Lo spazio di Nadia

Lo spazio bianco di Nadia

Continuavo ad aggrapparmi con tutta me stessa a quelle doghe, che inaspettatamente si erano aperte come una bocca, dopo che mi ero lasciata inglobare dal mio stesso letto. Bastò poco per vedere allontanarsi il soffitto repentinamente dal mio spazio visivo.Continuavo a scivolare giù verso un ignoto destino, meschinamente apparecchiato per me. Mentre sprofondavo in quel nulla, ricordavo solamente di essere rincasata tardi quella notte. Pioveva. Era come se l’intero mondo quella sera avesse deciso di riunirsi per un pianto collettivo ed avesse incaricato le nuvole: nere, buie, terrificanti; di riversare sulla terrà tutto quel pianto.Cercavo stupidamente di trovare un indizio che mi potesse spiegare quel vortice, che mi risucchiava giù sempre più giù. Ma la mente reagisce in base a dei precedenti; quello che stava accadendo non poteva di fatto avere nessun precedente o per essere veramente precisi potevo attingere solo alla materia densa dei sogni. Ma certo, pensai. Come potevo essere stata così sciocca, quello di certo era un sogno.Un sogno maledettamente vero e realistico, che mi continuava a strappare l’ultimo barlume di realtà; incorporandomi in un enorme spazio bianco alienante. Il ricordo del mio urlo straziante che avevo lasciato uscire a causa della paura di quel vuoto improvviso si allontanava da me a ritmi vertiginosi.La paura della morte si era sopita, poiché quella inspiegabile forza che mi attirava a sé mi corroborava di una sensazione di pace e quiete.Durante la mia breve apparizione sulla terra avevo cercato di dare delle risposte a questioni come il tempo, l’amore, l’amicizia; mi ero persino interrogata sulla natura dell’odio e Non avevo di certo tralasciato pensieri sull’inconfutabile stupidità umana; quel suo spietato narcisismo insito nella sua anima.Molte faccie che ho conosciuto non avevano nessun timore ne vergogna,di mostrare la loro bruttezze o le loro bassezze.Quelle facce bellissime che si avvicendavano durante i giorni iniziarono a sbiadirsi piano piano.E quelle spietate bellezze che quasi ti convincevano rivelavano beffarde la loro anima da verme. La nonna Maria mi trovo una mattina tra i detriti del vecchio monastero.Vecchie  vestigia di un passato glorioso.Ero tutta avvolta in stuoie di velluto blu con stemmi imperiali di pregevole  fattura. Quel giorno la nonna era uscita per raccogliere gli helleborus i sui fiori preferiti e finì per trovare me.Qualche volte mi lascio raccontare quella storia perché è l’unico passato che possiedo. Lascio che la nonna si commuova al ricordo di quella sorpresa;di quel meraviglioso miracolo che la vita gli aveva donato, me.Nonna Maria é una donna straordinaria; mi ha praticamente insegnato tutto quello che c’è da sapere sulla vita.Un giorno mi guardò e mi disse:< Nadia, non ti prometto che non avrai sofferenze, poiché  farei solo una promessa vana; quantunque tu ti senta una immensa creatura capace di piegare il mondo, e avere talvolta la sensazione di essere inarrestabile e pensare di avere dentro di te la sensazione di possedere l’essenza della vita stessa; non ti prometto nemmeno  che, in quel preciso momento la vita ti piegherà ,ti piegherà talmente tanto anche se non vorrai accettarlo…. Nadia la vita è talmente così più grande di noi che in confronto  non siamo altro che teneri fruscelli sospesi da una inarrestabile tempesta eterna… La nonna Maria fece una lunga pausa: mi guardava con occhi sgranati , grandi , pensosi e brillanti. Io guardavo le lue mani che emanavano un rigore benevole e una sconfinata saggezza e lei guardava me… forse in attesa di una mia qualche reazione.Fu la sua voce a rompere il silenzio denso ed assordante. <ascoltami, bambina mia>. Disse < Ciò che fa la differenza in questo mondo, non è la ricerca spasmodica della felicità. Non è la lotta contro o per allontanare la sofferenza da noi. Ma la nostra vera ed eterna felicità alberga nella stessa trasformazione di quella sofferenza. Poiché tramite le energie opposte riusciamo ad assaporare l’essenza stessa delle cose;tramite la sofferenza riusciamo a carpire quel magico, ed inespugnabile mistero chiamato vita! Guardai perplessa la nonna quella sera. Non avevo ben capito quel suo discorso che allora mi appariva complicato quasi criptico. Ma adesso mentre una forza misteriosa mi attirava a sé in quello spazio denso , bianco ed asettico, mi ricordai delle parole della nonna e finalmente riuscì a capire pienamente quello che aveva faticosamente detto ad una bambina che di certo a quella età non avrebbe potuto assolutamente capire. Ripercorrevo a ritroso gli anni sfossanti della mia adolescenza , fatta di vuoti …che inesorabilmente mi riportavano al giorno del mio ritrovamento e di come la nonna si fosse prodigata per cercare i miei genitori. Aveva inserito annunci nei giornali locali; aveva contattato tv , girato, ospedali ma di me nessuno sapeva nulla. Ero come apparsa li , in quel luogo, dal profondo nulla.Decise di prendersi cura di me. Ebbi fortuna.  Invia la tua messa a disposizione!

Chi era Nadia? E cosa stava accadendo? Quale strana energia la risucchiava in quel mondo apparentemente bianco?

  • nadia Sta vivendo una visione del suo futuro tramite un sogno (50%)
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  • Nadia viene risucchiata in un mondo fantastico e scoprirà qualcosa che riguarda il suo passato (50%)
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  • Nadia dorme così profonda amente che sta sognando, è caduta nel sonno profondo causato dal suo cuore spezzato ? (0%)
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