CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

Come continua? Arriva Vetril l'orco (100%)

CATTURA

« Oh mie Dèè. » Jonas si portò una mano davanti la bocca, ci mancò poco che vomitasse quel poco che aveva nello stomaco.
« Ma che razza di roba era quella? » domandò a Mud, che schifato si schiacciò l’avambraccio sulla bocca.
Saurin si avvicinò. Vud invece non aveva più proferito parola, se non i soliti versi di stolida meraviglia mista a timore.
Sì sentirono altri minacciosi sibili di serpente. I quattro amici si voltarono verso la stradina sopra il fosso. Tre creature identiche a quella che Mud aveva appena ucciso, ma molto più grosse, li guardavano dal ciglio del sentiero. Alti quasi quanto Saurin, i mostri erano coperti per intero di piastre aguzze e dure come la pietra, sulla testa di serpente una lunga cresta di squame appuntite. Erano grotteschi. Ci fu un fruscio tra gli alberi sul piccolo colle che si ergeva oltre il fossato. Jonas e gli altri spostarono l’attenzione verso quei rumori. Tre soldati riscendevano lentamente il declivio del colle, camminando cautamente girati di lato per non cadere. Nel loro incedere, piccoli pezzi di terra e sassi franavano nei rovi del canale. I loro archi con le frecce incoccate erano puntati verso Jonas e gli altri.
Da dietro i tre abomini, qualcuno disse: « Vivi, mi raccomando, li voglio vivi. »
Jonas e agli altri si voltarono di nuovo.
Sotto un ciliegio in fioritura, quasi sulla cima di un altro piccolo colle costeggiato dalla stretta stradina di sassi e terra che aveva condotto i ragazzi e il Jorm-Tuk fino in quel punto, si ergeva una sagoma avvolta da una tenue aura rossa. Indossava una tunica lunga fino ai piedi. Lo riconobbero subito: era il malefico mago che avevano visto il giorno prima all’esterno della capanna dei contadini.
« Non muovete un muscolo. » ordinò loro uno dei tre soldati giunti nel frattempo alla base della collinetta. Avanzarono fino alla buca dove Mud aveva trovato il mostriciattolo.
Il fuoco che consumava l’abominio andava spegnendosi gradualmente, scoprendo il mucchietto di cenere puzzolente che v’era rimasto all’interno. Le tre creature immonde sibilarono facendo scattare la lingua. I loro occhi paonazzi rimanevano fissi su Saurin. Occhi di rettile, occhi che avevano fame. Saurin, incredibilmente, aveva la coda tra le zampe. Jonas non lo aveva mai visto terrorizzato in quel modo, nemmeno quando il Jorm-Tuk aveva titubato nell’entrare nella zona in fiamme della foresta delle fate. Il mago cominciò a scendere. I suoi passi erano solenni e ponderati. Manteneva le braccia staccate dai fianchi, i palmi delle mani puntati verso Saurin. Il Jorm-Tuk abbassò le orecchie ed emise un latrato allarmato.
ˮ E’ finita ˮ pensò Jonas. Una sensazione di calore cominciò a salirgli dentro.
Disceso il colle, il mago si fermò davanti a una grossa parete rocciosa al lato del sentiero. Dai palmi delle sue mani si sprigionò una luce rossa accecante che immobilizzò all’istante Saurin.
ˮ E’ la stessa magia immobilizzante della vecchia strega della foresta ˮ
Ed era anche quella che la Kai Roberta gli aveva scagliato contro in allenamento. Ma quella della strega era una luce blu, questa era rossa.
Saurin scalpitò come un cavallo ma ben presto rimase immobile, emettendo un verso che era un pianto straziante.
ˮ Fermo! Lascialo in pace! ˮ urlò Jonas. Il mago sorrise.
Intanto i tre soldati si avvicinarono a Mud e Vud.
Uno di loro prese Jonas di forza e gli strinse entrambi i polsi dietro la schiena, per poi legarglieli brutalmente con una spessa fune.
Gli altri due nel frattempo avevano fatto altrettanto con i due Ratok.
« Preso! » esultò l’uomo con aria di scherno. I due colleghi ridacchiarono.
« Cosa volete fare? » domandò Mud al soldato che lo aveva appena legato. L’uomo, alto, grosso, con le guance ricoperte da un ispido tappeto di barba, guardò il mago. Egli annui leggermente. Il soldato sorrise. « Vogliamo fare questo. »
Estrasse il pugnale dalla fodera legata alla vita e lo affondò nel ventre di Mud.
« Noooo! »  urlò Vud. Il soldato davanti a lui, un uomo dall’aspetto rancido e il naso a becco, colpì in pieno volto il Ratok con un violento manrovescio. Lo spesso guanto di maglia si abbatté sul volto del Ratok, che cadde a terra e dopo qualche spasmo non si mosse più. Dalla sua bocca ancora aperta fuoriuscì un lento fiume viscoso di sangue e denti.
« Mud, Vud! » Jonas fece per raggiungerli. Il Ratok si stava accasciando a terra con le mani premute sullo stomaco squarciato.
« Sta fermo, ragazzo! » Quello davanti a lui gli si mise davanti bloccandogli la strada e gli poggiò la mano sul petto.
« Se non vuoi fare la stessa fine! »
« Miuuuuuuuuuh! » Il verso di Saurin riecheggiò tra gli alberi e si levò nel cielo.
« Fa star zitta questa bestia maledetta, ragazzo » gli ordinò l’uomo.
Il mago osservava Saurin stupito… « Proprio una gran bella bestia .»
« Legate il Jorm-Tuk. Ci rimettiamo in marcia verso Sportym. » Ordinò ai suoi soldati.
Intanto, altri soldati erano sopraggiunti alle loro spalle.
ˮ Sportym? Ci porteranno dalla strega. ˮ
Il mago li guardò tutti. 
« Incamminiamoci » ordinò……

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18 Commenti

  1. Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

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