continuo a seguire con interesse 🙂

  3. Non ho idea di cosa sia successo ai tuoi incipoints ma forse dovresti contattare l’assistenza XD
    Comunque un bel capitolo, mi piace il mostrare Perla dagli occhi di un’altra persona, il che la rende si affascinante ma, per il periodo storico, anche un po’ inquietante.
    Avrei evitato solo i paragoni con seta e nocciole nella descrizione, perché sono un po’ scontati 🙂

    Per il seguito voto perché Perla abbia ragione visto che la direzione della storia mi sembra quello, anche se sarebbe bello scoprire che è una grandissima contaballe 🤣

  4. Ciao! Bell’inizio, nonostante sia inserito nel genere fantasy i toni sono fiabeschi e la commistione tra i due registri narrativi ho già l’impressione di sentirla. Seguo con piacere e per il prossimo capitolo voto per il primo lavoro di Perla, che mi sembra un buon modo per avere più dettagli su di lei e sulla sua quotidianità prima di partire all’avventura. A presto!

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