Alla ricerca della Regina Pagnotta

Dove eravamo rimasti?

Quali armi sceglieranno i nostri eroi? Un maglione dolcevita che rende i cattivi emotivamente esposti , un tempera carote (47%)

Incontri occasionali, sempre speciali

Samoht e Frizione stavano pensando ormai da un po’ quale fosse la scelta migliore, ma non riuscivano a decidersi. “Sai quante cose ci puoi fare con il kit di bella scrittura?” affermava uno, “Scusa ma vuoi mettere con un tempera carote?” rispondeva l’altro. In fine, per decidere, non poterono che utilizzare il metodo più oggettivo che conoscessero: la morra cinese. Dopo due turni emozionanti, sul punteggio di 1-1, il finale non poteva che prospettarsi epico. Tutto il gran consiglio era in visibilio, sedie che volavano, urli, schiamazzi , segretarie che ballavano sui tavoli, Samoht  faceva l’elicottero per sconcentrare Frizione, che a sua volta non sapeva se sentirsi più confuso o a disagio. Dopo una serie di pareggi, Samoht sfoderò un poderoso sasso vincente, grazie al quale ebbe il diritto di scegliere.

“Ebbene” esordì allora Ge Fonte, “Avete scelto il maglione e il tempera carote. Sono vostri” “Che palle! Ma io volevo scrivere delle bellissime lettere in stile medievale con il mio kit di bella scrittura”, si lamentò Frizione; ma ormai la scelta era fatta.

Una volta raccolte le armi ed il pene di Samoht, che durante uno scontro a mo’ di spadaccini con Ge Fonte era cascato, partirono. Frizione il suo invece lo lasciò in cassaforte per paura che nel viaggio potesse danneggiarsi. 

Dopo mezza giornata di cammino, si trovarono al confine tra l’unione dei regni gluten-free, e il primo dei regni sotto il controllo della regina pagnotta: Analfaregno. Un grosso fiume si presentò di fronte a loro, sormontato da un vecchio ponte malconcio.

“Non è meglio se ci fermiamo qui per la notte?”,esordì Frizione,“ Non è sicuro accamparsi all’interno di un regno nemico”.

“Non c’è tempo. Poi conviene muoverci la notte per non essere notati”, rispose sicuro Samoht.

Giunti ormai a metà del ponte, una pallina di pelo nera gli si parò davanti; inizialmente pensarono fosse uno strano piccolo cespuglio nero, ma poi notarono due occhi e orecchie tipiche di un mezzo lupo.“Chi cazzo sei tu?” gli disse Samoht a mo’ di sbeffeggio.Il peloso interlocutore lo squadrò e rispose:

“Sono BalleNino, detto il siculo. Questo è il mio ponte, e le parolacce non le vogghiu proprio sentire.”

“E dai porca puttana Samoht, basta con sto vizio delle parolacce”, lo vituperò Frizione.

“Scusa hai ragione, è colpa del corso di parolacce che faccio da ieri”

“Ah non lo sapevo, in cosa consiste?”

“Eh, ci fanno insultare a vicenda in modi alternativi, sai, sta tutto nel modo di porsi”

“Figo ma tipo?”

Intanto il guardiano del ponte cercava di farsi sentire: “Ehi ragazzi ma io dovrei farvi… Ragazzi!”,

“Zitto marrano, stiamo parlando”,

“Uuuh brucia questa eh? Pussey”

Nel frattempo, però, il lupo aveva iniziato a crescere visibilmente.

”Mi sa che qui non siamo più di fronte a una pussy Frizione, meglio tornare indietro”.

Giratosi, però, notò che la parte di ponte passata era crollata.

“Frizione tu ne sai qualcosa?” disse Samoht in evidente stato di agitazione,

“No, sai com’è” rispose lui,”Appena saliti ho per sbaglio rotto un paio di assi con la coda” 

“E tutte le altre?”

“Beh poi ci ho preso gusto, e le ho rotte tutte. Pensa che manco m’annava”.

Samoht in quel momento assunse le capacità cerebrali di uno sgabello, e iniziò a insultarlo pesantemente, dandogli del lestofante e del bucaniere.

“Ragazzi!” Questa volta furono interrotti da un latrato molto più minaccioso e profondo.

I due si girarono, e dove prima c’era un batuffolo di peli scuri, ora si ergeva una mastodontica figura ancor più pelosa.

“Mi fate dire sto indovinello o no? Poi vi ho detto che le parolacce non mi piacevano.”

Frizione allora lo guardò intensamente con i suoi fantasmagorici occhi azzurrissimi e profondissimi, e gli rispose:

”Si, si hai ragione fra.

 Anche a noi fanno cagare gli indovinelli però,ma tu è da mezz’ora ke ce la batty con sta storia.”

“Si fra, sei proprio un rimasto oh”, aggiunse Samoht irriverente.

All’ennesima ingiuria, il canide, era ormai di dimensioni titaniche, ed il ponte iniziava  a patire sempre di più.

Tant’è che esso stesso iniziò a mugugnare: “Dai raga che palle, e fatelo parlaree”.

A quel punto il siculo perse la testa e iniziò a imprecare anch’egli:

 “Zitte malaminchiate! Ùora va vedrete cu me! Poi manco mi va ri fari st’indovinello, devo farlo per legge.”

Ormai era così grosso che gli si poteva passare sotto le gambe. Casualmente fu  proprio ciò che venne in mente a Frizione, che iniziò a correre come un ossesso. Samoht lo seguì a ruota.

BalleNino, per fermarli, cercò di pestarli con una delle sue giganteske Birkenstok, distruggendo così il  ponte, che cadendo urlò un ultimo e profondo “Eskereee”. Il gesto però fu vano, perché i due protagonisti erano ormai passati.

Samoht, stremato dalla corsa si girò per mirare nuovamente il fiume, e non potè che notare un gigantesco ponte in marmo posto esattamente a fianco di quello appena crollato.

Guardando l’amico allora gli chiese: “Ma te l’avevi notato?”

“Si certo, e ci saremmo anche balzati tutta sta cacata del lupo. Ma eri davanti tu e io ti ho seguito.”

I due sono sfranti. E’ più tardi del previsto e Frizione non vuole proprio proseguire. Cosa decideranno di fare i nostri eroi?

  • vengono subito attaccati (0%)
    0
  • si accampano li per la notte (17%)
    17
  • proseguono il loro cammino verso la locanda di una misteriosa amica di Samoht (83%)
    83
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

4 Commenti

  1. Ciao,
    la tua storia ha qualcosa in comune con la mia: la FARINA. Ma non ho precisato il tipo 😂
    Hai molta fantasia. Da come ho capito, stai trascinando i tuoi amici nel tuo mondo immaginario, associandoli ad animali (o simili) perché li conosci bene . Un consiglio se mi posso permettere: rileggi il capitolo prima di pubblicarlo. Perché ho notato che ci sono delle parti della storia che andavano “limate. Comunque bella storia. Ti seguo
    Alla prossima, ciao

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi