CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

Ma chi è quella ragazza bendata? la sua sorellastra maggiore Anna-Anika (100%)

LA VECCHIA

Girò nella foresta, con Saurin al seguito, alla ricerca di fogliame. Staccò pezzi di cespugli sprovvisti di spine, poi trovò altri rami di pino e abete. Era notte fonda. Quando tornò al fuoco, vi aggiunse altre sterpaglie e lo ravvivò. L’aria era fredda e umida. La foresta in quel periodo diventava ostica anche per gli esploratori più in gamba. Ma lui aveva Saurin. Incredibilmente, nonostante la stanchezza, a Jonas il sonno era passato. Si sedette davanti al fuoco e protese le mani verso di esso per scaldarsi. Saurin si sedette al suo fianco.
Nel punto in cui erano, c’era un piccolo spazio tra le folte chiome degli alberi, da cui passava la luce del globo bianco. 
Qualche distanza più avanti la montagna terminava con uno strapiombo, in un piccolo scorcio tra gli alberi si intravedeva il cielo blu stellato di Erya, che abbracciava le grosse montagne che si estendevano a vista d’occhio fino all’orizzonte.
E da lì arrivava un freddo venticello, che nella notte sarebbe stato ancora più ostico e pungente.
Segui i venti
Se il vento soffiava da sud, dove arrivava dalle immense vallate oltre lo strapiombo, allora Jonas e Saurin il mattino dopo avrebbero dovuto proseguire a Nord, nella direzione che avevano seguito fino a quel momento. Incredibile ma durante il loro cammino Saurin aveva trottato proprio in quella direzione, con i venti alle loro spalle. Proprio quei venti sarebbero stati letali se Jonas non si fosse riparato sotto il caldo pelo del Jorm-Tuk.
Si scaldò un altro po’ e si sdraiò quindi sotto il ventre della creatura, mettendosi sopra tutti i rami che aveva trovato. Il fogliame non lo avrebbe di certo riscaldato ma era quantomeno una copertura in più.
Jonas pensò alla prossima mossa da fare. Il mattino successivo avrebbero camminato ancora, ora che sapeva in che direzione andare ed era quasi sicuro che lo sapesse anche Saurin.
Chiuse gli occhi, rannicchiato sotto Saurin, con la testa e metà del corpo sprofondati nel suo pelo. La creatura emanava calore, il suo respiro erano delle calde zaffate d’aria regolari e pesanti, i battiti del cuore simili a un enorme tamburo colpito a intervalli regolari. Aspettò un sonno che tardò ad arrivare, ma che alla fine giunse.

era in piedi davanti a uno strapiombo enorme, davanti a lui si estendeva sterminata una vallata verde solcata da un fiume azzurro che si ramificava attraverso i campi e le città

quelle non erano le vallate di Erya, così sterminate ed incontaminate, lì sotto c’erano una miriade di città e paesi, piccole macchie grigie perse nel verde, che improvvisamente cambiavano colore divenendo rosse. quella era la valle dell’oivesth, i regni occidentali di Erya messi a ferro e fuoco dagli eserciti del nord della valle, le città di Marvich e sportym e goldstone.

un fruscio tra gli alberi

Jonas si svegliò. 
Saurin lo osservava scodinzolando, anche lui ancora sdraiato al suolo. Non gli toglieva gli occhi di dosso.
Jonas si alzò e si stiracchiò. Il pelo della creatura lo aveva tenuto caldo durante la notte, ma sentiva lo stesso il gelo che si era insinuato nelle gambe, alle dita dei piedi. Anche Saurin si alzò e scrollò la folta pelliccia. 
« E’ ora di ripartire bello! »
Saltò in groppa alla creatura, si sistemò comodo e diede due colpetti di tacco ai fianchi, Saurin iniziò a camminare.
Avanzarono per un po’, inoltrandosi in una zona fitta e tetra. Si sentivano i primi canti mattutini degli uccelli, Jonas si guardò intorno alla ricerca di un angolo in cui andare di corpo e lo trovò ben presto alla base di un rialzamento circondato dai rovi. Sarebbe stato impossibile salire per di là e vedere cosa c’era sopra quel monticello: lungo il perimetro v’era una fila di giganteschi rovi e piante di spina acacia che impedivano l’accesso. Lui aveva il fuoco, certo, ma sarebbe stato impossibile controllarlo in quel punto così fitto della foresta. Se lo avesse gettato sui cespugli le fiamme si sarebbero propagate ovunque in men che non si dica. Perciò decidette di proseguire attraverso il bosco pianeggiante. Fece i suoi bisogni e rimontò su Saurin, ripartirono. 
In prossimità del rialzamento del terreno, un’anziana signora che raccoglieva bacche da una pianta, si voltò verso di loro.

«Che mi venga un accidente! Un Jorm-Tuk! Dove l’hai preso, ragazzo! E che ci fa un bambino con un Jorm-tuk nella foresta delle fate?» La sua voce era rauca e squillante, a Jonas venne un brivido freddo lungo la schiena. Saurin emise un brontolio sommesso che divenne poi un ringhio, scoprì le zanne.
«Sono Jonas di Oak e sono un allievo delle Kai, tu chi sei?» rispose Jonas. 
« Sono Mimma, vivo qui vicino. »
« Sei una strega? »
« Sì…» 
Saurin continuava a ringhiare.
« A quanto pare al tuo Jorm-tuk non vado molto a genio è? »
La vecchia sorrise, il volto rugoso si increspò, in bocca aveva una manciata di denti marcescenti. 
Il ringhio di Saurin aumentò, era pronto a scattare.
Gli occhi vitrei della vecchia scintillarono, lasciò cadere le bacche e puntò il palmo verso i due amici.
« Non vedo l’ora di mangiarti, Jonas di Oak…»

Quindi?

  • arriva qualcuno ad aiutare i due amici (100%)
    100
  • la strega immobilizza i due e li fa prigionieri nella sua capanna, dove intende mangiarseli (0%)
    0
  • I nostri due amici riescono facilmente a togliere di mezzo la strega malvagia (0%)
    0
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18 Commenti

  • Vetril l’orco, semplicemente perché hai messo il nome!

    Mamma che schifo! Non ho ancora capito che razza di creatura fosse, ma doveva essere ben pericolosa, se Saurin indietreggiava spaventato… Mi sa che “cresciuto” non sarebbe stato così facile sconfiggerlo.

    Ciao 🙂

  • Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

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