La baccante bastarda

Eccessivamente illegale?!

La volgare zia Ramona aveva esagerato di nuovo. I suoi fin troppo intimi rapporti con l’alcol, uniti con la naturale indole frizzantina e teatrale, finivano per trasformare in barzelletta qualsiasi sua performance alle cene di famiglia. Per l’ennesima volta si trovava in piedi sulla sedia, senza scarpe e con le calze rotte, intenta a declamare il suo più sincero sdegno verso “il fottuto patriarcato, che tanto mi ha tolto e nulla mi ha dato”. Il tutto era stato innescato dalle domande del prozio Ignazio, al quale non era arrivata la cruciale informazione che Ramona aveva il cuore spezzato.

Non erano tante le volte in cui Magda era grata di avere una famiglia esageratamente numerosa, ma paradossalmente in occasioni di quel tipo la cosa giocava a suo favore. Lei e i suoi due cugini preferiti, Selma e Edoardo, avevano capito che il momento in cui zia Ramona convogliava su di sé tutte le attenzioni era quello ideale per riuscire a sgattaiolare via inosservati. Pertanto, non appena nella sala fu predisposta la giusta quantità di caos, i tre vi uscirono senza destare alcun sospetto. Arrivati in mansarda aprirono il lucernaio e uno alla volta fecero il loro furtivo passaggio sul tetto. Magda infilò la mano nella giacca e ne estrasse un piccolo boccino, che, shakerato vigorosamente, diede vita a una fonte di luce capace di irradiare una discreta area di tetto. Selma passò al fratello il pacco di Marlboro Rosse e procedette nell’accendersi la sua.

“Certo che zia Ramona l’alcol non lo regge proprio.”

“Qui lo dico e qui lo nego, ma si vede lontano un miglio che non è una vera baccante.”

“Edo!” La sorella l’aveva rimproverato con una gomitata.

“È inutile che fai così, tanto lo sai che questo è un dato oggettivo. Poi va bene, il nonno ha perdonato la nonna, la zia è comunque la zia… Ma, punto primo, un vero baccante dopo due bottiglie di vino non diventa nemmeno brillo e, punto secondo, se fosse stata una vera baccante il nonno non le avrebbe certo permesso di andare a lavorare per la Corporazione Violazioni Magiche.”

Zia Ramona era quella che nel gergo veniva definita “una bastarda”, ossia un incrocio tra due diverse razze di essere umano. Nello specifico era nata dall’unione tra una baccante, nonna Evelina, e un semplice umanotto, che le aveva ammaliato il cuore e poi era sparito per sempre. All’epoca del tradimento le cose non stavano andando bene tra nonno e nonna, ma in modo quasi paradossale il concepimento di Ramona era stato la scusa per ricominciare da capo. Superata la crisi la famiglia Dionisi era cresciuta in lungo e in largo, riuscendo non solo a risollevare il laboratorio di distilleria, ma a farlo diventare un vero e proprio impero. E se si faceva parte di quella famiglia il fatto che il proprio futuro sarebbe stato all’interno della distilleria lo si aveva scritto nel DNA.

Ramona era però una “Dionisi” solo a metà, pertanto quando anni e anni addietro aveva manifestato il suo disinteresse per l’arte della fermentazione il nonno era sembrato quasi sollevato di lasciarla andare per la sua strada. La realtà era che tra tutti i parenti l’unica che Magda sentiva di ammirare di puro cuore era proprio la volgare e ubriacona zia Ramona. Forse perché tra quella massa di caproni era l’unica che si era demarcata un sentiero tutto suo, oppure, forse, perché anche lei, proprio come la zia, era una bastarda.

“Oddio Magda, scusa! Cazzo… Sono un coglione!”

“Tranquillo Edo.”

Quando fecero il loro ritorno in sala la situazione era ancora abbastanza caotica. Metà dei 24 ospiti era seduta, mentre l’altra metà si trovava in piedi ad assaporare gli amari messi a disposizione sulla tavola. Magda non fece in tempo a togliersi la giacca che zia Ramona la intercettò con un bicchierino pieno fino all’orlo.

“È liquirizia!”

“Grazie zia ma…”

“Tieni la giacca, usciamo.”

La afferrò per il braccio e la trascinò fuori dalla portata di tutti. Magda era incerta di cosa stesse accadendo, solitamente la zia non era così furtiva nei suoi gesti.

“Magda ho bisogno di un favore… Tu hai accesso alla cassaforte della distilleria, vero?”

“Zia!”

“Aspetta! Non ti sto chiedendo di fare nulla di eccessivamente illegale.”

Eccessivamente illegale?!

“Ascoltami, ho bisogno che tu prenda in prestito una cosa per me… Sai cos’è il Rospocodogno?”

“Oh per l’amor del cielo!” Ramona sembrava molto più seria e sobria di quanto Magda si aspettasse e la cosa la preoccupava.

“Magda tu lo sai vero che il mondo magico è pieno di giri loschi? Domani sera ci sarà una festa a cui sarà presente un pezzo grosso. Si dice che voglia comprare un carico immenso di Rospocodogno da tagliare e rivendere non solo all’interno della comunità magica, ma a qualsiasi essere umano in circolo. Io entrerò sotto copertura, ma per avvicinarmi al Commodoro avrò bisogno di dimostrare che sono una venditrice affidabile e l’unico modo è portargli il mio prodotto.”

“Zia perché mi stai dicendo tutto questo?”

“Perché tu sei come me… La distilleria è un bel posto, ma non è l’unica alternativa possibile. Mi aiuterai?”

Come deciderà di rispondere Magda alla richiesta della zia Ramona?

  • Magda decide di aiutare la zia con il Rospocodogno, ma mantenere il segreto di Stato sarebbe da incoscienti… È più saggio informare qualcuno (100%)
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  • La zia non è una persona affidabile e non si può certo scherzare con il Rospocodogno! Meglio optare per una pozione più soft (0%)
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  • Le parole della zia la convincono. Senza farne parola con nessuno decide di sgraffignare la fialetta di Rospocodogno dalla cassaforte (0%)
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13 Commenti

    • Grazie mille per il tuo commento Spring, sono contenta che oltre alla trama ti stia piacendo anche lo stile. Solitamente mi perdo in descrizioni fin troppo prolisse, ma il limite di 5000 caratteri direi che su questo versante mi sta mettendo molto alla prova.
      Molto acuta la tua osservazione sul tema della “bastardaggine”, vediamo a cosa porterà 😉
      A presto!

  1. Voto per aiutare la zia, ma meglio informare qualcuno… se così succederà, chissà quali intrighi e fraintendimenti potrebbero nascere!
    Mi intriga molto questo mondo, dove coesistono Marlboro, patriarchia, ministeri magici e razze umane. Mi è piaciuto l’inizio comico-grottesco della zia ubriaca; visto che iniziamo con lei, penso rimarrà un personaggio centrale alla vicenda… Sono molto curiosa di scoprire di più sul conto della protagonista. A presto! 🙂

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