un vuoto a perdere

prima di tutto

Seduta sul divano di seconda mano, Roberta cercava di porre attenzione al libro che si trova davanti a lei. Un romanzo storico dal titolo interessante, proprio il suo genere, quello di cui aveva bisogno per distrarre la sua mente. La lettura scorreva veloce ma qualcosa la bloccò nel leggere la morte prematura del padre della protagonista. Inutile si disse, e così alzò gli occhi sul tavolo del soggiorno e vide la foto con suo padre al mare. Doveva avere 5 anni circa e lui ancora in salute. Si fermò a pensare a chi avesse mai potuto scattare quella foto, non sua madre, non ne era capace, ma chissà perché dopo tanti anni pensava ad una cosa così banale. Suo padre era morto da 30 anni e non ricordava più nemmeno la sua voce. Se non ci fossero state le foto e qualche filmino, i suoi ricordi sarebbero del tutto svaniti. Eppure ripensando al primo uomo della sua vita pensò anche a Marco, suo marito, non sapeva perché ma anche da ragazza nei suoi sogni l’uno le ricordava l’altro e addirittura confondeva i loro volti. All’epoca quando ciò capitava non giustificava come mai potesse verificarsi, così, quando lo raccontava a  sua madre, le rispondeva  che forse dall’aldilà suo padre approvava la sua scelta. Ma, Roberta non era molto credente  e  immaginare suo padre che si confondeva con il suo fidanzato non era di certo un segnale divino. Oggi, dopo 20 anni pensava che forse i due volti venivano confusi solo perché il suo subconscio sapeva, meglio di lei, che non aveva cercato un fidanzato ma un sostituto di suo padre. 

Si era fissata con Marco perché era alto, bello e soprattutto strafottente, ovvero il suo opposto. Lei si vedeva bassa, brutta e dava peso anche al giudizio del panettiere. Non entrava mai per comprare un solo panino ma almeno due e, controllava sempre di avere con se i soldi per non rischiare di poter fare brutta figura. Lei era questa  e non ci poteva fare nulla, pensava che sarebbe rimasta sola a vita  e che quelli che la degnavano di uno sguardo lo facevano solo perché erano degli sfigati. Marco non sembrava esserlo, lui aveva la moto, la faceva ridere sempre, circondato da amici e libero di fare quello che voleva. Lei, invece, non poteva uscire spesso e aveva degli orari ben stabiliti. Le sue giornate passavano sui libri e le estati chiusa in casa a preparare esami. Marco riusciva a farla divertire, la portava al mare, discoteca ma soprattutto le  era accanto e non aveva intenzione di andarsene. Si, riflettendoci oggi, forse era proprio questo che voleva da lui, un uomo che non le facesse provare gelosia, che avesse trovato in lei la sua compagna e che non l’avrebbe mai lasciata, proprio mai…

Quando suo padre era morto aveva lasciato lei e sua madre piene di debiti,  era stata dura ma quello che era stato peggio era il fuggire di amici e parenti che avevano paura che gli potessero chiedere soldi per aiutarle. In effetti sua madre lo aveva fatto più volte e Roberta odiava questo ma non avendo voce in merito poteva soltanto rattristirsi quando vedeva la sua casa vuota sia di mobili che di familiari. Era figlia unica e sua madre non faceva altro che ricordale che erano sole e che se una delle due fosse morta , l’altra sarebbe rimasta “sola e disperata”. Certo un carico pesante da portare e, se tua madre ti dice che non ti vuole nessuno, ad un certo punto cominci a crederci e farlo come un pensiero tuo.

In fondo riguardandosi oggi non era poi così male, ma una cosa era vera, erano sole lei e sua madre. Quando arrivò Marco era il suo terzo “fidanzatino” ma i primi due erano scappati prima che arrivasse San Valentino, invece, con Marco festeggiò il primo mese, il secondo e anche la festa degli innamorati. Fu una serata bellissima  e lui aveva prenotato in un locale elegante e, sotto un tovagliolo, in accordo con il cameriere, le aveva fatto trovare un anello. Una bella coppia dopo tutto, si era contenta e lui bello e sempre allegro ma qualcosa non andava. 

Marco veniva da una famiglia numerosa, genitori separati ma che erano riusciti a tenere i figli uniti. Il padre lo frequentava solo Marco, pare che avesse combinato qualcosa di grave da accettare per la sua famiglia, ma Marco era il più piccolo e non sapeva bene cosa fosse successo.  Suo padre lo riempiva di regali ed essendo l’unico figlio che vedeva, potremmo dire, che ogni suo pensiero e “denaro” fosse per lui. Strano, non ci aveva mai pensato prima di allora quanto il legame tra Marco e suo padre fosse così basato su di uno scambio amore-interesse economico. Solo oggi buttata fuori di casa con mobili Ikea e divano usato, vedeva qualcosa che non aveva voluto considerare prima. Marco con il tempo venne a sapere che suo padre aveva usato violenza sessuale su di una figlia che, solo dopo tanti anni aveva avuto il coraggio di confidare ai fratelli, ma anche dopo questa assurda vicenda, Marco era rimasto vicino a suo padre o al suo portafoglio?

Roberta si alzò per preparare un tazza di caffè…

Che cosa accade?

  • continuare racconto su vita di roberta e approfondire scelta di marco (40%)
    40
  • parlare della situazione attuale e ritornare in seguito sul loro passato (60%)
    60
  • continuare racconto dell'innamoramento di marco e roberta (0%)
    0
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