CRONACHE Di ERYA

Dove eravamo rimasti?

Che succede? Glenda vede qualcosa nell'oltre-mondo, ma per ora non succede nulla (75%)

L’INVOCAZIONE

La Regina Glenda contemplò lo specchio-filo, che occupava l’intera parete marmorea dietro i tre Troni. Limpido e lucente, l’immenso specchio era avvolto in uno strano alone di mistero. Sembrava l’occhio di una qualche misteriosa entità che persuadeva chiunque lo guardasse. Tutti i presenti in sala erano in attesa che la loro Regina scrutasse nell’oltre mondo e che conferisse con le dodici Kai. Loro le avrebbero mostrato la retta via, le giuste azioni da mettere in pratica.

Lilith si alzò e raggiunse sua madre. Quello di Glenda fu poco più che un lieve sussurro.
« Pronunzia con me »
Lilith rimase a guardarla. Di solito era spavalda e sicura di sé, ma ora nel suo sguardo aleggiava un alone di incertezza.
Tuttavia fu proprio lei a cominciare.
Congiunse entrambe le mani in preghiera, seguita da Glenda, ed iniziò l’invocazione.
« Mi rivolgo al sacro creatore »
La voce di sua madre si affiancò alla sua.
« Mi rivolgo al sacro creatore… »

Lo scopo era sempre stato quello di preservare il fragile equilibrio tra creatore e distruttore, tra bene e male. L’ordine dei sacri eletti, del quale Glenda era somma Madre, praticava la volontà del creatore tramite pensieri ed azioni che tutti gli uomini dovevano seguire, per conseguire lo scopo ultimo: la pace e la prosperità nel mondo. Ovviamente esisteva un altro lato della medaglia. Secondo quanto riportato dagli atti più antichi dell’immenso tomo della vita, nell’alba delle ere il creatore non avrebbe avuto ragione di esistere se non ci fosse stato insieme a lui un suo uguale e contrario. Non era concepibile l’esistenza di uno se non fosse esistito due. Ed Erya era nata proprio su quell’equilibrio.
Creatore e distruttore.
Naturalmente, anche il distruttore aveva i suoi seguaci e i suoi profeti.
Fino a quel momento non si erano mai scontrati. A proteggere quell’equilibrio c’erano le Kai: esseri divini che una volta erano stati streghe o maghi. Esseri neutrali, evanescenti, angelici. La loro parabola al mondo faceva sì che questo compiesse azioni buone o cattive e il tutto era bilanciato. Loro erano il sacro sigillo indistruttibile che manteneva stabile il creato e il distrutto.
O almeno così si pensava.

Il ratok giovane sussurrò nell’orecchio di quello pulcioso.
« Mi stai a sentire testa di zucca? Perché non smammiamo? »
L’altro, stizzito, gli rispose con indifferenza.
« Non possiamo, razza di idiota, dove vuoi che andiamo? »
Il Ratok giovane ritornò con lo sguardo allo specchio-filo.
« Poi non ti azzardare a dire che non ti avevo avvertito. »
« E mi rivolgo al sacro trascrittore » continuò Glenda. Sua figlia la accompagnò nella preghiera, ripetendo dopo di lei le medesime parole.
« Che scrive la tua volontà sul grande tomo…» dissero all’unisono. Le loro voci erano una soave cantilena. 
« E mi rivolgo alle kai, le sacre partorenti del mondo e degli eventi »
Proseguirono in una soffice accoppiata di voci assolutamente angeliche.
« Noi vi amiamo e vi veneriamo, noi pratichiamo il vostro verbo…»

Glenda sentiva, anzi, aveva sempre sentito, sin quando ne aveva memoria, il peso di questa responsabilità gravare sulle sue spalle. Con il tempo questo tormento l’aveva corrosa, resa burbera, aspra nei modi e nelle parole. Conferire con le Kai, mettere in pratica i loro insegnamenti, garantiva a tutto il creato di Erya quella prosperità che andava ad affiancarsi e contrapporsi alla volontà del distruttore.

« Oh, mie Dèe » sussurrò il Ratok giovane, esterrefatto. L’altro di fianco a lui non disse nulla, ma sembrava ancora più basito.
Lo specchio-filo assunse un colore dapprima celeste, poi tendente al blu.
Allora tutti i nobili presenti in Sala furono come assolti da quella preoccupazione che li opprimeva come un’immensa zavorra.
Il blu era il colore del creatore, la sua energia, la sua essenza.
Continuarono a fissare lo specchio, come assorti, ma i loro volti assunsero l’espressione di chi questo tipo di scene le vede spesso. E con la tranquillità di chi è sicuro che vada tutto bene.
Le due immagini riflesse di Glenda e Lilith assunsero una colorazione blu e una consistenza incerta, come nubi, poi si dissolsero. Gli altri non poterono vederlo. Né i nobili, né il cavaliere, né quei due Ratok malconci. Ma al posto dei riflessi di Glenda e Lilith, nello specchio c’era l’immagine di dodici donne, interamente coperte da lunghe tuniche blu e avvolte in una tenue aura blu e rossa. Erano riunite in cerchio, le mani congiunte in preghiera e il capo chino, coperto da un largo cappuccio. 
« Parlateci, o nostre creatrici. » Ripetettero insieme, ed entrambe allungarono una mano verso lo specchio. I loro occhi erano sia blu che rossi, incarnavano la simultaneità di bene e male, la presenza di tutti e due gli esseri supremi.
Nel buio profondo e inscrutabile dei loro volti, gli occhi delle kai si accesero come piccole torce, ed erano anch’essi di colore blu e rosso. Lo specchio cominciò a sfumarsi di tante bande luminose rosse, come una magnifica aurora boreale.

« Ci siamo. » annunciò Glenda.

Cosa diranno le Kai a Glenda e Lilith?

  • '' Il profeta del distruttore è giunto '' (33%)
    33
  • '' Un'ombra grava sulla giovane '' (67%)
    67
  • Niente, per ora non vi è nessun problema (0%)
    0
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42 Commenti

  • Se mi posso permettere ho notato, da quando ti seguo, una forte “crescita” nella tua scrittura. Ci sono scene così ben descritte che arrivano ad entusiasmare il lettore, al punto di farlo applaudire.
    Ora, mi chiedo e TI chiedo: perché non provi a cambiare genere, mettiti alla prova, stupiscici perché hai tutte le carte.
    Bravo, ciao

    • Non sai quanto mi faccia piacere questo commento! E’ vero, sento di aver acquisito maggiore tecnica. Scrivo qui prevalentemente per migliorare, per ricevere consigli e critiche, e sicuramente non per gli incpoints, che qui su questa piattaforma vengono bramati come il pane. No, scrivo per commenti come il tuo, che mi aiutano a crescere e migliorare. Grazie di cuore 😀
      Certo, mi cimento anche negli Horror, che credo peraltro siano il mio genere preferito da sempre, da quando ero un bambino. Ma questa storia Fantasy la sento mia, non so, sento come se mi venisse da dentro, come se mi appartenesse, perciò ora mi sono come ” fermato ” su questa. 😀

  • Vi dispiace che vengano decimati i cavalieri perché li abbiamo appena conosciuti e mi sarebbe piaciuto saperne un po’ di più, ma la cosa più logica è proprio: verranno decimate kai e cavalieri. Quelli che sopravviveranno, dieci anni dopo saranno tra i protagonisti della grande storia di Jonas.

    Ciao 🙂

    • Sì sì, ma infatti sono indeciso su quanti farne sopravvivere. Beh credo sia logico far sopravvivere almeno Bilanch, e una delle kai, che poi… Magari… Dieci anni dopo, nei panni di una splendida strega di nome Skarlatta addestrerà jonas in un villaggio che in realtà è una illusione magica? Ops.. Spoiler… Mal’ idea mi è venuta così, al volo, su due piedi, e mi piace! 😁😆
      Ciao 😊

  • Voto per l’ombra: ho pensato potesse riferirsi a Lilith… Lilith e Glenda sono i due personaggi principali, e uno scontro tra loro potrebbe essere interessante per il lettore per conoscerle meglio.
    Mi intriga molto il fatto che la scrittura in questo mondo abbia un rolo importante, anche se non ho ancora ben capito quale, e non vedo l’ora di capirne di più.
    Devo dire che il testo centrato mi ha messo un po’ in difficoltà.
    A presto! 🙂

    • Ciao, sì, una spiegazione del tomo della vita già c’è, è scritta e pronta ma per ovvi motivi di spazio, e per non fare uno ” Spiegone ” La metterò nei capitoli successivi. D’altra parte se avessi spiegato tutto in un capitolo poi che gusto c’era per chi leggeva?😃 al prossimo e grazie per esser passato

  • Voto che Glenda vede qualcosa, ma ancora non succede nulla. Preferisco che la tensione cresca ancora un po’…
    Un inizio comico-grottesco assolutamente non banale! Mi hai catturata fin dalla prima riga. Hai messo molto in palio, e non vedo l’ora di scoprire di più su questo mondo, la sua struttura e la sua mitologia. A presto! 🙂

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