CRONACHE Di ERYA

IL SOGNO DI BILANCH

Quando più tardi, una volta tornato al castello, Sir Artur Bilanch raccontò il suo sogno, tutti i presenti nella Sala Grande scoppiarono in una fragorosa risata.
Era tornato dalla caccia al cervo e puzzava di vino rancido.

« Mia Signora » aveva esordito, mentre si inginocchiava alla base della breve scalinata che conduceva al trono di legno intarsiato, squadrato, imbottito sull’alta spalliera ornata d’oro. Seduta su quel trono da ormai dieci rotazioni vi era Glenda Assary, della famiglia Assary-Ary, risiedente nella città di Brath, ad est di Goldstone.
Anche lei, troneggiante su quello scranno che era appartenuto al suo defunto marito, aveva riso di gusto, portandosi signorilmente una mano davanti la bocca per contenere l’ilarità. 
Gli altri presenti nella sala, perlopiù nobili, ma anche cavalieri e banchieri, e due Ratok straccioni che servivano loro pietanze e vino sfrecciando come due ossessi tra le fila di tavoli imbanditi; risero. Risero tutti, ma solamente dopo che ad iniziare fu Glenda. Inizialmente, nel sentire la storia del cavaliere, tutti erano rimasti muti ed attoniti. Forse per timore reverenziale, o forse perché una parte di loro credeva a quell’assurda storia. L’unica che non aveva riso era stata la principessa Lilith. Lei era rimasta in silenzio, a contemplare l’uomo inginocchiato davanti a lei e a sua madre, con un cupo interesse gli trapelava dagli occhi rossi.
Alla fine, tra il brusio che si era levato tra i commensali, tutti celebri invitati al banchetto di inaugurazione delle nozze di Lilith, si era imposta la voce di Glenda.
« Silenzio, adesso! »
Tutti tacquero immediatamente, come destati da un brutto incantesimo. Poggiarono i loro boccali di birra sui lunghi tavoli, buttarono nei piatti di ceramica i cosci di pollo che ancora stringevano tra le dita unte di sugo.
Un cavaliere dall’aspetto pasciuto, con le gote infuocate dal troppo vino, per poco non ci si strozzò, tanto fu il suo sussulto.
Una strana quiete si era adesso abbattuta sulla sala, spezzata solo da qualche tintinnio di posate poggiate nei piatti o sui tavoli, e dallo strusciare delle suole degli stivali di qualcuno che si agitava sul proprio scranno per vedere meglio la scena tra le teste degli invitati seduti in prima fila. Gli sguardi di tutti erano sul cavaliere.

« So che è impossibile da credere, mia Signora, ma ti giuro che le ho viste, ho visto le fiamme rosse. » Nella sua voce c’era paura, sembrava addirittura sul punto di scoppiare in lacrime. Gli occhi di Glenda lo scrutarono, lo esaminarono, gli penetrarono nelle ossa.
« Ho visto i fuochi, i fuochi rossi dall’oltre-mondo. Ghermivano le creature, bruciavano gli infanti, ridevano crudelmente… »
Questa volta nessuno rise, nell’aria aleggiò di nuovo un lieve e cupo brusio.
« Voglio il silenzio! Signori, di grazia! » S’impose Glenda. Lilith, seduta alla sua sinistra su uno dei due troni più bassi ai lati della Regina, continuò a contemplare Artur con curiosità. I suoi occhi rossi erano uguali a quelli di sua madre, ma la sua bellezza era di gran lunga superiore. 
« Sir Artur, posto che questo sia vero, perché io non ho visto nulla nello Specchio-Filo? »
« Non lo so » rispose Sir Artur perplesso.
« Ma ti prego, credimi! Era così reale, mia Signora! Ho visto il sacro trascrittore, le sacre kai, ho visto… »
« Adesso ci dirai che hai visto anche il sacro creatore, Sir? »
tuonò Glenda, spazientita.
« Ho visto i mostri che scaturivano da quelle fiamme, e che aggredivano le divinità… »
Due nobildonne sedute in fondo trasalirono. I due Ratok, dietro di loro, ascoltavano il racconto poggiati su una colonna di marmo, con un tovagliolo poggiato sull’avambraccio e indosso un grembiule da cucina. 
La Regina sbatté una mano sul bracciolo del trono. « Sto cominciando ad innervosirmi! »
Il cavaliere abbassò lo sguardo, mentre molti dei presenti tenevano il loro fisso su Glenda, come alla disperata ricerca di una rassicurazione da parte di lei. 
« Erya è in perfetto equilibrio! Sei ubriaco, e quello era solo un sogno, posto che non te lo sia inventato di sana pianta! »
Come in una stolida cantilena però, il cavaliere ripeté: « Ho visto le fiamme, le fiamme rosse del distruttore… le ho viste, le ho viste…»
Glenda si alzò in piedi di scatto, inferocita.
« Vieni qui a terrorizzare queste persone, sulla base di cosa? Di un maledetto sogno?! »
« I sogni spesso ci rivelano la verità. Perché non vi presti più attenzione, Madre? » intervenne Lilith, la voce impregnata di sarcasmo.
Glenda raggiunse allora la parete alle loro spalle, gli occhi di tutti la scrutarono mentre si posizionava davanti all’enorme Specchio-Filo con la cornice d’oro massiccio che da dietro il trono a sua volta scrutava la sala.
Lo specchio-filo serviva a maghi, streghe e devoti consacrati, per comunicare con l’oltre-mondo ed apprendere e concretizzare la sua volontà di pace. 
Uno dei due Ratok, quello più basso e giovane, sussurrò qualcosa nell’orecchio dell’altro.
« Andiamocene, ho una brutta sensazione. »

Che succede?

  • Glenda vede qualcosa nell'oltre-mondo, e qualcosa entra in lei (25%)
    25
  • Per ora niente, il cavaliere viene cacciato dalla sala, ma il suo è un sogno premonitore (0%)
    0
  • Glenda vede qualcosa nell'oltre-mondo, ma per ora non succede nulla (75%)
    75
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42 Commenti

  1. Se mi posso permettere ho notato, da quando ti seguo, una forte “crescita” nella tua scrittura. Ci sono scene così ben descritte che arrivano ad entusiasmare il lettore, al punto di farlo applaudire.
    Ora, mi chiedo e TI chiedo: perché non provi a cambiare genere, mettiti alla prova, stupiscici perché hai tutte le carte.
    Bravo, ciao

    • Non sai quanto mi faccia piacere questo commento! E’ vero, sento di aver acquisito maggiore tecnica. Scrivo qui prevalentemente per migliorare, per ricevere consigli e critiche, e sicuramente non per gli incpoints, che qui su questa piattaforma vengono bramati come il pane. No, scrivo per commenti come il tuo, che mi aiutano a crescere e migliorare. Grazie di cuore 😀
      Certo, mi cimento anche negli Horror, che credo peraltro siano il mio genere preferito da sempre, da quando ero un bambino. Ma questa storia Fantasy la sento mia, non so, sento come se mi venisse da dentro, come se mi appartenesse, perciò ora mi sono come ” fermato ” su questa. 😀

  2. Vi dispiace che vengano decimati i cavalieri perché li abbiamo appena conosciuti e mi sarebbe piaciuto saperne un po’ di più, ma la cosa più logica è proprio: verranno decimate kai e cavalieri. Quelli che sopravviveranno, dieci anni dopo saranno tra i protagonisti della grande storia di Jonas.

    Ciao 🙂

    • Sì sì, ma infatti sono indeciso su quanti farne sopravvivere. Beh credo sia logico far sopravvivere almeno Bilanch, e una delle kai, che poi… Magari… Dieci anni dopo, nei panni di una splendida strega di nome Skarlatta addestrerà jonas in un villaggio che in realtà è una illusione magica? Ops.. Spoiler… Mal’ idea mi è venuta così, al volo, su due piedi, e mi piace! 😁😆
      Ciao 😊

  3. Voto per l’ombra: ho pensato potesse riferirsi a Lilith… Lilith e Glenda sono i due personaggi principali, e uno scontro tra loro potrebbe essere interessante per il lettore per conoscerle meglio.
    Mi intriga molto il fatto che la scrittura in questo mondo abbia un rolo importante, anche se non ho ancora ben capito quale, e non vedo l’ora di capirne di più.
    Devo dire che il testo centrato mi ha messo un po’ in difficoltà.
    A presto! 🙂

    • Ciao, sì, una spiegazione del tomo della vita già c’è, è scritta e pronta ma per ovvi motivi di spazio, e per non fare uno ” Spiegone ” La metterò nei capitoli successivi. D’altra parte se avessi spiegato tutto in un capitolo poi che gusto c’era per chi leggeva?😃 al prossimo e grazie per esser passato

  4. Voto che Glenda vede qualcosa, ma ancora non succede nulla. Preferisco che la tensione cresca ancora un po’…
    Un inizio comico-grottesco assolutamente non banale! Mi hai catturata fin dalla prima riga. Hai messo molto in palio, e non vedo l’ora di scoprire di più su questo mondo, la sua struttura e la sua mitologia. A presto! 🙂

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