Il diamante

Un’estate siciliana

Il suo sguardo era perso nel vuoto, vagava alla ricerca di qualcuno con cui parlare. La sua bocca, sottile e rosea, era socchiusa tanto da permettere la fuoriuscita di un esile respiro. La folta chioma dorata scendeva sulle spalle e sul petto formando leggere e sinuose onde. Le mani sul grembo, come a proteggere la sua eredità, quel frutto dell’amore che tanto aveva desiderato, erano impreziosite da un piccolo diamante. Per Greta, quell’anello era simbolo della futura unione con Salvatore. 

Era il 16 giugno del 2006 quando Greta sbarca per la prima volta in Sicilia, a Taormina, dove insieme alla sua famiglia avrebbe trascorso le vacanze estive. Dal porto era possibile intravedere le prime rovine greche, le bianche colonne dallo stile dorico, ormai corrose dal tempo. Il paesaggio era caratterizzato da un sole accecante, dal mare cristallino e da maestosi e verdi promontori. Era davvero un posto meraviglioso, pensò Greta.                            

Verso ora di pranzo, la famiglia Villa è già sistemata nelle loro stanze d’albergo. La signora Agnese è intenta a trasferire accuratamente i vestiti dalla valigia all’armadio, mentre il signor Leonardo inizia a leggere il suo giornale, comprato poco prima in uno delle piccole edicole nei dintorni del porto. Greta, invece, alloggiava da sola nella stanza comunicante a quella dei suoi genitori. Dopo aver sistemato i bagagli, si distende sul letto e invia un messaggio alla sua migliore amica Sonia, rimasta al Nord. Nel moderno sms scrive: “Ciao, sono appena arrivata a Taormina ed ora mi trovo in uno degli alberghi più belli e lussuosi della città. Ci sentiamo dopo pranzo, un bacio”.                                                      

-Greta, preparati che scendiamo per il pranzo!-esclama suo padre dall’altro lato della stanza. Contenta di iniziare una nuova avventura, Greta esce subito dal suo alloggio, senza preoccuparsi di aggiustare la capigliatura o di cambiare abito. I pantaloncini di jeans e la camicietta rosa sono più che adatti per un informale primo pranzo nella bellissima Taormina. Dopo aver chiuso la porta, la famiglia Villa si dirige verso il piano inferiore, in cui vi era la sala da pranzo più grande che Greta avesse mai visto. La sua casa milanese era molto grande, ma nulla a confronto dell’albergo in cui ora alloggiava. Proprio per questo si sentiva una delle ragazze più fortunate al mondo, ma sapeva che tutto ciò che aveva non era frutto della fortuna ma del lavoro dei suoi genitori. Infatti, Leonardo era un famoso imprenditore milanese, il quale investiva ogni giorno una grossa quantità di denaro nel settore automobilistico. Agnese, invece, da semplice sarta, negli anni era diventata un vero e proprio guru della moda, una talentuosa stilista. Il marchio lanciato dalla madre di Greta era uno dei più famosi a Milano. Dunque, è soltanto grazie all’impegno della sua famiglia che oggi Greta può permettersi una vacanza dall’assoluto sapore siciliano.

-Due prosecchi-ordina Leonardo.

-Papà, posso assaggiarlo anche io questa volta?-chiede Greta.

-Tesoro, sai come la pensiamo io e tuo padre. Sei ancora troppo giovane per bere alcolici-risponde con dolcezza Agnese. Greta avrebbe compiuto diciassette anni quella stessa estate, ad agosto, ma il suo modo di ragionare e di parlare la facevano sembrare una donna.

-E va bene. Anche se è scientificamente provato che un bicchiere di vino fa bene al cuore-ribatte Greta con forza e determinazione. Dalla sua parlantina sciolta, dal suo carattere risoluto e dall’audacia che trasmetteva ogni volta che parlava, Greta era una delle minorenni più interessanti di Milano. A renderla così intraprendente è sicuramente il fatto di essere stata cresciuta da una donna come sua madre. All’età di sua figlia, Agnese aveva scoperto la passione per le stoffe e, grazie all’aiuto di sua zia, era riuscita ad imparare l’arte del cucito. Tuttavia, se non fosse stata tanto testarda come lo è oggi sua figlia, non avrebbe mai raggiunto il successo, diventando una delle più importanti icone fashion del capoluogo lombardo.

-Siete pronti per ordinare, signori?-chiede con cordialità il cameriere.

-Certamente. Per me portami un’antipasto di mare e un filetto di orata al pepe rosa-risponde Leonardo.

-Io gradirei la spigola alla brace con dell’insalata-continua Agnese.

-Mentre per lei, signorina?-domanda il cameriere rivolgendosi a Greta. 

-Spaghetti allo scoglio, grazie-.

Dopo una decina di minuti, tutte le pietanze arrivarono in tavola caratterizzate da un profumo sublime e da un’aspetto meraviglioso. Per non parlare del gusto… É il piatto di spaghetti allo scoglio più squisito che io abbia mai mangiato in vita mia, pensa Greta.

Nel frattempo, un furgoncino sosta fuori dall’albergo con il compito di scaricare della merce da consegnare al capo chef. Salvatore Rizzo e suo padre scendono dalla vettura per dirigersi verso l’interno della struttura.

Con quale scena inizierà il secondo capitolo?

  • Salvatore e il padre entrano nell'albergo, lasciano la merce e vanno via. (50%)
    50
  • Salvatore entra nell'albergo e intravede Greta. (50%)
    50
  • Salvatore incontra un amico e non entra nell'albergo. (0%)
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5 Commenti

  1. Ciao!! Anche io molisana, che rarità ahahaha
    Bellissima la vostra idea, quella di dare vita a una storia per colorare un po’ questo periodo così grigio e malinconico.
    Lo stile della vostra storia è molto delicato ed elegante, mi piace molto! Aspetto un primo incontro sorprendente, mi raccomando 😉

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