CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

Chi lo osserva? Una ragazza (100%)

LA RAGAZZA BENDATA

Corse a prendere una manciata di pietre con cui formò un cerchio, all’interno del quale sistemò dei rametti.
Poi puntò il palmo della mano verso il mucchietto. 
Come Skarlatta gli aveva insegnato, per emettere una scintilla doveva concentrarsi e immaginare le fiamme che attraversavano il suo braccio e fuoriuscivano dalla mano. Una volta visualizzata quest’immagine, doveva indurire i muscoli della schiena e della pancia. Skarlatta una volta aveva paragonato quel tipo di sforzo a quello che facevano i menestrelli quando dovevano cantare delle note alte. Maggiori erano lo sforzo e il livello di concentrazione, più intense sarebbero state le fiamme.
Era proprio questo che Jonas non riusciva a controllare: il livello di concentrazione.
La fame e la disperazione lo avevano reso nervoso. Nonostante sentisse il suo corpo vacillare a causa della debolezza e della fame, si sentiva agitato e teso.
Pensò alle fiamme, ma quando lo fece, la prima immagine che gli venne in mente furono quelle gigantesche che avvolgevano la sua dimora… la rabbia lo assalì, e si sforzò con tale impeto che dalla mano gli partì un grosso pallone di fuoco che si schiantò sul cerchio di pietra, facendo schizzare ovunque i sassi e le sterpaglie. 
« Oh! » esclamò spaventato. Perfino Saurin sussultò e fece qualche passo indietro, emettendo sordi brontolii di scontento.
Al posto del cerchio ora c’era una grossa buca fumante nel terreno. Jonas si buttò a sedere per terra, sconfortato e disperato.
Saurin gli si avvicinò e lo annusò. « Miuuh, Miuuh. »
Jonas lo accarezzò sul capo, arruffandogli i ciuffi neri.
Il pelo della creatura non era più del colore della notte come lo era prima; Jonas si accorse che stava diventando sempre più chiaro e lucente, addirittura in certi punti aveva delle sfumature che davano sul giallognolo.
« Devo riprovarci, devo fare più piano o rischio di incenerirlo. »
« Miuh, Miuuuh… »
Rifece la stessa procedura, pose dei sassi in cerchio e all’interno vi mise le sterpaglie. Ci sarebbero voluti dei bastoni da piantare ai lati del cerchio, e un altro da mettere sopra ad entrambi e da usare come spiedo. Cercò in lungo e in largo dei legni a forma di mazza fionda, ma interruppe quasi subito la ricerca quando lo stomaco tornò a gorgogliare violentemente.
« Va bene farò alla meglio! » 
Jonas puntò il palmo direttamente sull’animale squarciato, fece un bel respiro ed espulse il fuoco. La fiamma, ora molto più piccola, avvolse la lepre.
« Aaah, che puzza! » l’odore dei peli bruciati gli si insinuò dentro le narici. Aspettò che la lepre cuocesse un altro po’, poi la calpestò ripetutamente per spegnere il fuoco. Si mise in ginocchio, Saurin si avvicinò a lui, annusando la preda che aveva cacciato quel pomeriggio.
La lepre era mezza carbonizzata in alcuni punti e ancora cruda in altri. La pelliccia bruciata emanava un odore nauseante. Il sangue che ancora sgorgava dallo squarcio nel ventre era diventato rosso scuro, quasi nero. 
« Ho troppa fame! » Jonas prese la lepre con entrambe le mani e se la portò alla bocca, cercando di mordere nei punti in cui era quantomeno un po’ cotta. Strappò la carne dalle zampe, la masticò avidamente, inghiottendo carne e pelo bruciato. Poi mise la bocca nel ventre aperto e bevve il sangue e mangiò gli organi rimasti dentro. Alla fine, cotta o non cotta, mangiò l’intera preda con voracità, affondando la faccia nella carcassa e strappando tutta la carne dalle ossa.. poi vomitò tutto per terra.
« Mi sento male… mi sto sentendo male…» si gettò a terra, andando quasi a finire sul suo stesso vomito, e pianse. Saurin lo annusò e gli strusciò il capo contro la fronte, poi scattò tra gli alberi.
« Dove vai! Torna qui! » Ma Saurin si era già dileguato nella foresta. Jonas chiuse gli occhi e si addormentò.

Il villaggio di Oak era avvolto dalle fiamme, due uomini trascinavano una ragazza per le braccia, portandola chissà dove. La ragazza urlava e piangeva ma loro non avevano nessuna pietà. Non erano però soldati, non portavano armature o vessilli; sembravano banditi.

Poi di colpo si ritrovò davanti alla stessa ragazza, seduta sopra a un alto scranno e bendata sugli occhi… il suo sorriso gli parve familiare…

Aprì gli occhi, Saurin camminava in tondo davanti a lui. Tra le fauci stringeva un’altra lepre, questa volta più grossa.

Quanto aveva dormito? Non ne aveva idea, ma era buio e l’unica luce presente era il globo bianco di Erya, che rischiarava la tetra foresta con la sua luce pallida. Jonas prese una pietra dal cerchio, scegliendo quella più appuntita, e cominciò a colpire la preda fino squarciargli la pelliccia, che poi cercò di tirare via, stracciando insieme ad essa muscoli e tendini. Si concentrò e con il palmo della mano accese il fuoco nel cerchio e usò uno dei bastoni come spiedo, infilzando da parte a parte la lepre appena cacciata da Saurin.
Questa volta non vomitò la sua cena.
Era freddo, Jonas sapeva di non poter reggere un’altra notte all’aria aperta, aveva il fuoco sì, ma l’aria era umida.
Qualcuno lo guardava

Ma chi è quella ragazza bendata?

  • Una strega da giovane (0%)
    0
  • la sua sorellastra maggiore Anna-Anika (100%)
    100
  • Sua madre da giovane (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

18 Commenti

  • Vetril l’orco, semplicemente perché hai messo il nome!

    Mamma che schifo! Non ho ancora capito che razza di creatura fosse, ma doveva essere ben pericolosa, se Saurin indietreggiava spaventato… Mi sa che “cresciuto” non sarebbe stato così facile sconfiggerlo.

    Ciao 🙂

  • Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi