Grand Tour a Roma

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Friedrich? Accetta l'invito (63%)

Promesse infrante

I Palleschi abitavano in una piccola villetta con giardino sul retro, al centro del quale torreggiava un grande ciliegio ancora spoglio. Friedrich, mentre si avvicinava alla casa, poteva sentire il suono di un pianoforte provenire da essa e pensò che dovesse trattarsi di Cesare. Quando suonò il campanello, la musica si interruppe e dopo un po’ la porta si aprì. Lo accolse una domestica di mezza età che lo accompagnò in salotto: Cesare era seduto in poltrona e si stava girando una sigaretta.

“Ah, sei arrivato”, disse quando Friedrich entrò nella stanza, infilandosi la sigaretta tra le labbra. Poi gli indicò la poltrona davanti a sé. “Accomodati. Non ti dispiace se fumo, vero?”.

No”, rispose Friedrich con voce incerta mentre prendeva posto. Non si era mai ritrovato in una situazione simile e si sentiva a disagio, anche se, nel tumulto di emozioni che provava in quel momento, c’era anche una forte eccitazione.

Cesare iniziò a parlare del più e del meno, come se Friedrich, che si limitava a rispondere quasi solo con monosillabi, fosse venuto a trovarlo perché passava da quelle parti; poi andarono entrambi in giardino, sotto la veranda, e la conversazione, approfittando di un breve riferimento che Cesare fece a Flaminia, si spostò sull’argomento che stava loro a cuore.

Fu un momento strano per Friedrich. In seguito, ripensando a quel dialogo, non sarebbe riuscito a ricordare né le parole che si dissero, né gli attimi che precedettero il bacio che si scambiarono; tuttavia successe, e solo una frase gli rimase marchiata a fuoco in testa.

Non ti devi innamorare di me“, aveva sussurrato Cesare. “Promettimelo“.

Friedrich aveva annuito. Per quanto fosse una frase bizzarra da dire in quel momento, aveva capito subito il senso di quella richiesta.

E ovviamente Flaminia non dovrà sapere niente. Nessuno dovrà saperlo”.

Tuttavia Friedrich non riuscì a mantenere quella seconda promessa. Nel frequentare Cesare, infatti, si ritrovò suo malgrado anche a stretto contatto con Flaminia, e le sue visite a casa dei Palleschi (oltre a quelle che faceva di nascosto quando Cesare si trovava da solo) venivano scambiate come atti di corteggiamento nei confronti della ragazza, che era contenta di quelle attenzioni e ricambiava quel sentimento che pensava essere rivolto a lei.

Friedrich avrebbe volentieri evitato quel malinteso, se non fosse per il fatto che era stato Cesare a dirgli di continuare a frequentarla.

Si insospettirebbe se, all’improvviso e senza un motivo apparente, non ti facessi più vivo. Senza contare il rischio che correremmo se qualcuno ti vedesse entrare a casa mia”.

Tuttavia Friedrich si sentiva in colpa. L’idea di ingannare di proposito una ragazza che aveva cominciato a stargli a cuore lo faceva stare male ed è per questo che, dopo circa un mese dall’inizio della sua relazione con Cesare, decise di confessarglielo.

Era un pomeriggio di inizio aprile. Il signor Palleschi aveva invitato alcuni conoscenti a casa sua – dottori, avvocati, parlamentari – per parlare di attualità e politica, e ne aveva approfittato per invitare anche Friedrich per conoscere il punto di vista tedesco e rendere il confronto più interessante. Cesare era assente perché in conservatorio.

Inizialmente intimorito da quelle presenze, Friedrich si era subito sentito a proprio agio grazie al loro carattere cortese e alla mano, e ne aveva approfittato per sviscerare le nozioni che apprendeva dai giornali.

Anche da voi si crede che il conflitto nei Balcani possa allargarsi in Europa?”, venne domandato a Friedrich.

Sì, molti parlano di questo, ma girano anche voci di un armistizio”.

“Sì, pare che le ostilità finiranno presto”, intervenne il signor Palleschi. “Ma potrebbero riprendere in ogni momento”.

Flaminia non partecipò molto alla conversazione. Ogni tanto faceva qualche commento che, a onor del vero, non era affatto privo di interesse, ma si poteva ben vedere che si stava annoiando; infatti dopo un po’ comunicò di andare fuori in giardino a prendere un po’ d’aria e domandò a Friedrich se si volesse unire a lei. Lui annuì e insieme uscirono in veranda, dove si era scambiato il primo bacio con Cesare. Fu Flaminia che diede il La alla confessione.

“C’è qualcosa che non va?”, gli domandò infatti, vedendolo un po’ in imbarazzo: non diceva niente e si guardava intorno con aria nervosa, torcendosi le mani.

“No, perché?”, domandò lui a sua volta con voce incerta.

Flaminia lo guardò dritto negli occhi, come per soppesare quello che vi vedeva e rispondere di conseguenza. “Non so, ti vedo strano. E devo ammettere che è da un po’ che ho questa sensazione”.

“Davvero?”.

Flaminia annuì. “E non riesco a capire se sei così di tuo, se questo è semplicemente il tuo vero carattere, o se qualcosa ti turba”.

“Tu che pensi?”.

“Che qualcosa ti turba”.

Friedrich esitò; per un attimo decise di fare finta di niente e di negare, ma poi pensò che forse non avrebbe avuto più un’occasione del genere; quindi decise di buttarsi e, senza guardarla, le raccontò della relazione con il fratello.

Come reagisce Flaminia?

  • Con tristezza, scoppia a piangere ma poi le passa (50%)
    50
  • Con stupore, ma accetta di mantenere il segreto (25%)
    25
  • Con rabbia, non vorrà più vederlo (25%)
    25
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111 Commenti

  • Ciao,Lorenzo
    l’aver deciso di continuare con un seguito ti ha fatto rilassare (si percepisce proprio un sorta di sospiro di sollievo, sbaglio?) reputo questo un capitolo più di passaggio che conclusivo e va benissimo così, dato che ritroveremo i personaggi a breve. Ho trovato singolare il cambiamento sia del clima che di decisione da parte di Friedrich, ma immagino che tu abbia voluto rappresentare con il rasserenarsi del cielo anche lo stato d’animo del ragazzo.
    Non so come fosse il Tevere a quei tempi, ma non sono sicura che fosse proprio cristallino.
    Bene, che altro dire, fin qui hai fatto un ottimo lavoro, vediamo come te la cavi con la seconda parte 🙂

    Alla prossima!
    p.s. non farci aspettare troppo.

    • Grazie ancora per i complimenti e per tutte le osservazioni, le apprezzo molto!
      Sì, forse l’idea di continuare la storia mi ha permesso di scrivere con una prospettiva diversa, anche se devo confessare che, se avessi deciso di non continuare, il finale sarebbe stato probabilmente uguale se non nell’ultimo paragrafo. Poi hai ragione, anche secondo me le acque del Tevere non erano proprio azzurre e ti dirò che ho anche visto diversi dipinti per cercare di farmi un’idea, ma poi ho deciso di idealizzare un po’ il paesaggio e la città piuttosto che dare una connotazione troppo realistica, chiedo venia per questa licenza 😀
      Prometto comunque di mantenere un buon ritmo, a presto!

  • Alla fine ho deciso che continuerò il racconto con un seguito, anche se quest’ultimo capitolo può comunque essere considerato un finale che chiude la prima parte della storia. Grazie mille per tutti i vostri commenti perché mi sono stati utili e hanno permesso di migliorarmi, spero che anche la seconda parte possa essere di vostro gradimento!

  • (ti ricopio il mio commento x essere sicuro tu lo legga)
    Ciao Lorenzo ? ho appena letto! Scusami, non mi arrivano le notifiche e spesso alcuni commenti vanno persi!
    In merito alla tua storia, si, sembra che tu abbia in qualche modo molto da dare al tuo personaggio. È una vicenda umana che personalmente mi stava appassionando e che dovrebbe prenderti tutto il tempo e lo spazio che necessiti. Potresti chiudere il decimo capitolo in maniera aperta, così da lasciarci col dubbio, e riflettere sul da farsi. Io ti spingo a continuare, comunque sia!
    Per quanto riguarda questo capitolo, sono contento ti sia piaciuto. Ho dovuto tagliare pesantemente qui anche io, credo si veda, mi sembra scorra poco… È dura comprimere tutto, la fantasia spazia e…
    Ad ogni modo grazie per essere passato e a presto!

  • Gli ultimi commenti mi hanno fatto riflettere molto su questo racconto e sul suo finale e, dal momento che mi è parso di capire che questa storia sia giunta alla conclusione troppo in fretta, avevo pensato di approfittare ulteriormente dell’interattività del sito e di chiedervi se vorreste un seguito oppure no. Personalmente avevo già pensato a questa eventualità intorno al terzo o al quarto capitolo, quando mi sono reso conto che il racconto stava prendendo più spazio di quanto avessi previsto e che ero costretto a tagliare i capitoli anche della metà, ma poi ho preferito comprimere la storia invece di dilatarla perché non mi andava molto a genio l’idea di dividerla in più parti, volevo arrivare subito alla conclusione senza correre il rischio di dover allungare il brodo. Tuttavia, se fossi sicuro di aver raccontato tutto quello che avevo da dire nel modo in cui volevo non prenderei proprio in considerazione l’idea di un seguito e scriverei semplicemente il finale così come l’avevo pensato; dato che però così non è mi sembra giusto che siate voi a decidere le sorti di questa storia, in modo che possa scrivere il finale in base al vostro giudizio!

  • Ciao, Lorenzo.
    Ero indecisa sull’opzione da scegliere, poi ho puntato sul museo… vediamo come va a finire.
    E quindi siamo quasi alla fine, immagino che la digressione sugli avvenimenti francesi del XVIII secolo servissero a introdurre la riflessione dei due ragazzi tuttavia, forse io l’avrei accorciata. Avrei anche separato i periodi raccontano di Cesare e Flaminia e di Friedrich e Leonardo, ma sono piccolezze.
    Non ci rimane che restare a guardare quel che succede, chissà se si concluderà tutto in questi dieci episodi. 🙂
    Alla prossima!

  • Grazie al commento che hai lasciato alla mia storia, ho scoperto questa storia. Mi piace molto e ad un certo punto prende questa svolta in attesa. L’unica cosa è che da inguaribile romantica che sono avrei voluto che ti soffermassi un po’ di più sul primo appuntamento e soprattutto sul primo bacio.
    Confidarsi con Flaminia, mi sembra il seguito migliore. Dato il carattere di Cesare e l’assoluta segretezza nella quale voleva mantenere il suo rapporto con Friedrich , sarà difficile per lui e si troverà spiazzato venendo a sapere che lei sa già tutto. Non vedo l’ora di leggere come deciderai di far proseguire. Seguo.

  • Rimettiamo in gioco Flaminia, ho scelto l’ipotesi in cui Cesare le chiede un consiglio, non gettiamo via subito la spugna. Quanto a Friedrich, forse avrei accennato alla guerra imminente come motivo della sua improcrastinabile partenza. Poi ha glissato un po’ troppo su motivi del perché il ragazzo voglia tornare in Germania. “Sai cosa intendevo”. Glielo spiegò, cercando di unire chiarezza e sensibilità ” Potevi spiegarli anche a noi!
    Questo poi è solo un’idea mia, magari è dovuto alla necessità di stare dentro alle battute consentite.
    Aspetto il prossimo capitolo, peccato che siamo quasi alla fine.

    • Capisco quello che intendi. Principalmente sì, ho sintetizzato per motivi di spazio, però, se devo essere sincero, anche se non avessi avuto limiti avrei sempre lasciato del non detto in quel caso, sia per evitare di impantanarmi in un dialogo complicato, sia perché mi piaceva l’idea che tra loro ci fosse una sorta di complicità, come se si capissero subito senza bisogno di dire esplicitamente certe cose, non so se sono riuscito a spiegarmi. Poi la guerra non l’ho aggiunta come motivazione sia perché ne vorrei accennare nel prossimo capitolo, ma soprattutto perché avrei sottinteso al fatto che Friedrich sarebbe potuto rimanere, cosa non in linea con il personaggio per come l’ho pensato. Spero comunque di riuscire a contenere tutto negli ultimi due capitoli senza dover sacrificare troppo!

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