Calma apparente

Dove eravamo rimasti?

Che cosa notò il protagonista? Un grosso drone che già ronzava nel piazzale esterno al casolare (100%)

Verso il granaio

Era lì che svolazzava sul piazzale antistante al casolare.

Un grosso drone, grigio scuro o forse nero, con tutti quei riflessi del sole a picco non si capiva. Il suo ronzio si univa a quello degli insetti che si godevano il calore della giornata.

Né mi era possibile scorgere chi fosse alla guida del drone perché, tolto l’uomo della valigia che era uscito dopo di noi, non si vedeva anima viva.

“Allora ragazzi, ricordate la mappa? Avete capito dove andare?”

Io feci un cenno affermativo, qualcun altro provò a sibilare un “sì” poco convinto.

D’altra parte neanch’io sapevo esattamente che fare. Certo, la direzione era chiara. Poi, trattandosi di un granaio, immaginavo che a un certo punto avrei potuto vederlo e quindi non avrei corso il rischio di sbagliare il percorso. I miei dubbi si concentravano sul tipo di “gara”. Ci era stato chiesto di vincere, ma poi? Immaginando di essere più bravo e veloce degli altri, mi conveniva cercare di vincere in “solitaria” o di restare comunque insieme agli altri? In fondo ci era stata presentata come una corsa, ma era davvero questo?

L’affollarsi dei miei pensieri fu interrotto dall’uomo.

“al mio via… tre, due, uno… VIA!”

Ci guardammo tutti e quattro senza muovere un muscolo. Pochi secondi che sembrarono eterni.

Il silenzio più assoluto fu rotto da uno sparo. L’uomo aveva tirato fuori una pistola sparando in aria.

“Vogliamo muoverci o no?”

Fui il primo a partire. Lì, dritto, in quella direzione che credevo, sapevo giusta. Ma, pur correndo, tenevo un passo che ero sicuro che gli altri potessero seguire.

Entrai nel campo adiacente allo spiazzo che ospitava il casolare.

Appena superato un fossato poco profondo, mi girai.

Come immaginavo gli altri mi seguivano a poca distanza. Non sembravano stanchi, nondimeno sembravano manifestare l’intenzione di superarmi.

L’erba del campo chiaramente incolto si faceva sempre più alta. Entrai in una sorta di canneto. Pensai al fatto che, con la visuale così ostacolata, avrei corso il rischio di non vedere il granaio anche se fossi stato nelle vicinanze.

Dietro, alla mia sinistra, sentii un tonfo…

Che cos’era quel tonfo?

  • Andrea, che era l’ultimo di noi, era inciampato e non riusciva più a rialzarsi… (0%)
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  • Il drone che ci seguiva era precipitato e si era fracassato nello schianto… (0%)
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  • La ragazza, Rebecca, era improvvisamente scomparsa… (0%)
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6 Commenti

  1. Ciao Alfiere! A quanto ho capito siete un collettivo per ragazzi. Non so bene quanti stanno partecipando ma sembra stiate facendo un bel lavoro.
    La storia è molto semplice, ad un solo livello, ed il protagonista ancora anonimo è abbastanza ben delineato già dai primi tre capitoli. Se non sbaglio, è anche il momento in cui avviene l’incidente che lo costringe ad imbarcarsi nella sua avventura: avrete potuto approfondire meglio le paure/dubbi di lui, così da creare più tensione nel momento presente, in cui deve correre.
    Sono comunque curioso di sapere come continua. È un peccato abbiate così pochi incipoints, credo che il punto di domanda del secondo periodo abbia scoraggiato i lettori cosiddetti esperti,ma vabbè.
    A presto!

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