CRONACHE DELL’OLTRE-MONDO 4

Dove eravamo rimasti?

di che cosa hanno parlato prima di addormentarsi delle motivazioni di Lilith (100%)

VERSO TOWER

Al mattino si rimisero in marcia, seguendo i due Ratok in testa al gruppo. Mud e Vud avevano asserito di essere certi che quella fosse la giusta direzione per Tower. Il terreno, ricoperto di aghi di pino e foglie, era ancora umido per la lieve pioggerella che c’era stata quella notte. Al passaggio del maestoso Saurin, delle enormi impronte si imprimevano nel fango. Jonas, in groppa al Jorm-Tuk, accarezzava il suo pelo nero soffice e gradevolmente morbido al tatto. Quando quella mattina il ragazzino era salito sulla schiena di Saurin, aveva dovuto sedersi più avanti, quasi sopra l’attaccatura del suo massiccio collo, poiché quelle membrane che il Jorm-tuk aveva ai lati della groppa erano cresciute ulteriormente, e ora quei tegumenti ancora molto fini, venati ed attraversati da piccole striature ossee, ogni tanto si alzavano e si abbassavano, come piccolissime ali che ancora non si spiegano bene, e quando si alzavano sbattevano addosso al ragazzo.
Davanti a lui e Saurin, Vud saltellava spensierato con L’abètu stretto in mano. Ogni tanto lo roteava tra le tozze dita, con una velocità impressionante.
ˮ Chissà se sa combattere con L’abètu, o sa utilizzare la magia.ˮ pensò Jonas guardandolo. Poi si rivolse a Mud, che invece esaminava la zona, in cerca di selvaggina.
« Chi devo incontrare a Tower? E poi quando entriamo in città, Saurin dove mi aspetterà? Non posso mica farlo vedere alla g…»
« Fa silenzio! » lo interruppe Mud. Qualcosa si mosse dentro a un grosso ammasso di muschi e licheni verdi, facendo scuotere l’intero cespuglio. Mud si fermò subito e si irrigidì, con lo sguardo fisso verso la vegetazione. Anche Saurin drizzò le lunghe orecchie appuntite. Vud invece rimase a bocca aperta, con un piccolo rivolo di saliva che gli colava dall’angolo della bocca, in un’ assorta espressione di stupore. Il cespuglio si mosse nuovamente. Qualcosa scattò velocemente fuori dai muschi, e ben più veloce – quasi impercettibile – fu il lancio del pugnale di Mud, che passò da parte a parte il ventre di un piccolo coniglio selvatico, che dopo due profondi respiri smise di vivere. Tra gli alberi si levò il garrito di un pappagallo.
ˮ La foresta delle fate ne è piena, di pappagalli ˮ pensò il ragazzo.
«Oggi si mangia coniglio, signori!» annunciò Mud, tutto soddisfatto, alzando il coniglio per le zampe posteriori e osservandolo mentre dondolava e sgocciolava sangue sul terreno.
Vud, con il suo originale modo di esultare : « Wuoo, Wuooo! » saltellava a pugni chiusi. Mud si avvicinò a Saurin e Jonas. «Tieni, reggilo tu, appena usciamo dalla boscaglia troviamo un prato in cui accamparci e lo cuociamo. Tu sai accendere un fuoco da campo?» Nel passare il coniglio a Jonas però, Mud, che non si era nemmeno reso conto che dal momento in cui aveva ucciso la preda, Saurin stava annusando il terreno intriso di sangue, con gli occhi spalancati dall’eccitazione e con grandi zaffate d’aria dal muso, fece lo sbaglio di avvicinare troppo il coniglio al collo di Saurin. Il Jorm-Tuk si dimenticò della pozza di sangue che stava leccando, alzò la testa di scatto e strappò il coniglio di mano a Mud. Per poco non gliela staccò.
Ci fu un « nooo » generale, che sulle labbra di Vud e Jonas sembrò quasi divertito, mentre dalla voce di Mud trasparì solo una certa scocciatura. « Bravo, grandioso! E ora che ci mangiamo noi? » domandò a Saurin, che aveva praticamente inghiottito il coniglio senza nemmeno masticarlo.
« Stupido Jorm-Tuk! » Tuonò Mud. Saurin di scatto gli puntò il muso in faccia, fissandolo con i suoi occhi verdi a palla. A quel punto Mud indietreggiò e decise che invece di lamentarsi avrebbe cacciato altra selvaggina.
« Saurin non si fa! Quel cibo era per tutti noi. » Gli disse Jonas in tono più caldo e amichevole, accarezzandogli il fianco.
« Miuh, Miuh » rispose il Jorm-Tuk, alzò la testa e leccò vivacemente la faccia del ragazzo.
Continuarono a camminare. Quella mattina il cielo era limpido, il globo alto nel cielo rischiarava e riscaldava la foresta nei punti in cui le grosse fronde degli alberi erano semi-aperte e separate l’una con l’altra, facendo così entrare i raggi. Jonas aveva caldo, e quando i due Ratok si tolsero le loro maglie logore, intrise di sudore, quando notò che Saurin ansimava e sbavava copiosamente mentre camminava, si rese conto che il ciclo nuovo era alle porte.
E con lui i venti.
Si fermarono in prossimità di un fosso pieno di alti cespugli di more e gelsi. « Riposiamoci » disse Mud. Il Ratok estrasse una brocchetta d’acqua dalla borsa che aveva precedentemente legato attorno al collo di Saurin, prima che si mettessero in cammino dalla capanna dei due contadini.
« Bisognerà cacciare qualcos’altro allora.» Sentenziò Mud. Il suo amico Vud e Jonas si sedettero su delle grosse rocce al lati del fosso. Vud bevve dalla sua brocca e poi la passò a Jonas.
Intanto Mud era sceso giù nel fosso con il coltello in mano, camminando attraverso uno stretto passaggio tra due grossi cespugli di more.
« Oh mie Dèe…» sussurrò. « Venite a vedere! »

Cos'è che Mud ha visto?

  • Una strana creatura. (100%)
    100
  • Il cadavere di un uomo. (0%)
    0
  • Un enorme cervo morto. (0%)
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18 Commenti

  1. Un po’ biblico ma Azalel mi piace 🙂

    È andata esattamente come avrei voluto votare, però ^_^

    >« Le kai, il villaggio, Skarlatta, sono esistiti centinaia di ere fa… »
    Come ha detto Jonas, c’è qualche problema di tempi… ma sono felice di averci azzeccato 😀 (adoro di casini temporali ^_^)

    Ciao 🙂

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