World War C

Introduzione

Volete sapere com’è cominciato tutto?
Ebbene, sarò io a dirvelo.
No, non è iniziata con una ragazza, come qualsiasi storia che valga il racconto.
Non che si sappia, quantomeno.
Il paziente zero forse non sarà mai identificato… e a questo punto, se non è già morto, per la sua salvaguardia mi auguro proprio che non venga mai a galla.

No, non è iniziato con una ragazza.
È iniziato tutto con delle risate.
La prima volta che ne sentii parlare, al telegiornale di mezzogiorno, ero a casa a pranzo con i miei genitori. Mi venne da ridere quando ricollegai i frammenti di quanto avevo sentito al libro che, curiosamente, andavo leggendo in quel periodo: World War Z di Max Brooks, il romanzo a documentario di un’ipotetica apocalisse zombie, redatto al termine degli avvenimenti.
Nella storia, il contagio era partito dalla Cina.
Si parlava di un’epidemia virale sconosciuta prima di allora.
Quarantena, morti, le reazioni delle persone.
Era incredibilmente pertinente.

Così, risi.
Risi, ne accennai agli amici, ed anche loro risero con me.
Non potevamo sapere la portata di quanto sarebbe successo di lì a poco.

Ad oggi, le notizie sono allarmanti.
I contagiati aumentano, ed aumentano i morti.
Tutti sembrano impazziti, in balia di una qualche psicosi di massa: supermercati assaltati sino a svuotare gli scaffali tra scatolame, alimenti di base come farina, zucchero, sale; farmacie ed attività abilitate senza più scorte di disinfettanti, presidi medici e medicine di sorta; eventi sospesi, ritrovi chiusi senza tante cerimonie e riunioni annullate, zone in quarantena, mezzi soppressi; soggetti non infetti che vagano con guanti e mascherina, come se questo potesse proteggerli da un eventuale contagio, soggetti che si chiudono in casa, che girano a largo da individui di provenienza visibilmente asiatica, non importa davvero di dove, come se fosse l’etnia a provocare il virus, o che, peggio ancora, si accaniscono su vittime innocenti sputando loro addosso, aggredendole verbalmente e fisicamente.
Per questo sto scrivendo la suddetta cronaca.
Per loro.
Per tutte le vittime di questo caos.
Perché rimanga una traccia indelebile di quello che sta succedendo nel mondo nella speranza che non venga dimenticato, e che almeno un poco le mie parole, a volte serie, a volte ironiche, possano tirarvi su di morale e tenervi compagnia, almeno un poco, in questo periodo apparentemente così buio della nostra epoca.

Questo racconto sarà una cronaca tra il serio e il faceto su ciò che sta succedendo a causa del coronavirus. Da dove dovremmo partire?

  • Seguiamo la protagonista (43%)
    43
  • La situazione attuale generale (0%)
    0
  • Racconto sul paziente zero e l'inizio di tutto (57%)
    57
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

11 Commenti

  1. Normalmente non sono un tipo da horror, ma la trama e la descrizione di te stessa mi hanno incuriosito. Anche questo incipit sembra interessante, attuale. In attesa del seguito.
    Attenta: il rischio è di cadere nella banalità e nei giudizi troppo facili che si leggono sulla problematica. Per questo secondo me le due opzioni sul raccontare la situazione attuale o del paziente zero non sono valide.

  2. Ciao mi sta piacendo molto. Ho votato il paziente zero perchè vorrei che tu prendessi questa storia vera del coronavirus e che la facessi vivere a lui. Non so bene spiegarmi, però mi piacerebbe che raccontassi il primo caso di coronavirus.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi