L’abito da sposa

Dove eravamo rimasti?

Dafina e Leo troveranno le risposte che lui sta cercando? Sì, Leo trova il seguito delle tracce del bis-nonno (100%)

Genealogia

Malgrado avessero sfogliato numerosi libri che parlavano della campagna d’africa del periodo della II guerra mondiale, Leo non aveva trovato nessuno riferimento al bis-nonno in particolare. Aveva però raccontato tutto a Dafina, che l’aveva ascoltato con curiosità e interesse. C’era qualcosa anche di lei in quella storia, in quanto suo padre era di origini africane, e la sua pelle ambrata e i capelli ribelli lo testimoniavano.
“Dovresti venire a parlare con mio padre, allora. Mi raccontava sempre delle sue origini Africane e dei tempi della guerra. Chissà, magari si conoscevano…”
“Maddai, sarebbe incredibile! ok, dai, si può fare.”

     *      *     *      *

Qualche sera dopo Leo si presenta all’indirizzo che gli ha dato la sua nuova amica, e si ritrova seduto in soggiorno di fronte ai suoi genitori, Biko e Chiara, una bella coppia mista afro-italiana.
“E così stai cercando notizie della tua famiglia?” gli chiede Chiara
“Veramente del mio bis-nonno signora, e della donna etiope che ha amato. Dato che nella mia famiglia non ci sono persone di origini africane, mi chiedo che fine abbia fatto quella donna e il figlio che aspettava.”
“Interessante, – dice Biko – e che dati hai per cercare queste informazioni? E’ passato molto tempo…”
“Sì signore, ha ragione. Ho ritrovato il diario del mio bis-nonno, Amedeo, dove racconta della guerra in Africa, e di questa donna che ha incontrato e amato. Però ad un certo punto si interrompe e non so dove altro cercare.”
“Hai provato all’Archivio di Stato? Lì sono conservati tutti i documenti che sono riusciti a salvare dai bombardamenti e distruzioni.”
“No, non lo sapevo…grazie signore, proverò a cercare anche lì. Per ora ho guardato alla Biblioteca dove ho incontrato Dafina, e nelle vecchie librerie. Ma Dafina mi diceva che anche i suoi antenati sono stati in guerra, mi può raccontare ciò che sa?”
“Beh non è molto sai, posso raccontarti la storia della mia famiglia, e basta. In casa nostra non si parlava tanto di quel periodo così difficile e doloroso per molti di loro.”

Dunque, quello che posso dirti è ciò che ho sentito raccontare da mio nonno Malik, che era africano come mio padre Biko. Suo padre Kumi era nato in Somalia, e ancora neonato era fuggito con i suoi genitori in Sudan, che però poco dopo fu invaso dalle truppe italiane. Quando alla fine della guerra, nel 1950 la Somalia fu messa sotto la gestione italiana, vi fecero ritorno. La vita però era difficile, e così a vent’anni Kumi decide di emigrare in Italia, visto che aveva imparato la lingua dagli “invasori”. Qui conosce una donna eritrea, anche lei fuggita in Italia con la madre, si sposano e nasce mio nonno Malik. Di mia nonna non so molto, so solo quello che raccontava, e cioè che sua madre incinta era fuggita dal suo villaggio in modo rocambolesco, ed era arrivata fino in Egitto. Lì l’aveva partorita, aiutata dalle altre donne che come lei stavano cercando di fuggire dalla guerra e dagli invasori. Aveva poi trovato qualcuno che l’aveva aiutata ad imbarcarsi su un vascello che tornava in Italia, e in questo modo era approdata sulle coste italiane con la sua neonata, mia nonna. Cercava di ritrovare il padre della bambina, quell’italiano che l’aveva messa incinta, ma che lei diceva di amare e anche lui. Era stata la vita a separarli, anzi la guerra. Lui era un soldato ed era dovuto ritornare con il suo battaglione, lasciandola sola. Arrivata in Italia però non sapeva come fare per ritrovarlo, non conosceva il suo cognome, né la città dove viveva, non sapeva nulla di nulla. Così si arrangiò a fare mille lavori per poter sfamare la sua bambina e se stessa, fino a che incontrò mio padre. Ormai rassegnata che non avrebbe mai più ritrovato quel suo amore di un tempo, quando capì che Kumi era un brav’uomo che l’avrebbe amata e protetta, lei e la sua bambina, lo sposò.

“Wow, che storia!” esclama Leo affascinato. Dafina l’aveva già sentita varie volte, ma anche lei era rimasta affascitata ad ascoltare le parole del padre. Quei tempi e quelle vicissitudini erano così lontane dal loro vissuto che faticavano ad immaginarsele.

“E che lavoro faceva Kumi?” chiede ancora Leo.
“Mah, non aveva un vero e proprio mestiere a quanto so. Era molto bravo con le mani, sapeva costruire oggetti e così aveva trovato lavoro in una falegnameria, dove costruivano mobili credo. All’epoca la gente si faceva ancora costruire i mobili dai falegnami sai, non come adesso che si fa all’Ikea!” risponde Biko ironicamente.
“Eh già, ha ragione signore. Una bella comodità per noi, ma del lavoro e del guadagno in meno per tanti bravi artigiani. E suo nonno Malik invece che lavoro faceva?”
“Lui lavorava in fabbrica, era operaio. Però era anche musicista, suonava la Kora, una sorta di arpa e liuto messi insieme. Suonava con degli amici, in casa nostra.”
“Un’ultima cosa signor Biko, mi ha detto del suo bis-nonno Kumi che sposò quella donna con la sua neonata. Sa dirmi come si chiamava la donna, in pratica la sua bis-nonna?”
“Si chiamava Ajene.”

La stessa Ajene del bis-nonno di Leo?

  • Suggerite voi un'altra possibilità (0%)
    0
  • Sì è la stessa persona e Leo scopre finalmente tutta la storia (100%)
    100
  • No è un'altra Ajene, un caso di omonimia (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

8 Commenti

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi