CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

Che faranno Jonas e i suoi amici? Interverranno (100%)

LE ANIME DI LILITH

Un fresco venticello si levò tra le fronde degli alberi. Da dietro la grande sequoia secolare, Jonas, che osservava quel pugno di soldati e quel mago che aveva alzato in aria i due poveri contadini, si sentì pervadere da una rabbia e una forza senza precedenti, e visibile anche agli altri come una flebile aura blu che gli circondava l’intero corpo, illuminandolo.
« Ti prego lasciaci stare! » urlò la donna.
« Ti prego » lo supplicò l’uomo, probabilmente lo sposo di lei.
Ma nessuno di quei soldati disse una parola, né tantomeno il mago, che alzò al cielo le mani irradiate di luce rossa. Due soldati uscirono dalla fila, affiancandosi al mago e alzando due grosse fiale vuote al cielo. Tutti si limitarono ad osservare in silenzio.
Il mago strinse i pugni e la luce rossa aumentò di densità e luminosità.
Dai due contadini, che ora piangevano disperati, cominciò a fuoriuscire un’aura celeste, che in un flusso continuo sfrecciò verso le fiale, lasciando una scia celeste nel cielo.
« Devo fermarl…» Vud bloccò Jonas prima che potesse andare verso di loro, anche Saurin era pronto a scattare, le zampe leggermente piegate, le zanne scoperte, il pelo drizzato.
« Oh no oh no oh no » continuò a ripetete Mud, in una cantilena stucchevole e fastidiosa.
« Vuoi star zitto idiota, o vuoi che ci scoprano? » lo rimproverò Vud. Mud obbedì immediatamente e tacque.
Il mago continuava ad aspirare la vita dai corpi dei due contadini, che man mano si increspavano e rinsecchivano come mele marce, fino a che  non ebbe finito e le fiale furono piene di un’essenza celeste. 
I soldati chiusero le fiale con grossi tappi di sughero, le infilarono in delle bisacce e ritornarono in formazione. Il mago riportò le mani, ancora lievemente illuminate di rosso, in basso e i due poveri contadini caddero al suono in un tonfo orripilante. Erano completamente prosciugati come fichi secchi.
« Che cosa gli ha fatto? » domandò Jonas a Vud, piuttosto sbalordito e terrorizzato.
« Te l’ho detto, ha preso le loro anime, la loro essenza, e ora le porterà a Lilith. »
Il gruppo si dispose in una fila perfetta, con il mago nel mezzo, e si mise in marcia, entrando e scomparendo nel fitto verde del bosco dietro la capanna.
Vud fece qualche timido passo oltre la sequoia, guardandosi intorno. 
« Potete uscire! »
Jonas e Mud sbucarono quindi da dietro il tronco, con Saurin al seguito. Jonas sentiva quel vento fresco dietro la schiena, e le fronde degli alberi più avanti a loro erano leggermente sollazzate e pendevano verso Nord. 
i venti, Tower, la mia famiglia
« Dobbiamo proseguire! » li esortò Vud. Gli altri si incamminarono insieme a lui lungo il prato, in direzione della capanna. Arrivati lì, Saurin annusò i due corpi mummificati dei contadini e spaventato fece un piccolo balzo indietro. Anche Jonas vi si avvicinò, constatando con terrore che i due poveracci  sul volto avevano stampato il terrore più puro.
Rimase lì a fissarli per qualche istante, fino a che Vud non lo prese per un braccio e lo portò via verso la capanna.
« È troppo rischioso rimanere qui per la notte » disse il Ratok una volta che furono dentro alla casa.
« Potrebbero tornare e scoprirci qui dentro, e una volta trovati ci prenderebbero l’anima e poi ci brucerebbero insieme alla capanna. E tu sai quanto è grande e preziosa l’anima di un Jorm-Tuk? »
« No » rispose Jonas, mentre invece Mud annuiva freneticamente.
Saurin andò a spaparanzarsi sotto al tavolo di legno della cucina, dopo aver infilato il muso dentro a un grosso pentolone ed aver constatato che dentro non c’era niente.
Il Jorm- tuk non toglieva gli occhi di dosso a Jonas.
Vud ispezionò a fondo la baracca, in cerca di cibo. « Deve pur esserci qualcosa da mangiare, io muoio di fame.»
« Sì sì pure io pure io » fece eco Mud.
« L’orto, hai controllato l’orto? » gli chiese Jonas. Poi, senza aspettare una risposta corse fuori dalla capanna, con Saurin che si alzò di scatto facendo rovesciare il tavolo e gli corse dietro.
Nell’orto c’era qualche pianta di insalata e qualche carota. Jonas girò nel retro della capanna alla ricerca di un eventuale bottino nel quale fosse riposta della carne sotto sale, ma non trovò nulla.
Tornò dentro con piante di insalata e carote tra le braccia.
« Possiamo bollire le carote e addirittura condire l’insalata! » disse a Vud, « devono per forza avere dell’olio, nell’orto c’è una pianta di olivo! » 
E infatti trovarono l’olio in uno scaffale polveroso, e Mud tutto contento ci condì l’insalata. Vud però disse che non potevano accendere un fuoco nel camino e quindi bollire le carote nel pentolone. Jonas capì subito che era per via del fumo che sarebbe uscito dal camino: qualcuno avrebbe potuto vederlo e scoprirli.
Quella sera mangiarono insalata e carote dure innaffiate con olio e con dell’aceto rancido che Mud aveva trovato dentro un vecchio mobile. Conversarono, poi  esausti crollarono pressoché subito sul duro pavimento di terra battuta. 

era notte, le stelle e le comete brillavano nel cielo blu
un’aura blu attraversava il prato davanti alla capanna

di che cosa hanno parlato prima di addormentarsi

  • dei sogni di Jonas e della sua famiglia (0%)
    0
  • di Skarlatta, Saurin, e l'oltre-mondo (0%)
    0
  • delle motivazioni di Lilith (100%)
    100
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18 Commenti

  • Vetril l’orco, semplicemente perché hai messo il nome!

    Mamma che schifo! Non ho ancora capito che razza di creatura fosse, ma doveva essere ben pericolosa, se Saurin indietreggiava spaventato… Mi sa che “cresciuto” non sarebbe stato così facile sconfiggerlo.

    Ciao 🙂

  • Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

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