Perla dell’Arte

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... conosciamo Tebaldo Lanzi (75%)

Tebaldo Lanzi

Il solo nome di quell’uomo era in grado di terrorizzare intere cittadine. Si diceva fosse l’inquisitore più crudele che il mondo avesse mai conosciuto. Ma per Perla era solo un volto intravisto nei sogni. Un volto senza nome e senza storia. Anche se sapeva che si sarebbe intrecciata alla sua.

Sarebbe potuta scappare prima che tutto accadesse, avrebbe potuto lasciare la sua capanna per non farvi più ritorno e stabilirsi lontana da quel villaggio. Invece era rimasta e quella mattina era andata incontro al suo destino.

Infilò la mano in una tasca della gonna e ne estrasse il gattino intagliato da Tommaso la sera prima. Glielo aveva fatto trovare sulla tavola quella mattina. Solo in quel momento sentì la volontà venirle meno. Strinse a sé la statuetta e sentì il petto soffocato dai singhiozzi. Le sembrò che le mancasse l’aria e dai suoi occhi iniziarono a sgorgare calde e abbondanti lacrime difficili da controllare, fino a quando si addormentò esausta.

Non vide nessuno per due giorni. All’alba del terzo giorno sentì lo scalpitio di diversi cavalli sul selciato. Con quelle poche forze che le rimanevano, si aggrappò alla grata della finestrella e cercò di vedere chi stesse sopraggiungendo. Non che le servisse sapere, voleva solo dare corpo a quei sogni che l’avevano inseguita per mesi.

Lentamente vide avanzare lungo la strada principale una compagnia di cavalieri. In testa, sul dorso di un frisone morello, vi era un uomo vestito di nero sul cui petto risaltava il magistrale ricamo di una grande croce d’oro. A qualche passo di distanza lo seguivano dei soldati. Infine, un carro tirato da due bai e coperto da uno spesso tendaggio di velluto che ne nascondeva il contenuto chiudeva la carovana.

Il suo cuore prese a battere all’impazzata, sentì mancarle il respiro e poi farsi veloce e corto. Sapeva di dover lottare contro se stessa per mantenere la calma e sapeva di non poter far percepire a nessuno la sua paura. Solo i colpevoli hanno paura. E quelli che sanno già come andrà a finire. Prese dalla tasca una boccettina che aveva portato con sé, l’aprì e sorbì tutto in un sorso quel liquido giallo che aveva preparato per l’evenienza. Si sdraiò sulla tavolaccia che le faceva da letto e attese in silenzio che andassero a prenderla, mentre sentiva il suo respiro regolarizzarsi e la testa farsi leggera.

Circa un’ora dopo, due soldati la strapparono a quel leggero sonno in cui era scivolata e la condussero attraverso le scale dell’edificio fino a una stanza al primo piano. Bussarono e attesero che una voce dall’interno desse il permesso d’entrare. La spinsero dentro e chiusero la porta alle sue spalle. Le ci volle un po’ affinché i suoi occhi, abituati alla poca luce del seminterrato, acquistassero una visione normale, ma vide subito la sagoma scura di quell’uomo presso la finestra dell’enorme stanza vuota. Le andò incontro con gli occhi ridotti a due minuscole fessure, sul volto un’espressione sgomenta, come se avesse visto un fantasma.

«Margherita» sibilò.

Solo in quel momento Perla poté confrontarlo con l’immagine che aveva di lui. Non era molto vecchio, sui quarant’anni, i folti capelli scuri erano legati in una bassa coda sulla nuca, la corporatura era slanciata ed energica e lo sguardo… la ragazza sentì un brivido correrle per tutto il corpo.

«Credo mi confondiate con qualcun’altra, signore» gli disse tentando di apparire il più calma possibile. Non abbassò lo sguardo, ma lo fissò dritto in quegli occhi infuocati che, se solo ne fossero stati in grado, l’avrebbero incenerita all’istante.

Sì, l’aveva confusa con qualcun’altra. Nello stesso momento in cui le aveva visto varcare la soglia della stanza, aveva rivisto se stesso molti anni prima.

«Qual è il tuo nome?» domandò brusco voltandole le spalle e tornando alla finestra.

«Perla»

«La tua famiglia? Chi sono i tuoi genitori?»

«Mia nonna è stata richiamata alla casa del Padre qualche tempo fa, signore» esitò un istante «Non ho mai saputo chi fossero i miei genitori: la donna che mi ha cresciuta, mi aveva trovata nel bosco»

L’uomo si voltò di scatto, il suo sguardo indagatore sembrò trafiggerla.

«Quanti anni hai?»

«Diciassette»

Le si avvicinò con cautela, come se a ogni passo andasse incontro a un terreno sempre più impervio e scivoloso. Quando le fu a poca distanza i suoi occhi furono catturati dal luccichio di una stella che spuntava dal corsetto di Perla. Allungò rapacemente la mano e strappò via la collana dal collo della ragazza.

«E questa?» gridò l’uomo come se avesse perso la pazienza.

«Era di mia madre» rispose a un passo dalle lacrime.

«Hai detto di non sapere chi sono i tuoi genitori!» la incalzò con veemenza.

«Non lo so infatti… la trovarono senza vita e quella collana è tutto ciò che mi resta di lei». Le fu impossibile opporsi al pianto e iniziò a singhiozzare sommessamente.

Lui scandagliò quell’oggetto nelle sue mani e lo strinse forte in un pugno.

Improvvisamente si voltò verso l’uscio della stanza e urlò ai soldati di portare via la prigioniera.

Come procederà la vicenda?

  • decadono le accuse (0%)
    0
  • processo (100%)
    100
  • tortura (0%)
    0
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37 Commenti

  1. Dunque non sono proprio contento dell’uso della violenza sessuale come trigger per un personaggio femminile, perchè da l’idea che sia necessaria per rendere il personaggio quello che è destinato ad essere e ciò mi fa storcere il naso. A parte questo però il finale è molto efficace, anche se forse questo cambio di tono arriva un po’ repentino dopo una storia dai toni meno duri, ma questo di per sè non è un problema. Nel complesso una bella storia, sono contento di averla letta. Non credo che un seguito sia necessario, ma leggerei volentieri un altro tuo racconto. A presto!

  2. Dal momento che le intenzioni di Tebaldo non mi sembrano le più limpide propenderei per la sua morte: in fondo abbiamo già alcune delle risposte che cercavamo, quindi la sua morte potrebbe chiudere bene la storia lasciando comunque un’apertura per il futuro. Brava 🙂

  3. Tebaldo sembra interessato a salvarle la vita dal momento che cerca di convincerla ad abiurare e questo sarebbe coerente con il presunto collegamento che ha con Perla, quindi direi che rispetterà le sue promesse… forse opzione poco drammatica, ma per adesso mi sembra la più logica.

  4. Ciao!
    Ho recuperato oggi la tua storia e accidenti, scrivi veramente bene.
    Il capitolo della morte della nonna mi ha stretto un profondo nodo alla gola, ho trovato la poetica di quel capitolo profonda e sinceramente mi sono sentito toccato dentro nel profondo.

    Ti faccio i miei più sentiti complimenti e seguo fino alla fine questo racconto che trovo magnifico!

  5. Mancano due capitoli alla fine e quello mi sembra abbastanza stronzo da non rispettare la parola data. Sono indeciso, però, su con chi ce l’abbia davvero (e perché, ma questo è un altro discorso). Tiro a caso… roll… roll… Tommaso non viene accusato, ma Perla ha la peggio!

    E speriamo in un colpo di scena nel finale (a meno che non vuoi fare seguiti 😉 ).

    Ciao 🙂

  6. Dal momento che il capitolo sembra accennare a un certo collegamento tra Tebaldo e Perla non credo sia il caso di buttarci sulla tortura, ma la verità potrebbe emergere durante il processo… Verità che per il momento mi sembra un po’ prevedibile, ma aspetto di essere sorpreso 😁

  7. Non ho ben capito, dalla descrizione, se quello che è successo alla miniera è un incidente naturale o se c’è dietro qualcosa di più magico/misterioso… comunque voto per i problemi di salute, anche se l’accusa di stregoneria sarebbe più coerente, ma forse un po’ troppo banale. Per l’innamoramento in caso c’è tempo 😛

  8. Curioso che Perla creda nell’idea di destino e di un piano per ciascuno di noi, ma che al contempo sia lei stessa artefice di cambiamenti nel destino di altre persone, come è accaduto per la coppia. Comunque, dal momento che al villaggio non sembrano tutti contentissimi dell’operato di Perla direi che avrà ragione, ma non le crederanno. D’altra parte è un po’ un classico di questo tipo di storie, così come la morte della figura di riferimento, che segna l’inizio della nuova vita della protagonista. Il ritmo della storia mi piace, mi chiedo dove andrà a parare ma continuo a seguire con interesse 🙂

  9. Non ho idea di cosa sia successo ai tuoi incipoints ma forse dovresti contattare l’assistenza XD
    Comunque un bel capitolo, mi piace il mostrare Perla dagli occhi di un’altra persona, il che la rende si affascinante ma, per il periodo storico, anche un po’ inquietante.
    Avrei evitato solo i paragoni con seta e nocciole nella descrizione, perché sono un po’ scontati 🙂

    Per il seguito voto perché Perla abbia ragione visto che la direzione della storia mi sembra quello, anche se sarebbe bello scoprire che è una grandissima contaballe 🤣

  10. Ciao! Bell’inizio, nonostante sia inserito nel genere fantasy i toni sono fiabeschi e la commistione tra i due registri narrativi ho già l’impressione di sentirla. Seguo con piacere e per il prossimo capitolo voto per il primo lavoro di Perla, che mi sembra un buon modo per avere più dettagli su di lei e sulla sua quotidianità prima di partire all’avventura. A presto!

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