L’abito da sposa

Dove eravamo rimasti?

Riusciranno il bis-nonno e Ajene a fuggire dalla guerra e avere un futuro? Sì, si salvano e si trasferiscono in Italia dove nascerà il bambino (50%)

La biblioteca

Il libro si interrompeva poche pagine dopo, riportando solo che le truppe avevano dovuto lasciare quella zona di guerra e spostarsi altrove. Il bis-nonno aveva quindi dovuto lasciare Ajene promettendole di tornare a prenderla una volta terminata la guerra. Il ragazzo sapeva dalle storie di famiglia che il bis-nonno era poi tornato dall’Africa ferito ma non in modo grave, ma di una eventuale moglie etiope o di figli non si era mai parlato. Che fine avrà fatto la bella Ajene? e il figlio atteso? si chiedeva il ragazzo inquieto. Sapeva che nella storia di famiglia c’era un segreto, e sperava di scoprirlo nel diario del bis-nonno ma evidentemente non era così. Doveva continuare a cercare, ma dove?

     *        *         *           *

Quella mattina era in ritardo tremendo, la sveglia non aveva suonato, o forse sì ma lei non l’aveva sentita. Solo quando Momo, la sua gattina affamata era saltata sul letto iniziando a strusciarsi e miagolare affamata si era resa conto che era mattina e che era in ritardissimo. Nutrita la micetta – che aveva chiamato così in onore dell’eroina dell’omonima storia di Michail Ende – trangugiato un caffè ancora bollente, si era scapicollata fuori da casa ed era riuscita a prendere l’autobus al volo. Entrata nella grande Biblioteca comunale dove lavorava per uno stage aveva notato gli strani sguardi dei pochi visitatori presenti a quell’ora, nonché della bibliotecaria che, gli occhialini spinti sulla punta del naso, la squadravano con aria truce. “Dafne, ma come ti sei vestita?” l’apostrofò brusca “E sei in ritardo!”.
“Lo so, scusami Marialda, la sveglia non ha suonato!” e abbassò lo sguardo sulla gonna multicolore indossata con la calzamaglia viola che la sera prima aveva buttato sulla sedia, e sul maglioncino arancione che completava la mise. Forse non era l’abbigliamento adatto ad una bibliotecaria, ma a lei piacevano i colori accesi, le stavano bene, e poi saranno fatti miei come mi vesto, no? pensava fra sé e sé, un po’ seccata da tutti quegli sguardi altrui.
In realtà quelli erano sguardi di ammirazione. Il suo corpo flessuoso, i lunghi capelli legati in tanti treccine, la carnagione ambrata, gli occhi scuri e profondi, la bocca sempre pronta al sorriso non la facevano certo passare inosservata, più del suo abbigliamento.

Senza perdere altro tempo si mise subito al lavoro, doveva catalogare i resi del giorno prima e sistemarli al loro posto, ognuno nella sezione dedicata e al posto giusto. Le piaceva molto lavorare in biblioteca, adorava i libri, il profumo di carta e inchiostro, di polvere e cultura che si respirava in quell’ambiente, il silenzio rotto solo dal fruscio delle pagine sfogliate, dai passi sul vecchio parquet della vetusta biblioteca cittadina.

Studiava sociologia, e il lavoro alla biblioteca le permetteva di integrare ciò che le passavano i suoi genitori per mantenersi agli studi fuori casa. Vivere in città era più costoso che nella cittadina dove era cresciuta, in provincia, e anche se lei stava attenta a come spendeva i suoi soldi, pure aveva l’affitto del monolocale, le spese quotidiane, qualche uscita con le amiche ogni tanto, e i soldi non bastavano mai. Ma non si lamentava, era felice della vita che viveva e la compagnia della sua gattina le bastava. Ma più di tutto…le piaceva quello strano ragazzo che da un po’ di tempo frequentava la biblioteca.
“Ciao, – le aveva detto una mattina – avete libri antichi qua?”
“antichi sì, ma di che genere?”
“non lo so, di tutto, basta che siano vecchi.”
Lei l’aveva accompagnato nel reparto apposito e lui ringraziandola si era messo a curiosare fra i vari volumi. Forse non sapeva bene nemmeno lui cosa cercare, qualcosa aveva in mente, lo si capiva da come ne scartava subito alcuni mettendone da parte altri. Chissà cosa sta cercando pensò lei tenendolo d’occhio da lontano.
Era tornato per alcuni giorni di seguito, poi per un po’ non si era più fatto vedere, e lei pensò che avesse trovato ciò che cercava. Invece oggi, rieccolo di nuovo.
“Ciao, ti ricordi di me? Leo… senti avete libri che parlano dell’Africa, delle colonie, della guerra d’Abissinia ecc.?”
Le chiese subito appena la vede. “Ciao,  mah non saprei, vieni che cerchiamo”
E accompagnandolo nella zona libri esteri e di viaggi cercò di saperne di più.
“E’ un po’ che non ti vedo qui, pensavo avessi trovato ciò che cercavi”
“Non ancora, anche se qualcosa ho trovato. Sono sulle tracce del mio bis-nonno che ha fatto la campagna d’africa.”
“Ma davvero? e come speri di trovarlo qua dentro? “
“Ho trovato un suo diario dove racconta di quel periodo in Etiopia, ma si interrompe ad un certo punto e vorrei sapere poi cosa è successo. E’ storia, quindi qualcosa si troverà”.
“Ah ma allora dobbiamo guardare nel reparto Storia! Seguimi”
E così dicendo lo trascina via dirigendosi da un’altro lato del lungo corridoio.

Dafina e Leo troveranno le risposte che lui sta cercando?

  • No, ma i due hanno fatto amicizia e per Leo non è più così importante sapere il seguito della storia (0%)
    0
  • Sì, Leo trova il seguito delle tracce del bis-nonno (100%)
    100
  • No, e Leo dovrà cercare altrove le risposte alle sue domande (0%)
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