Il bivio

Dove eravamo rimasti?

"Io... ...sto sognando..." (67%)

Domande

“Io…sto sognando…”
“Sognando? Crede che questo sia un sogno?”
“Non ci capisco più un cazzo…”  Con la mente sempre più confusa, ora Matteo sente uno strano senso di vertigini e di gola secca.
“Tenga, beva”. L’uomo gli porge lo stesso bicchiere, mezzo pieno di una bevanda sconosciuta.
Lo prende. La bevanda ha un gusto vagamente amaro, gli ricorda uno di quegli estratti vegetali detossificanti che gli preparava sempre sua madre.
“Questo…tutto questo è un sogno, vero?”
“Che cos’è un sogno, Matteo?” gli chiede l’uomo, iniziando a fare il giro del bancone per venire a sedersi accanto a lui. Non ricorda di avergli detto il suo nome, come fa a saperlo? “Che cos’è? È fantasia? È creatività? È inconscio?”
“Ma sei un barman o uno psicologo?”
L’uomo ignora la provocazione. “Lo sa che le civiltà precolombiane avevano una vera e propria venerazione per la dimensione onirica? Essi credevano che i sogni fossero una porta tra diverse dimensioni, quella reale in cui viviamo, e le  infinite dimensioni parallele in cui non viviamo”
La testa di Matteo gira sempre più forte. Le parole che ascolta rimbombano prive di senso. “Io…io penso di andare via, non mi sento bene.”
“Beva un altro sorso. Ecco”
Beve ancora. Gli torna in mente di nuovo sua madre. Si ricorda delle lezioni di francese insieme a lei, quando tra una tisana e l’altra cercava di imparare le basi della lingua prima di partire in Erasmus.
“Va meglio?” lo incalza, e prosegue senza attendere la sua risposta. “La sensazione che prova in questo momento è comprensibile. Ma deve fare uno sforzo e restare qui con me ancora un altro po’.”
“Ma restare qui a fare cosa, esattamente?” Il moto di protesta che cresce spontaneo dentro di lui appare intontito, annebbiato. L’aggressività di qualche minuto fa, mentre litigava con quella vecchia pazza di sua madre conciata con quei vestiti assurdi e quel modo di parlare da matta, fa spazio ad una profonda stanchezza e allo smarrimento.
Un momento. Sua madre?
“Sta iniziando a ricordare, vero?”
“Ricordare…”
“Si concentri, signor Matteo”
“Io non…”
“Si concentri su quella donna. Ricorda il suo nome?”
Resta per qualche istante a riflettere, come se cercasse il giusto cassetto della memoria da aprire. “Madame… tu l’hai chiamata Madama…ma il suo nome è Madame… Madame Olga. Olga, sì… Proprio come…”
“Proprio come?” Il tono è sempre più incalzante.
“Proprio come mamma”. Matteo inizia a piangere, all’improvviso. Non sa spiegare il perché, sente le lacrime sgorgare spontanee.
“Bravo Matteo. Bravo. Ora mi dica, qual è l’ultimo ricordo che ha di sua madre?”
Faticando tra i singhiozzi, viene attraversato dal flash di un ricordo che gli balza alla mente come un’istantanea. L’immagine di sua madre sul suo letto di morte. Pallida. Labbra livide. “Mia madre è…mia…lei è…”
“È…??”
“È morta!!” Urla Matteo in un grido di dolore. Ora il pianto lo scuote in modo incontrollato. L’uomo si alza e gli si mette alle spalle, avvicinando la bocca all’orecchio.
“Cosa ti ha dato prima di morire?”
“Io…”
“Concentrati Matteo, ricorda! Cosa ti ha dato?”
“Non lo so, non lo so, lasciami in pace!”
“Un foglio? Un foglio di carta come questo?” Continua a incalzarlo, mettendogli davanti al naso il foglietto di carta da lettera che poco prima la donna gli aveva porto. “Che cosa c’era scritto su quel foglietto? Ricorda!”
“Io non lo so… non so che cazzo c’era scritto, non lo so!”
“Razza di imbecille sovversivo che non sei altro! Devi ricordarti una fottuta scritta su un foglio!” gli urla l’uomo nelle orecchie. Poi con un moto improvviso, gli prende la testa ciondolante e la sbatte contro il bancone. Crack.

Squilla il telefono.

“Sì?”
“…” (Rumore di fondo incomprensibile)
“No, non ha parlato”
“…”
“No, signore, non ha capito dove si trovava, né perchè.”
“…”
“Certo, signore, il recupero di Omega è la priorità, è per questo che…”
“…”
“Ha ragione, signore, mi scusi”
“…”
“Lo terrò sotto controllo. Grazie e arrivederci, signor Presidente.”

Il prossimo capitolo sarà dal punto di vista

  • di Clarissa (100%)
    100
  • del barman (0%)
    0
  • di Matteo (0%)
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