CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

Quindi? arriva qualcuno ad aiutare i due amici (100%)

I DUE RATOK

Jonas provò a prendere l’abètu ma qualcosa lo bloccò. Anche Saurin tentò uno scatto verso la strega ma rimase fermo sul posto.
Dal palmo della vecchia era fuoriuscito un piccolo vortice di luce blu. Guardandosi attorno, Jonas capì che quella luce era anche intorno a loro, avvolgendoli, immobilizzandoli.
« Che cosa mi hai fatto? » le chiese.
« Miuuurghrrrr » ringhiò Saurin.
Un sorrisetto maligno e beffardo increspò le labbra di lei, i suoi occhi si accesero della medesima luce blu che avvolgeva i due amici.
« Non lo vedi? Ti ho fatto un incantesimo immobilizzante, e sto già pensando a come cucinarti! »
Il terrore puro assalì il ragazzo, addosso poteva sentire anche la paura di Saurin, e probabilmente Saurin avvertiva la sua.
« Borjack! Efius! Qui! » urlò la vecchia.
Si sentì un fruscio tra i rami e le foglie, poi dalle chiome dei grossi kapok alle loro spalle sbucarono fuori due Ratok malconci e vestiti con stracci luridi, i loro volti erano tempestati di cicatrici e a uno dei due mancava un occhio. Jonas li guardò.
« Lasciatemi stare!» urlò, ma i due si erano già accostati ai fianchi di Saurin, che li sovrastava di qualche piccola-distanza. Uno dei due, quello senza un occhio e con un’orrenda cicatrice che partiva dall’orbita vuota fino al mento, saltò sulla groppa di Saurin, alle spalle di Jonas, prese il ragazzo dalle ascelle e lo portò giù. Jonas si sentiva come un blocco di pietra.
« E la bestia? » domandò l’altro Ratok alla vecchia « cosa ne vuoi fare? »
« Lasciatelo perdere! » urlò Jonas. Sentiva un’ondata di calda rabbia crescergli dentro, come un vulcano in procinto di eruttare.
« Tu sta zitto! » uno dei Ratok raccolse un bastone da terra e lo colpì talmente con violenza da fargli perdere conoscenza.
Ebbe qualche momento di vaga lucidità, in cui sentiva l’intero corpo stretto in una stretta morsa che gli lacerava la pelle, ma poi perse di nuovo i sensi.
Quando si svegliò, un odore pungente di chiodi di garofano gli si insinuò subito nelle narici. La vecchia, con un grosso mestolo, mescolava qualcosa dentro un calderone posto sulle fiamme di un vecchio camino, gli occhi scintillanti fissi dentro di esso. Jonas si guardò attorno, era dentro una catapecchia piena di vecchi mobili tarlati e marcescenti, con sopra verdure marce, zampe e cotenne di maiale tempestate di mosche e larve. Addirittura sopra a un tavolo logoro e lercio di sangue rappreso c’era una testa di maiale, privata degli occhi, con il grugno rivolto proprio verso di lui.
Entrarono i  Ratok. « Oggi si mangiaa » esultò uno dei due, quello con entrambi gli occhi. L’altro si limitò a guardare Jonas con quell’unico occhio che aveva e che non faceva trasparire nessun tipo di emozione.
« Dov’è Saurin! » Jonas provò a divincolarsi dalla stretta delle spesse funi, ben strette attorno al suo corpo ad immobilizzargli braccia e gambe.
« Perché ci fate questo? Io pensavo che voi streghe foste buone! »
Entrambi i Ratok e la vecchia scoppiarono in una fragorosa risata.
« Dov’è Saurin!» urlò di nuovo, sentiva crescere il calore dentro di sé, le corde che lo avvolgevano cominciarono a scaldarsi e un lieve fumo uscì da esse.
« Presto immobilizzalo!» Urlò il Ratok sfregiato.
« DOV’E’ SAURIIIIN!!! » Ci fu un’esplosione gigantesca. I Ratok e la vecchia strega vennero spazzati via come mosche, il tetto della capanna volò via nel cielo in mille pezzi, anche le pareti vennero disintegrate, vecchie travi di legno e paglia vennero spazzati via. La casa non c’era più, v’era rimasto solo il camino di pietra, incredibilmente ancora acceso. Jonas si rialzò, non era più immobilizzato. La strega cercava a fatica di rimettersi in piedi, Jonas le si avvicinò e la prese per i capelli stopposi riuniti in una crocchia. Quando le toccò i capelli, questi cominciarono a bruciare, una puzza nauseante si disperse nell’aria. La alzò per i capelli e la guardò dritta in quei suoi occhi vitrei bluastri. « Ho detto, dov’è Saurin! »
« Il Jorm-Tuk adesso è mio! » gracchiò lei, il suo fiato era fetido.
Sentì un rumore alle sue spalle e lasciò cadere la putrida strega per terra. Si voltò. Il Ratatok, quello con entrambi gli occhi, si stava rialzando da sotto i detriti. Jonas spostò lo sguardo alla sua destra. L’altro, il suo compagno, giaceva morto sotto un mucchio di legno e paglia. I suoi occhi spenti erano puntati verso il cielo, nel collo aveva conficcata una grossa scheggia di una trave, ai lati della quale schizzavano densi fiotti di sangue nerastro.
ˮ E’ così il sangue di un Ratok? ˮ fu un pensiero che gli balenò velocemente nella testa, prima di rivolgere l’attenzione all’altro  ancora vivo che intanto si era rialzato.
La pelle grigia dell’essere era escoriata e bruciacchiata  su quasi tutto il corpo, a causa dell’esplosione.
« Guarda cos’hai fatto alla nostra casa! » abbaiò, poi scattò verso Jonas. 

Poi?

  • La strega ha il controllo di Saurin, interviene qualcuno (0%)
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  • Jonas uccide la strega e il Ratok (0%)
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  • La strega ha il controllo di Saurin (0%)
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18 Commenti

  • Vetril l’orco, semplicemente perché hai messo il nome!

    Mamma che schifo! Non ho ancora capito che razza di creatura fosse, ma doveva essere ben pericolosa, se Saurin indietreggiava spaventato… Mi sa che “cresciuto” non sarebbe stato così facile sconfiggerlo.

    Ciao 🙂

  • Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

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