Calma apparente

Una tranquilla mattina

La signora sul balcone del terzo piano stava annaffiando le piante. O stava salutando qualcuno?

Aveva ragione mamma: mi serviva una bella visita dall’oculista. Erano due anni che non ci andavo, la miopia forse era aumentata.

Ero lontano poche decine di metri da quel balcone e vedevo male, sfocato.

Staccai lo sguardo da quella signora e notai che, a parte quella signora, tutto era davvero tranquillo intorno a me.

Ero in un viottolo, girandomi a destra sarei entrato in un bel viale alberato, e dopo pochi metri a scuola.

A ripensarci non era poi così strana quella tranquillità. Sì, erano le otto e dieci, un orario molto trafficato, ma la stradina era davvero stretta, poteva capitare che anche a quell’ora non ci fosse nessuno a percorrerla.

La mia scuola faceva parte di un plesso che ospitava anche due licei, in cui i ragazzi entravano prima di noi a scuola. Passai davanti all’ingresso del piazzale interno da dove uscivano i liceali all’ultima ora quando avevano palestra, e anche lì tutto tranquillissimo.

Una bella giornata di marzo, il sole primaverile che cominciava a scaldare le strade e i muri, nessuna nuvola all’orizzonte: quasi quasi in una giornata del genere veniva voglia di mollare lo zaino e scappare in villa a cercare qualche altro ragazzo con cui giocare a calcio. Sapevo che nella mia scuola c’era qualcuno che ogni tanto marinava e se ne andava a zonzo per tutta la mattinata. Il pensiero delle prime due ore di italiano non era poi molto allettante.

“E stai attento” urlai.

Mentre giravo a destra un ragazzino, forse della I B, mi tagliò la strada.

Una volta sul viale, ecco, in quel momento la situazione mi sembrò davvero strana. Nessuno, davvero nessuno. Anzi no, uno c’era.

Mi avvicinai al cancello della scuola. Era chiuso.

Appoggiato all’inferriata c’era Loris, con le mani sul volto.

“Ohi Loris, che succede? E gli altri?”.

Che cosa farà Loris?

  • Prenderà il telefono che gli sta squillando nello zaino per rispondere ad una chiamata (0%)
    0
  • Si girerà verso di me e comincerà a parlare dopo essersi asciugato le lacrime (0%)
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  • Inizierà a correre dirigendosi verso un'auto parcheggiata a pochi metri di distanza (100%)
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6 Commenti

  1. Ciao Alfiere! A quanto ho capito siete un collettivo per ragazzi. Non so bene quanti stanno partecipando ma sembra stiate facendo un bel lavoro.
    La storia è molto semplice, ad un solo livello, ed il protagonista ancora anonimo è abbastanza ben delineato già dai primi tre capitoli. Se non sbaglio, è anche il momento in cui avviene l’incidente che lo costringe ad imbarcarsi nella sua avventura: avrete potuto approfondire meglio le paure/dubbi di lui, così da creare più tensione nel momento presente, in cui deve correre.
    Sono comunque curioso di sapere come continua. È un peccato abbiate così pochi incipoints, credo che il punto di domanda del secondo periodo abbia scoraggiato i lettori cosiddetti esperti,ma vabbè.
    A presto!

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