Grand Tour a Roma

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce Flaminia? Con tristezza, scoppia a piangere ma poi le passa (50%)

Ciliegie di sangue

Per un attimo Flaminia rimase impassibile. Poi cominciò a tremarle il labbro inferiore e infine scoppiò a piangere, nascondendosi il volto tra le mani. Se prima Friedrich era un po’ a disagio, adesso era in forte imbarazzo, non sapeva che fare. Avrebbe voluto cingerle le spalle e dirle qualcosa per confortarla, ma per qualche motivo rimase immobile e in silenzio accanto a lei, limitandosi a fissare il ciliegio davanti a loro, che aveva iniziato a fiorire.

“Scusami”, disse poi Flaminia asciugandosi le lacrime con il dorso della mano.

No, scusami tu. Ti ho presa in giro, non dovevo farlo. Mi dispiace”.

Flaminia gli sorrise con gli occhi arrossati. Poi, vedendo la sua espressione preoccupata, disse: “Tranquillo, non dirò niente”.

“Grazie”.

Spero che continuerai comunque a venirmi a trovare. Mi piace stare in tua compagnia”.

Friedrich le sorrise a sua volta. “Anche a me”.

E così la relazione tra Cesare e Friedrich proseguì tra incontri segreti, sguardi complici e baci rubati, in una clandestinità che la rendeva ancora più eccitante. Tuttavia una spada di Damocle gravava sulla loro testa: la partenza di Friedrich. Entrambi erano consapevoli che la loro relazione non poteva sopravvivere al suo ritorno in Germania, anche se evitavano sempre di parlarne, facendo finta di niente. Solo a fine maggio, quando i fiori bianchi del ciliegio, portati via dal vento, avevano lasciato spazio alle foglie e i frutti, ormai maturi, affollavano la chioma dell’albero in giardino, Cesare affrontò per la prima volta l’argomento.

“Quand’è che riparti di preciso?”, gli domandò. Erano a letto, coperti solo da un lenzuolo leggero, in un pomeriggio in cui si trovavano a casa da soli: Flaminia e la madre erano in visita a dei parenti.

Friedrich non rispose subito, spiazzato dalla domanda. “Quando finisce il semestre“.

Cesare si voltò su un fianco, poggiando la testa sul palmo della mano. “Hai mai pensato di restare?”.

Friedrich teneva lo sguardo fisso al soffitto. “No, non ci ho mai pensato…”.

“Devi tornare per forza?”.

Anche Friedrich si voltò su un fianco e guardò Cesare. “Non lo so… tu lo sai quanto mi piace questa città, quanto mi piace stare qui con te. Però…”. “Però?”. “Questa non è casa mia”. Appena pronunciate quelle parole, Friedrich si pentì di essersi addentrato in questo discorso, ma ormai il danno era fatto. “Potrei stare qui anche un altro semestre, un altro anno, ma prima o poi verrà il momento in cui dovrò tornare. Heimweh, diciamo noi, qualcosa di simile alla nostalgia, ma è più come un dolore dato dalla lontananza, e lo sto già cominciando a sentire. Più di quanto avrei immaginato”.

“Capisco”, disse Cesare, tornando a sdraiarsi sulla schiena.

“Non te la prendere, tu non c’entri, anzi… però capiscimi, per quanto importante questa per me è una parentesi, io ho già una vita in Germania“.

Altre parole di cui si pentì subito. Cesare gli lanciò un’occhiataccia e si alzò dal letto.

“Aspetta”, disse Friedrich raggiungendolo. “Sai cosa intendevo”. Glielo spiegò, cercando di unire chiarezza e sensibilità nel tentativo di non urtare ulteriormente i suoi sentimenti; e sembrò riuscirci. Quando si salutarono, infatti, si scambiarono un bacio tenero e appassionato, in cui Friedrich percepì tutta la forza del sentimento dell’amato. Eppure Cesare era ancora molto turbato. Una volta solo, rimase a lungo a fissare il ciliegio gonfio di frutti, molti dei quali erano caduti a terra, ripensando alla conversazione appena avvenuta.

Non pensava che sarebbe arrivato a questo punto. Aveva iniziato quella storia con lo stesso spirito con il quale ne aveva iniziate altre in passato, una conquista fatta soprattutto per capriccio, per alimentare il suo lato narcisistico, da troncare non appena gli fosse venuta a noia o gli avesse iniziato a creare problemi. Pensava che fosse Friedrich l’anello debole della coppia, che fosse lui, Cesare, a tenere in mano il gioco, ma le carte erano state rimescolate e adesso rischiava lui di uscirne con le ossa rotte; ma non ci poteva fare niente. C’era qualcosa in Friedrich – ma non avrebbe saputo dire cosa – che non aveva mai visto in nessun altro e che l’aveva completamente risucchiato. Ripensandoci a posteriori, forse era stato proprio questo ad attrarlo a lui, e non il bel visino e l’atteggiamento timido, come aveva pensato all’inizio. No, si trattava di altro.

Mentre ci rimuginava su, con in testa la melodia di una sonata di Schubert, gli vennero in mente delle parole, dei versi. Ogni tanto si dilettava a comporre delle poesie. Andò in camera sua e prese il taccuino, poi si affacciò alla finestra, che dava sul giardino, e iniziò a scrivere.

Cade la neve primaverile

dai rami del ciliegio

imbiancando il verde prato.

Di verde in bianco

e di bianco in verde

mentre gocce di sangue

macchiano la folta chioma

e stillano a terra

punteggiando il candore

della neve destinata

a essere spazzata via.

Una volta scritta la rilesse diverse volte; poi, chiuso il taccuino, prese una decisione.

Che cosa ha deciso Cesare?

  • Di continuare come se niente fosse (0%)
    0
  • Di confidarsi con Flaminia, per chiederle consiglio (100%)
    100
  • Di lasciare Friedrich, per evitare di soffrire troppo in seguito (0%)
    0
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100 Commenti

  1. Gli ultimi commenti mi hanno fatto riflettere molto su questo racconto e sul suo finale e, dal momento che mi è parso di capire che questa storia sia giunta alla conclusione troppo in fretta, avevo pensato di approfittare ulteriormente dell’interattività del sito e di chiedervi se vorreste un seguito oppure no. Personalmente avevo già pensato a questa eventualità intorno al terzo o al quarto capitolo, quando mi sono reso conto che il racconto stava prendendo più spazio di quanto avessi previsto e che ero costretto a tagliare i capitoli anche della metà, ma poi ho preferito comprimere la storia invece di dilatarla perché non mi andava molto a genio l’idea di dividerla in più parti, volevo arrivare subito alla conclusione senza correre il rischio di dover allungare il brodo. Tuttavia, se fossi sicuro di aver raccontato tutto quello che avevo da dire nel modo in cui volevo non prenderei proprio in considerazione l’idea di un seguito e scriverei semplicemente il finale così come l’avevo pensato; dato che però così non è mi sembra giusto che siate voi a decidere le sorti di questa storia, in modo che possa scrivere il finale in base al vostro giudizio!

  2. Ciao, Lorenzo.
    Ero indecisa sull’opzione da scegliere, poi ho puntato sul museo… vediamo come va a finire.
    E quindi siamo quasi alla fine, immagino che la digressione sugli avvenimenti francesi del XVIII secolo servissero a introdurre la riflessione dei due ragazzi tuttavia, forse io l’avrei accorciata. Avrei anche separato i periodi raccontano di Cesare e Flaminia e di Friedrich e Leonardo, ma sono piccolezze.
    Non ci rimane che restare a guardare quel che succede, chissà se si concluderà tutto in questi dieci episodi. 🙂
    Alla prossima!

  3. Grazie al commento che hai lasciato alla mia storia, ho scoperto questa storia. Mi piace molto e ad un certo punto prende questa svolta in attesa. L’unica cosa è che da inguaribile romantica che sono avrei voluto che ti soffermassi un po’ di più sul primo appuntamento e soprattutto sul primo bacio.
    Confidarsi con Flaminia, mi sembra il seguito migliore. Dato il carattere di Cesare e l’assoluta segretezza nella quale voleva mantenere il suo rapporto con Friedrich , sarà difficile per lui e si troverà spiazzato venendo a sapere che lei sa già tutto. Non vedo l’ora di leggere come deciderai di far proseguire. Seguo.

  4. Rimettiamo in gioco Flaminia, ho scelto l’ipotesi in cui Cesare le chiede un consiglio, non gettiamo via subito la spugna. Quanto a Friedrich, forse avrei accennato alla guerra imminente come motivo della sua improcrastinabile partenza. Poi ha glissato un po’ troppo su motivi del perché il ragazzo voglia tornare in Germania. “Sai cosa intendevo”. Glielo spiegò, cercando di unire chiarezza e sensibilità ” Potevi spiegarli anche a noi!
    Questo poi è solo un’idea mia, magari è dovuto alla necessità di stare dentro alle battute consentite.
    Aspetto il prossimo capitolo, peccato che siamo quasi alla fine.

    • Capisco quello che intendi. Principalmente sì, ho sintetizzato per motivi di spazio, però, se devo essere sincero, anche se non avessi avuto limiti avrei sempre lasciato del non detto in quel caso, sia per evitare di impantanarmi in un dialogo complicato, sia perché mi piaceva l’idea che tra loro ci fosse una sorta di complicità, come se si capissero subito senza bisogno di dire esplicitamente certe cose, non so se sono riuscito a spiegarmi. Poi la guerra non l’ho aggiunta come motivazione sia perché ne vorrei accennare nel prossimo capitolo, ma soprattutto perché avrei sottinteso al fatto che Friedrich sarebbe potuto rimanere, cosa non in linea con il personaggio per come l’ho pensato. Spero comunque di riuscire a contenere tutto negli ultimi due capitoli senza dover sacrificare troppo!

  5. Ciao, Lorenzo.
    Mi è piaciuto molto questo capitolo. Molto poetico: l’immagine del ciliegio è delicata ed evocativa. Complimenti. Mi è piaciuta anche la poesia, l’hai scritta tu?
    Giusto per non risultare troppo buona, ti segnalo questa frase: “ e lo sto già cominciando a sentire.” Non è sbagliata in sé, ma a me suona male.
    Non ho altro da aggiungere, se non: Bravo.

    Alla prossima!

    p.s. si confida con la sorella

    • Grazie mille per i complimenti! Sì la poesia l’ho scritta io, all’inizio non per il racconto, ma poi ho pensato che ci sarebbe stata bene e ho deciso di inserirla. In realtà avevo dei dubbi sull’immagine del ciliegio perché avevo paura che fosse troppo “ingombrante”, visto che non ha una funzione narrativa ma serve solo a evocare un’atmosfera e a sottolineare lo scorrere del tempo, quindi sono contento che l’hai apprezzata 😀

  6. Percepisco la tenerezza fra i due e mi si spezza il cuore a puntare il cursore su “Di lasciare Friedrich, per evitare di soffrire troppo in seguito” quindi scelgo la confidenza con Flaminia (dimmi che porterà a qualcosa di buono…)
    Bello, bello, bello!

  7. Ciao, Lorenzo.
    Che colpo di scena! Non me lo aspettavo.
    Forse avrei dedicato più tempo ai due (Cesare e Friedrich), un sentimento nascosto che trova il modo di venir fuori meriterebbe più particolari, ma è un mio punto di vista e la storia, naturalmente, è tua 🙂
    Se posso, ti farei notare solo la frase: “Inizialmente intimorito da quelle presenze, Friedrich si era subito sentito a proprio agio…” se inizialmente era intimorito come si è sentito subito a suo agio? Forse ci sarebbe stato bene un “poi” o un “invece”?
    Ho votato per la tristezza, forse Flaminia già sospettava dell’amore del fratello verso quello che credeva essere un suo pretendente.
    La storia comunque fila e ora sono curiosa di vedere come ci si avvia al finale.

    Alla prossima!

    • Vero, intendevo dire che si è sentito a poco agio dopo poco tempo, ma scritta così è effettivamente un controsenso, grazie per avermelo fatto notare 😀
      Qualche dettaglio in più su Friedrich e Cesare (soprattutto su quest’ultimo) ci sarà nel prossimo capitolo, anche se, visto il poco spazio a disposizione, dovrò per forza di cose sintetizzare il tutto, ma cercherò di essere il più esaustivo possibile. Grazie ancora e a presto!

  8. Ciao, finalmente sono riuscita a recuperare i tuoi capitoli. Devo dire che si tratta di un racconto ben scritto e davvero particolare, ambientato in un periodo storico di cui non mi è capitato spesso di leggere.
    Voto per Flaminia che si arrabbia, dal momento che mi pare l’opzione che più rende interessante il suo personaggio. Alla prossima!

  9. E’ un capitolo che mi ha lasciato dei sentimenti contrastanti, ci sono cose che mi sono piaciute tanto e altro pochissimo.
    Mi è piaciuto come hai presentato il primo approccio tra i due, hai evitato un dialogo che poteva risultare ostico da gestire e allo stesso tempo hai scritto una grande verità: di certi momenti importanti delle nostre vite non ricordiamo tutto, ricordiamo dei frammenti, alcuni dettagli. Questa frase mi è piaciuta tantissimo: “In seguito, ripensando a quel dialogo, non sarebbe riuscito a ricordare né le parole che si dissero, né gli attimi che precedettero il bacio che si scambiarono; tuttavia successe, e solo una frase gli rimase marchiata a fuoco in testa.” Mi ci sono identificata moltissimo.
    Invece non è piaciuto come hai gestito la cosa con Flaminia, sbrigativa e fredda. Tanto che non sapevo bene cosa votare. Ognuna delle tre opzioni ha qualcosa che non mi convince. Ragionandoci su, mi sono detta che forse Flaminia non è del tutto all’oscuro delle inclinazioni del fratello, quindi la rivelazione non le dovrebbe giungere del tutto inaspettata (anche se magari non si aspettava che il fratello decidesse di avere una relazione proprio con il ragazzo che le interessava), quindi manterrà il segreto (anche perchè all’epoca non era cosa che si potesse sbandierare ai quattro venti). Per i prossimi capitoli spero darai un po’ più spazio ai sentimenti dei tre ragazzi. Buon lavoro!

    • Ti ringrazio per il bel commento, sia per i complimenti su quello che ti è piaciuto e sia per le critiche su quello che non ti è piaciuto, mi aiutano molto!
      Diciamo che comprendo la tua perplessità riguardo le opzioni visto che anch’io ho avuto qualche difficoltà nel pensarle e anche quando le ho scritte non ne ero molto soddisfatto, ma altri possibili sviluppi non mi venivano in mente. Non mi convince molto il fatto che Flaminia potesse sapere o sospettare qualcosa riguardo l’orientamento sessuale del fratello, nonostante l’abbia descritta come una ragazza molto intelligente, visto che in tal caso avrebbe cercato di non farsi soffiare Friedrich sotto il naso, e se avessi fatto riferimento a questo avrei dovuto rinunciare al colpo di scena, che tra l’altro non era previsto fin dall’inizio ma mi è venuto in mente dopo. Però hai sicuramente ragione sul fatto che avrei potuto gestire meglio il rapporto tra Flaminia e Friedrich, aspetto su cui ho avuto non poche difficoltà al punto che la seconda metà del capitolo l’ho scritta e riscritta più volte, cercherò di fare meglio negli ultimi capitoli 😀
      Grazie ancora e a presto!

  10. Ciao Lorenzo, scusa per essere passato solo ora a commentare. Ho riletto un po’ il capitolo e… Non me l’aspettavo! Non sembrava esserci niente nei capitoli precedenti che preannunciasse una cosa del genere. Ma soprattutto ora sono spaventato/entusiasta per come potrà finire e per come la prenderà Flaminia, povera, che è stata usata!
    A presto e complimenti! Secondo me Flaminia è triste, ma poi li aiuta ad entrambi perché li vol bene.

  11. L’amore è il più nobile dei sentimenti e chi ama non può che reagire con rabbia quando scopre che sia stata solo un’illusione.
    Bel capitolo, ma avrei un appunto da fare (se mi posso permettere): perché non ti sei soffermato un po’ di più sui sentimenti di Cesare?
    Mi è sembrato più un capriccio che un sentimento dichiarato.
    Alla prossima.

    • Certo, ci mancherebbe 😀
      Non mi ci sono soffermato più che altro per motivi di spazio, ma anche perché, come hai giustamente notato, quello di Cesare è proprio un capriccio, una conquista dettata principalmente dalla vanità, almeno all’inizio. Poi nei prossimi capitoli cercherò di dare spazio anche ai suoi sentimenti e di descrivere se e come cambieranno. A presto!

  12. Anche questo capitolo è stato all’altezza degli altri, complimenti! Svolta inaspettata devo ammettere… Voto per il pianto di Flaminia anche se si riprenderà presto, vero? 😀
    Un commento “tecnico”: ho trovato le ultime righe (dove c’è una ripetizione del verbo decidere!) meno scorrevoli del resto del racconto. Io le avrei divise con dei punti per sottolineare la sensazione di esitazione del protagonista.
    Alla prossima!

    • Hai ragione, c’è una ripetizione che non avevo notato e quelle righe in effetti sono un po’ macchinose, mi sono fatto prendere la mano e ho messo un punto e virgola di troppo. Grazie per l’osservazione e per il commento, vedremo come si comporterà 😀

  13. Ciao, Lorenzo.
    Leonardo, immagino, avrà un ruolo nella storia per questo ho votato che accetta l’invito, ma un imprevisto gli impedisce di andare. Siamo già a buon punto, hai quattro capitoli per creare l’intoppo, risolverlo e concludere.
    Il capitolo mi è piaciuto, però non ho capito il perché del passaggio sulla riunione segreta di poeti, nel senso: o serviva a creare un legame (con Leonardo, appunto) oppure a creare contrasti, ma non è accaduto molto a parte l’annoiarsi del protagonista.
    Ti segnalo questa frase:
    “Certo”, disse Friedrich, che poi si congedò. Dopodiché si diresse…”
    Io toglierei il “che poi”, c’è già “dopodiché” 😉

    Alla prossima!

    • Sono d’accordo sulla ripetizione, grazie per avermela fatta notare 😀
      Il senso di quella scena era più che altro aggiungere una sfumatura al carattere di Friedrich, che si lascia coinvolgere in cose che non lo convincono del tutto, e di far vedere come Leonardo sia più interessato all’aspetto goliardico dell’università che non a quello prettamente didattico e culturale, oltre a creare un legame tra i due, come hai giustamente notato. Poi era anche una scenetta che mi divertiva e l’ho scritta più che altro per questo, però è vero che effettivamente aggiunge poco o nulla alla narrazione.
      Grazie comunque per le osservazioni sempre precise e utili, a presto!

  14. Ogni volta che leggo un episodio ho delle chiare immagini nella testa, perciò complimenti per il tuo modo di scrivere e descrivere le scene!
    In minoranza ho votato per una settimana dopo (un mese mi sembra quasi troppo), vedremo però cosa succede alla festa visto che sta prevalendo 🙂

  15. Ciao, Lorenzo.
    Un mese dopo, a una festa. Anche perché diamo già avanti coi capitoli e rischi di non riuscire a raccontare tutto.
    Il capitolo è scorrevole e i dialoghi credibili. Ho notato una disattenzione nella frase: “ e soprattutto di come questo gli sia venuto così naturale.“ ad mio parere ci andava “ fosse” visto che la narrazione e al passato. A parte questo, e due “così” troppo vicini, direi che stai andando bene.
    Alla prossima!

  16. Ciao Lorenzo 🙂 davvero complimenti per la struttura della storia e la fluidità dei dialoghi. La figura di Cesare mi turba (l’introduzione a metà racconto anche: cosa ti ha spinto a prolungare il setup della storia così tanto?); tuttavia, hai nominato l’università un bel po’ di volte, per cui vorrei vedere cosa ci aspetta lì. Ti segui, ancora complimenti e…a presto.
    p.s.: Siamo nei primi del 900′?

    • Sì siamo nel 1913, come è scritto nel primo capitolo.
      Grazie per il bel commento! Cosa ti turba esattamente di Cesare? Effettivamente avrei potuto introdurre questo personaggio un po’ prima, però ho voluto procedere con calma introducendo man mano i vari elementi della storia, anche se mi sono reso conto di essere indietro rispetto ai tempi. Spero in ogni caso di non comprimere eccessivamente la storia!

  17. Ciao, il racconto procede che è una meraviglia, leggero e scorrevole. Belle le descrizioni di Roma, quel senso di meraviglia che incanta il turista che vi arriva la prima volta, poi Roma ad inizio secolo doveva essere qualcosa di romantico e decadente al cintempi.
    In un primo momento avrei votato per il fidanzato, ma forse è troppo banale, quindi ho scelto il fratello pensando che potrebbe essere un altro di quei ragazzi a cui presto la guerra cambierà la vita. Buon lavoro!

  18. Eccomi, Lorenzo. Ciao.
    Bene, bene una storia romantica con Roma come sfondo… mi piace come l’hai messa giù. L’unica cosa che non ho capito è il perché del grassetto per alcune parole; sai cosa? mi viene da cliccarci sopra come se si trattasse di link ma, ovviamente, non succede nulla.
    Direi che la cara Flaminia sta con il fratello, l’amica poteva suscitare gelosie e il fidanzato non ce lo vedo proprio in una storia così.
    Aspetto allora il seguito e seguo a mia volta.
    Alla prossima!
    p.s. mi mancava proprio TheIncipit 🙂

    • Grazie per essere passata, sono contento che seguirai il racconto e che ti stia piacendo 😀
      Il grassetto l’ho usato solo per il titolo del giornale, immagino ti riferisci al corsivo visto che ho notato che me lo dà di un colore più scuro. L’ho usato principalmente per le parole straniere e per i nomi di quotidiani o locali, anche se in effetti, ricontrollando, in un paio di casi potevo forse evitarlo.
      Comunque grazie ancora e a presto!
      p.s. Ti capisco, ha fatto piacere anche a me ritornare su questo sito dopo un po’ che mancavo!

  19. Ciao!
    Ho appena finito di leggere i vari capitoli del racconto e accidenti, ti faccio i miei più vivi complimenti.
    Essendo particolarmente interessato al periodo storico di primo ‘900 trovo il racconto veramente ben fatto e strutturato, quindi seguo veramente interessato!

  20. La zia di mia nonna dava in affitto le camere del suo grande appartamento vicino alla stazione Termini agli studenti che venivano dalle Marche, figli di parenti, per lo più, negli anni 30/40. Mia nonna me ne raccontava spesso, perché anche lei per un periodo ha abitato con questa zia. Così ho avuto una piccola fitta di nostalgia nel leggere la descrizione dei coniugi Porro, è un caso molto simile a quello della mia prozia. Nel prossimo capitolo andiamo in giro per Roma.
    Nessuna imprecisione, anzi un tratto di originalità nello scegliere il XX secolo e non il XVIII.

    • Onestamente nel pensare e descrivere questa scena sono andato molto a intuizione, nel senso che non mi sono basato su nessuna esperienza reale, vissuta o raccontata, per cui mi fa molto molto piacere sapere di essere riuscito a farti rivivere questo ricordo legato alla tua famiglia 😀

    • Grazie mille! In effetti un’ambientazione settecentesca sarebbe stata più appropriata, visto che all’inizio del Novecento non era già più di moda, ma mi interessava questo periodo storico in particolare. Cercherò di non commettere altre imprecisioni 😀

  21. Ciao 🙂
    Premetto che stai ambientando il tuo racconto in un periodo storico che, letteralmente, ADORO (sono appassionato di storia e mi piace approfondire tematiche legate alle guerre mondiali), ho votato “Affabili e cordiali”.
    Ho apprezzato molto la parte dell’incontro con Carlo, sembrava come guardare quei film in cui si sente la differenza di doppiaggio tra l’attore americano che cerca di parlare italiano e quello americano vero e proprio (non so se mi sono spiegato ahahah); è una bella e calorosa immagine dell’Italia, secondo me!
    Aspetto il seguito!

    • Grazie, non sono sicuro di aver ben capito ciò che intendi, però mi fa piacere che hai apprezzato 😀
      Anche a me la parte relativa alla prima guerra mondiale ha sempre affascinato, in particolare la visione di questo mondo pre-bellico quasi idilliaco che non si aspettava minimamente una catastrofe del genere, e mi interesserebbe raccontare un po’ questo aspetto!

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