Guilt

Josh

Tradimento. Questo ho letto nei suoi occhi che mi fissavano stanchi sotto la pioggia. Il suo corpo ferito a terra, il sangue che ravvivava i colori smorti del fango. Sentivo la testa esplodere, rimbombare nell’eco dei miei pensieri. Il mio cuore era pesante mentre correvo sotto una miriade di gocce.

Torna indietro. Diventava difficile distinguere i miei pensieri dagli urli disperati di Josh. Lo stavo abbandonando, dovevo farlo. No, non lo stavo abbandonando, non puoi abbandonare un morto. Per quanto fosse vivo nell’ultimo istante in cui ci siamo scambiati quegli sguardi, sapevo, ero certo, che non lo sarebbe rimasto per molto. Non valeva la pena rischiare la vita di entrambi per una causa persa. Continuavo a correre con le lacrime copiose che mi scendevano sul mento e si confondevano con la pioggia. Avevo talmente bisogno di urlare che il grido soffocato mi stava logorando la gola, bruciando, torturandomi.

Mi fermai appena girato l’angolo di un incrocio per riprendere fiato. Non mi potevo immaginare che fermarsi volesse dire dare l’opportunità al mio cervello di metabolizzare ciò che stava succedendo.

Dicono che quando stai per morire, ti si presenta tutta la vita davanti. Ora, per qualche strano scherzo del destino, ero inondato dai ricordi di Josh. Il mio senso di colpa indugiava particolarmente sul giorno in cui l’ho trovato in quella casa. Aveva 19 anni, ma sembrava così piccolo e solo. Attorno a noi la festa continuava indisturbata, mentre io lo stringevo tra le braccia e cercavo di riportarlo alla realtà. La bava alla bocca, gli occhi girati fino al retro del viso. Chissà dove eri, cosa stavi guardando. Da quel giorno, ti avevo promesso che non ti avrei abbandonato mai. Ma ero spaventato, Josh, tu mi facevi tanta paura con quel tuo viso pallido e la mia incapacità di aiutarti. Avrei dovuto essere lì ora, a stringerti tra le braccia, a ripeterti disperato che non sarebbe finita qui.  

Un tuono improvviso mi riportò bruscamente alla realtà. Non c’era tempo per i ricordi. Ricominciai a correre e continuai a farlo finché le mie gambe non cedettero facendomi collassare per terra, nel fango. Solo allora mi permisi di urlare, un grido alto, disperato e violento, nella speranza di lacerarmi i polmoni.

Dove continuerà la storia del protagonista?

  • A una seduta psicoterapeutica (25%)
    25
  • Nei suoi incubi (0%)
    0
  • Al funerale di Josh (75%)
    75
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