CRONACHE Di ERYA

Dove eravamo rimasti?

Ma? Glenda lo ferma con un cenno della mano e gli da un misterioso ordine (100%)

LA FUGA DEI RATOK

Glenda lo fermò con un cenno della mano. Un raggio di sole ammiccò sull’enorme ametista incastonato in uno dei suoi anelli.
« No, tu rimani. »
Così Sir Bilanch tornò ad inginocchiarsi.
« Attendo ordini, mia Signora.» disse, in un tono che però risultò forzatamente convinto.
Lilith scrutò a fondo la sala, gli occhi rossi che sondavano ogni angolo, parete o colonna, alla ricerca dei Ratok; ma di loro neanche l’ombra.
« Dove sono andati quei due pezzenti? » domandò sprezzante, quasi più a se stessa che ai soldati di guardia davanti all’enorme portone d’ebano cesellato che dava l’ingresso alla sala.
« Portateli qui! » sbottò alla fine.
I due giganteschi uomini, formidabili in armatura argentea ed elmo a muso di tigre, partirono immediatamente alla ricerca dei due Ratok, ogni loro passo scandito da uno sferragliare di placche gambali e spade attaccate ai cinturoni, fino a che non scomparirono totalmente nell’ombra in fondo al lunghissimo corridoio che conduceva alle cucine.
« Partirete oggi stesso. » Glenda torreggiava su Sir Bilanch, così cupa in volto da dare l’impressione che avesse bevuto veleno della notte. Quell’ordine, emesso così imperativamente, parve sconvolgere ancora di più il cavaliere, che si strinse nelle spalle come un ragazzino rimproverato.
« Ma…mia signora… nessuno mette più piede nell’oltre-mondo da interi cicli. No, ma che dico, ere! » esclamò, sconcertato. Teneva l’elmo d’argento con le ali ai lati ben stretto tra le mani, i capelli ricci e neri appiccicati sulla fronte imperlata di sudore. Molte volte Glenda, e prima di lei il suo defunto marito Dwayne, si erano domandati cosa ci facesse un pacioccone del genere nell’ordine dei cavalieri incaricati. Sir Artur Bilanch era un uomo alto, grosso, e dall’aspetto bonario, che sebbene in passato fosse stato un ottimo combattente, leale ed abile maestro di spada che a soli diciotto anni aveva ricevuto l’onore di entrare a servire nella compagnia degli incaricati, adesso era un beone in pensione che trascorreva le sue giornate tra battute di caccia e bevute insieme a suo fratello Mark.
« Hai forse da obiettare, mio Sir? » gli domandò Glenda, inarcando un sopracciglio e storcendo la bocca in una cupa smorfia di disgusto.
« Ti ricordo che tu sei un cavaliere incaricato, sir. » intervenne Lilith, gli occhi rossi, gelidi. La luce del sole che entrava tra le colonne di marmo illuminava la sua pelle liscia facendola apparire aurea.
« Mia signora…mie signore… »
Ma gli sguardi delle due contesse, incombenti su di lui come gli occhi di due serpi velenose, soffocarono il suo rifiuto sul nascere.
Sir Artur Bilanch era ben a conoscenza dell’immenso disonore di cui si sarebbe lordato se avesse rifiutato l’incarico, e peraltro temeva la punizione che la Regina gli avrebbe afflitto.
Se i regni di Erya erano ancora tutti uniti, seppur in una pace apparente, tenuta a sento; lo si doveva all’opera dei sovrani delle famiglie Gold e Assary, che nel corso dei cicli e delle ere avevano divinato e professato al mondo la parola delle sacre kai, mentre i loro cavalieri incaricati si accollavano il gravoso onere di entrare nell’oltre-mondo, qualora ve ne fosse stata la necessità. Ma perché, proprio ora? Cosa avevano scrutato nello specchio-filo quelle due arpie incoronate ed ingioiellate a festa?
A giudicare dalla tetra preoccupazione che ottenebrava i volti delle due Regine, era chiaro allora che quello che Bilanch aveva raccontato loro poco prima, davanti ad un’accozzaglia di cavalieri e nobili grassi e ubriachi, non fosse solo un sogno indotto dal troppo vino, bensì qualcosa di più: una premonizione.
Lui stesso aveva stentato a crederci. Uscendo dal bosco, di ritorno da una battuta di caccia che alla fine si era rivelata pure inconcludente, non aveva pensato ad altro. Mentre lui e suo fratello attraversavano la strada per Goldstone, in groppa a due purosangue neri, e con due fiaschette mezze vuote ben strette nella mano di entrambi, era tornato e ritornato con la mente a quelle fiamme, e alle creature grottesche che ne erano uscite fuori. Uccidevano infanti, aveva raccontato, inginocchiato davanti a Glenda, dopo aver spergiurato di dire la verità, nient’altro che la verità; ghermivano le divinità che avevano creato Erya, e poi, addirittura, divoravano il trascrittore? No, non ci aveva creduto subito, aveva inizialmente dato tutta la colpa al fatto che era ubriaco, e al fatto che era ubriaco anche la sera prima, e quella prima ancora; ma quelle fiamme, e quei volti ringhianti distorti dalle loro lingue di fuoco purpuree… alla fine Bilanch si era convinto della veridicità del sogno, e aveva parlato.
« Mia Signora! » I soldati della guardia tornarono nella Sala. 
« I due Ratok non si trovano. Abbiamo cercato in tutto il castello, e dato ordini di ritrovarli ai soldati nel cortile. Sembra siano scomparsi.» Il soldato stringeva nervosamente l’elsa della spada con la mano. L’altro ansimava per il fiatone, il ventre grosso come una botte che si gonfiava spasmodicamente ad ogni respiro..

Prossimo capitolo.

  • La follia dall'oltre-mondo (33%)
    33
  • La spedizione dei cavalieri incaricati (0%)
    0
  • La fuga dei due Ratok (67%)
    67
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42 Commenti

  • Se mi posso permettere ho notato, da quando ti seguo, una forte “crescita” nella tua scrittura. Ci sono scene così ben descritte che arrivano ad entusiasmare il lettore, al punto di farlo applaudire.
    Ora, mi chiedo e TI chiedo: perché non provi a cambiare genere, mettiti alla prova, stupiscici perché hai tutte le carte.
    Bravo, ciao

    • Non sai quanto mi faccia piacere questo commento! E’ vero, sento di aver acquisito maggiore tecnica. Scrivo qui prevalentemente per migliorare, per ricevere consigli e critiche, e sicuramente non per gli incpoints, che qui su questa piattaforma vengono bramati come il pane. No, scrivo per commenti come il tuo, che mi aiutano a crescere e migliorare. Grazie di cuore 😀
      Certo, mi cimento anche negli Horror, che credo peraltro siano il mio genere preferito da sempre, da quando ero un bambino. Ma questa storia Fantasy la sento mia, non so, sento come se mi venisse da dentro, come se mi appartenesse, perciò ora mi sono come ” fermato ” su questa. 😀

  • Vi dispiace che vengano decimati i cavalieri perché li abbiamo appena conosciuti e mi sarebbe piaciuto saperne un po’ di più, ma la cosa più logica è proprio: verranno decimate kai e cavalieri. Quelli che sopravviveranno, dieci anni dopo saranno tra i protagonisti della grande storia di Jonas.

    Ciao 🙂

    • Sì sì, ma infatti sono indeciso su quanti farne sopravvivere. Beh credo sia logico far sopravvivere almeno Bilanch, e una delle kai, che poi… Magari… Dieci anni dopo, nei panni di una splendida strega di nome Skarlatta addestrerà jonas in un villaggio che in realtà è una illusione magica? Ops.. Spoiler… Mal’ idea mi è venuta così, al volo, su due piedi, e mi piace! 😁😆
      Ciao 😊

  • Voto per l’ombra: ho pensato potesse riferirsi a Lilith… Lilith e Glenda sono i due personaggi principali, e uno scontro tra loro potrebbe essere interessante per il lettore per conoscerle meglio.
    Mi intriga molto il fatto che la scrittura in questo mondo abbia un rolo importante, anche se non ho ancora ben capito quale, e non vedo l’ora di capirne di più.
    Devo dire che il testo centrato mi ha messo un po’ in difficoltà.
    A presto! 🙂

    • Ciao, sì, una spiegazione del tomo della vita già c’è, è scritta e pronta ma per ovvi motivi di spazio, e per non fare uno ” Spiegone ” La metterò nei capitoli successivi. D’altra parte se avessi spiegato tutto in un capitolo poi che gusto c’era per chi leggeva?😃 al prossimo e grazie per esser passato

  • Voto che Glenda vede qualcosa, ma ancora non succede nulla. Preferisco che la tensione cresca ancora un po’…
    Un inizio comico-grottesco assolutamente non banale! Mi hai catturata fin dalla prima riga. Hai messo molto in palio, e non vedo l’ora di scoprire di più su questo mondo, la sua struttura e la sua mitologia. A presto! 🙂

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