L’abito da sposa

Dove eravamo rimasti?

Perché quell'uomo guarda la vetrina? Nulla di tutto questo, la realtà è diversa (75%)

La libreria

L’ingorgo si era magicamente risolto e la donna nella sua automobile era ripartita, lasciando l’uomo al suo mistero.

L’uomo intanto si faceva schermo con la mano per osservare meglio l’interno del negozio, e ricordava. Ricordava come era lo spazio tempo prima, quando quella bottega era la sua. La parete là in fondo era completamente ricoperta da scaffali ripieni di libri, così come le due pareti laterali. Su un lato c’era una grande scrivania, sormontata da una vecchia lampada che aveva trovato da un rigattiere e che spandeva una luce morbida e calda, perfetta per leggere seduti sulla comoda e un po’ consumata poltrona, anche quella trovata in un mercatino dell’antiquariato.

Nella vetrina lui esponeva sempre le ultime novità librarie, ma anche qualche libro per bambini, quelli colorati con tanti disegni, e qualche libro di viaggi, con tante belle fotografie, che facessero venire voglia di viaggiare a chi li sfogliava.

Gli scaffali erano divisi per settori, qua la narrativa, più vicina all’ingresso, e i romanzi più attuali; là in fondo il reparto gialli e thriller, polizieschi e avventurosi; nell’angolo invece erano catalogati libri di filosofia, psicologia, saggi e biografie. Libri che erano cercati solo da veri intenditori, che nella sua libreria in realtà erano parecchi.

Ma l’angolo più visitato era quello dei libri in prestito. Sì perché lui non li vendeva solo i libri, li prestava anche. Aveva tutta una serie di clienti che amavano tanto leggere, ma non potevano permettersi di acquistarne sia per questioni economiche sia per questioni di spazio. Molti di loro erano anziani, vivevano soli in piccole case, monolocali, o addirittura in case di riposo dove potevano usufruire solamente di una stanza.

L’uomo ricordava i suoi clienti più affezionati e abituali. C’era una donna che chiedeva solo romanzi “ma solo se andavano a finire bene” dichiarava ogni volta. E quando li riportava non mancava mai di fargli sapere se la lettura era stata soddisfacente o  meno sotto quell’aspetto. “Questo non era tanto bello” – affermava piuttosto seccata – “lui muore alla fine. Che lieto fine è?” Così lui doveva cercare di rassicurarla, e spiegarle che non sempre la morte di un protagonista significa che non ci sia un lieto fine. Ma lei non intendeva ragione, e protestava “Adesso dammene uno che finisca bene, mi raccomando!”

Un altro suo cliente affezionato si fermava sempre in libreria a sfogliare i libri prima di decidersi a sceglierne uno. Si accomodava sul divanetto che lui teneva lì allo scopo e iniziava a leggerne uno; poi se non ne era convinto ne iniziava un secondo, e poi un terzo, e via così fino a che trovava quello “perfetto” da portarsi a casa. Da cosa dipendesse la sua scelta lui non l’aveva mai capito. Inutilmente aveva cercato di indagare, ma l’uomo non sapeva spiegarlo. Così aveva rinunciato a chiedere, accettando il fatto come qualcosa di ineluttabile.

Poi un giorno era entrato nel negozio un ragazzo, giovane, intorno ai vent’anni; aveva chiesto se poteva dare un’occhiata in giro, e al suo cenno di assenso aveva iniziato a girovagare fra gli scaffali e ad esaminare diversi libri. Li prendeva in mano con grande delicatezza, li accarezzava, li sfiorava, poi apriva la copertina, sfogliava qualche pagina, avvicinava il libro al viso annusandolo, e poi con la stessa delicatezza lo riponeva al suo posto. L’uomo lo osservava incuriosito, non sapendo spiegarsi quei suoi gesti.

Dopo qualche giorno il ragazzo era tornato, e gli aveva chiesto se avesse un certo libro ben preciso. “Non so, aspetta che guardo sul catalogo” gli aveva risposto lui.

“Non credo che lo troverà lì – gli aveva risposto il ragazzo – è un libro molto vecchio, introvabile. Se lo avesse lo saprebbe”.
“Dici davvero?” gli aveva chiesto lui “e come mai sei così sicuro che non si trovi più?”
“Perché lo sto cercando da molto tempo, ovunque, e tutti mi dicono che è introvabile.”
“ E cos’ha di speciale questo libro, se posso permettermi?”
“Beh, per me è molto prezioso, l’ha scritto il mio bis-nonno ed è la storia del suo amore perduto. Vorrei tanto leggerlo, nessuno in casa ne vuole parlare, e se faccio domande mi rispondono che è tutta un’invenzione.”
“Capisco. Ma sei sicuro che sia stato pubblicato da una casa editrice regolare? Sai quando non si è scrittori è difficile farsi pubblicare…”
“Sì lo so, conosco il mondo dell’editoria proprio perché la mia famiglia è nel settore. Per questo sono sicuro di quanto affermo, il libro esiste, solo che è andato perduto quasi ovunque.”
“Bene, allora ascolta. Ora non posso allontanarmi, ma se torni questa sera dopo l’orario di chiusura potremmo provare a cercare nella mia soffitta. Lì tengo molti volumi ormai fuori edizione, cose molto vecchie, che a me spiace gettare al macero. Magari là in mezzo avremo fortuna, chissà. Che ne dici?”
“Sì d’accordo, grazie signore, lei è molto gentile. Bene allora, tornerò più tardi, arrivederci. A stesera.”

Cosa troveranno in soffitta i due?

  • ragnatele e muffa (0%)
    0
  • vecchie cianfrusaglie interessanti che apriranno nuove scoperte (0%)
    0
  • il libro tanto cercato del bis-nonno (100%)
    100
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