Alla ricerca della Regina Pagnotta

Dove eravamo rimasti?

I due sono sfranti. E’ più tardi del previsto e Frizione non vuole proprio proseguire. Cosa decideranno di fare i nostri eroi? proseguono il loro cammino verso la locanda di una misteriosa amica di Samoht (90%)

Occhio alle penne

Era ormai tarda sera, quando i nostri eroi ripresero il cammino al chiaro di luna.

Si erano rifocillati con le prelibatezze senza glutine fornite loro da Ziaross quella mattina.

“Dobbiamo proprio andare avanti? Sembra così comodo sto cespuglio” si lamentò Frizione, “ci riposiamo dieci minuti dai, poi ti prometto che cammino”

“Basta mugugnare, dalle indicazioni che ci hanno dato alla partenza dovremmo essere quasi arrivati” lo rimbrottò Samoht.

“Si ma…” proprio mentre stava per arrivare la risposta di Frizione, un rumore allarmò Samoht.

“Sht! Zitto e ascolta”

“Che c’è!?”

“Guarda dietro quell’albero”, rispose sottovoce,

“Quello col perizoma?”

“No scemo quello a fianco”.

Si vedevano ora in lontananza delle piccole fiammelle fluttuanti.

“Ok li vedo, sai chi sono?”

“No, ora però non dire una parola” 

“Calippopotamo”

“Che cosa ho appena detto?”

“Si certo, adesso è una parola, ma l’altro giorno a scarabeo non lo era, come vien bene a te! Bambino”

“Ma che?!”

Ormai fuori pericolo, proseguirono indenni fino all’ostello dove li aspettavano.

Appena entrati, notarono curiosi personaggi seduti ai tavoli, erano delle specie di penne con tratti antropomorfi. I due però non ebbero neanche il tempo di stranirsi, che furono trascinati nella loro camera. Appena dentro gli si parò davanti una figura dalle lunghe braccia. Era una mezza bradipa, dal folto pelo castano, un naso a punta ed uno strano rapporto con gli ombelichi. 

“Buona sera, Gid” esordì Samoht.

“Buonasera anche a voi”

“Frizione lei è Gid, sorella di mia moglie. Non noti la somiglianza?”.

A dire il vero no, si tenne per sé Frizione.

“Adesso però state bene a sentire miei piccoli bulicci frufru, che vi devo parlare . Non pensiate di star viaggiando in segreto. Sono venuta a sapere da gente di cui mi fido, che siete ricercati. Eppure solo il gran consiglio della celiachia ed io eravamo a conoscenza della vostra missione. Temo ci sia una talpa. Avete visto movimenti strani venendo qui?”

“Si, in effetti ci siamo quasi imbattuti in quella che sembrava una pattuglia” risposero in coro, tanto che gli vennero a tutti e due delle bellissime e tenerissime guancette rosse, super kawaii.

“Vi avevo chiesto di non fare le checche. Comunque, stavano di certo cercando voi. Il più temuto di tutti è il generale Stiloberto, sempre con la sua stupida bombetta sulla testa. Lui è il braccio destro della regina-fantoccio Pennalena, detta la Guastafeste, messa a capo di questo regno dalla regina pagnotta. Non provate mai a organizzare qualcosa di divertente con lei.”

“Ok, ok va bene tutto. Ma come mai sembrano tutti super grebani in questo regno?” chiese Frizione.

“Come avrete visto entrando,qui ad Analfaregno sono tutti delle penne. Sanno tutti scrivere, ma nessuno sa leggere e per tanto nessuno sa quello che scrive” 

“Ah, belli scemi” dissero di nuovo in due in coro, questa volta però, oltre all’imbarazzo ci fu un involontario sfiorarsi tra le mani gesticolanti dei due, che produsse un piccola scintilla.

Gid fece finta di nulla e li congedò, ma mentre stava per varcare la porta, Frizione iniziò a giocare con la scintilla appena prodotta. Avvertendo la minaccia imminente Samoht fece un balzo, atterrando però su Gid. Così facendo, le infilò involontariamente un dito nell’ombelico.

Lei allora cacciò un grido di orrore che si tramutò subito in grido di battaglia, e si buttò addosso a Samoht per vendicarsi del torto subìto.  

I due lottavano tanto intensamente che non si resero conto che Frizione aveva involontariamente dato fuoco al materasso di paglia e figah che casino. Proprio allora arrivò alla porta il comandante Stiloberto, detto sexyberto. Gid allora, corse subito alla porta per guadagnare tempo, esibendo le sue curve piatte. 

“Levati locandiera!” le intimò Stiloberto, detto stranoberto

“Oh! Adesso è così che parli ad una signora?”

“Tu non sei una signora” disse Stiloberto, detto bertoberto

“So che stai proteggendo i due ricercati, consegnameli ed andrà tutto bene. 

Mentre i due discutevano, al piano di sopra cercavano ancora di bloccare l’incendio, ma le fiammelle avevano ormai invaso tutta la stanza. 

A quel punto ne uscirono di corsa, dando l’allarme a tutti gli ospiti dell’ostello.

Iniziò a crearsi il caos, gente che urlava,che rubava, di nuovo spogliarelliste sui tavoli.

Da fuori allora, i soldati capeggiati da Stiloberto, detto bellofigoberto, attirati dal trambusto e dalle spogliarelliste, iniziarono a spingere per entrare.

La gente dentro però aveva iniziato a spingere per uscire. Si creò così una sorta di tappo composto da una quantità innumerevole di penne che si spingevano.

Fortunatamente Gid si era spostata da lì in mezzo, e osservava la scena imperterrita, più triste e impaurita della volta che nel parcheggiare sfracellò l’auto nuova di Ziaross. 

In quel momento cadde la porta della camera infuocata, e il fuoco iniziò a divampare.

Gli oppressori si buttarono indietro, l’ingorgo si stappò e iniziarono a uscire tutti all’impazzata.

Samoht allora guardò l’amico, che capì subito. Era ora di andare

C'è caos, si è aperta una via di fuga. Come andrà a finire?

  • Sono costretti a nascondersi (a meno di cinqaunta metri) (60%)
    60
  • Vengono beccati (a pochi metri) (30%)
    30
  • Riescono a fuggire (di almeno cento metri) (10%)
    10
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30 Commenti

  • Sempre più affascinante e surreale..il volo a propulsione è un’idea eccentrica e intrigante..ora l’azione finale lascia con il fiato sospeso..S e F ci sorprenderanno con le loro bizzarre fantasie e imprevisti fin Troppo…..cosa?

  • Ciao,
    la tua storia ha qualcosa in comune con la mia: la FARINA. Ma non ho precisato il tipo 😂
    Hai molta fantasia. Da come ho capito, stai trascinando i tuoi amici nel tuo mondo immaginario, associandoli ad animali (o simili) perché li conosci bene . Un consiglio se mi posso permettere: rileggi il capitolo prima di pubblicarlo. Perché ho notato che ci sono delle parti della storia che andavano “limate. Comunque bella storia. Ti seguo
    Alla prossima, ciao

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