Nikopol “Nik” Querida

Dove eravamo rimasti?

Sua sorella rimane un mistero che non vuole smettere di tormentarlo, ma non ha molti modi per scoprire la verità. Di notte prova a intrufolarsi nella biblioteca del Maestro. Lì ci sarà qualche libro utile... (50%)

Fuoco dal cielo

Nik conlcuse e si gettò sull’antica Pergamena che il Maestro gli aveva donato. L’imbrunire giunse troppo presto. C’era così tanto sapere nascosto in quelle rune…

“Quello che hai tra le mani è un tesoro importante. Custodiscilo come se ne andasse della tua stessa vita. Se lo dovessi perdere non avrai una seconda occasione.”

Il Maestro lo stava guardando dalla soglia del piccolo studio.

Nik acconsentì, arrotolò con cura la pergamena e la nascose nello zaino. Ancora non riusciva a capire perché l’avesse già ricevuta. Fin dall’inzio gli era stato detto che ci sarebbero voluti anni per ottenerla. Decise di non farsi troppe domande e di sfruttare l’occasione.

Il sole era calato oltre il Monte Spaccato. Chissà se i ragazzi erano tornati. Sì, dovevano esserlo, altrimenti i vecchi si sarebbero accorti della loro assenza. Attivò la Formula di protezione, ma al ponticello dove di solito si radunavano non c’era nessuno. Nik si guardò attorno. Nessuna traccia dei suoi amici, ma la vita al villaggio sembrava procedere come sempre. Gli si rizzarono i capelli sulla nuca. Tutto in ordine, eppure qualcosa non era come doveva essere, ma non riusciva a capire cosa.

Tornò a casa sorridendo. Aveva ricevuto il dono più importante della sua vita, niente avrebbe potuto adombrare quella gioia. Dopo cena si ritirò nella camera che condivideva con la sorella e si dedicò alla pergamena.

“Cosa leggi?”

Carol lo raggiunse sul letto e si sedette accanto a lui, allungando il collo per sbirciare. Nik non fece nulla per nascondere la Pergamena. Era scritta nella Lingua Arcana, non avrebbe potuto leggerla.

“Studio.”

“Cos’è Ygdrasil?”

Nik sbiancò e girò il capo verso la sorella.

“Cosa? Cosa hai detto?”

“Lì, c’è scritto Ygdrasil, su cui si regge il Mondo e la Vita. Che cosa vuol dire?”

Nikopol era senza parole. Come riusciva sua sorella a leggere quella Pergamena? Era impossibile! Senza esitare l’arrotolò e la mise via. Per una persona che non conoscesse almeno i rudimenti dei Poteri Arcani era troppo pericolosa.

“Come… come fai a leggerla?”

Sua sorella sorrise con tutta l’innocenza di cui solo i bambini sono capaci.

“Te l’ho detto, io sono una fata.”

Possibile che Carol avesse ragione? Com’era possibile? Avrebbe dovuto parlarne coi genitori? Nik fece per rispondere. Invece le passò una mano tra i capelli, infilò la Pergamena nella sacca che portava sempre con sé e uscì di casa.

“Dove vai?”

“Resta a casa, devo verificare una cosa.”

Senza esitare oltre attraversò in silenzio il paese e corse alla dimora del Maestro. La porta era chiusa magicamente, ma aveva ricevuto la chiave quando era diventato apprendista. Scivolò dentro facendo silenzio e raggiunse la biblioteca. Qualsiasi protezione sarebbe stata inutile con il suo mentore, decise di essere semplicemente silenzioso.

“Wow…”

Intuendo da fuori le dimensioi della stanza non si sarebbe mai potuto dire che fosse così ampia. Anzi, era sicuramente impossibile. Quella Biblioteca era più ampia di quanto sarebbe dovuta essere…

Le fate, devo trovare le fate, pensò riprendendosi dalla sorpresa e si infilò tra uno scaffale e l’altro. Trovò libri su argomenti che nemmeno pensava esistessero e si aspettava che, da un momento all’altro, il Maestro venisse a tirarlo per le orecchie.

“Eccolo!”

Delle Fate e del Popolo Minuto.

Lo tirò giù dallo scaffale e cominciò a scorrerne le pagine, veloce come il vento. Qualsiasi istante sarebbe potuto essere l’ultimo.

Il Popolo Minuto è affascinato dagli Umani e, talvolta, li corteggiano e li seducono. Anche se non comune, è dato per certo che tali incontri diano origine a prole di sangue misto. Tuttavia il Popolo Minuto è volitivo e capriccioso e talvolta torna per cancellare le conseguenze dei loro capricci.

Cancellare… Nik pensò a sua sorella. Se era tutto vero, le Fate sarebbero venute a… non riusciva neanche a pensarci. Riprese a leggere.

Altre volte invece affidano agli umani il compito di…

Un tremendo boato. La terra tremò. Alcuni libri caddero dagli scaffali. Nikopol si trovò con il cuore in gola per lo spavento e, senza pensarci un attimo, corse fuori.

Il mulino sembrava essere esploso e ciò che ne rimaneva era avvolto da fiamme alte fino al cielo e che illuminavano il villaggio a giorno. Tutti stavano uscendo dalle loro case e c’era già chi si stava organizzando per arginare l’incendio.

In quel momento capì cosa l’aveva allertato poche ore prima: il vento. O, per meglio dire, la totale assenza di vento. In un paese in cui il vento, anche se lieve, era una costante, non ne soffiava il minimo alito.

Qualcuno gridò e a Nikopol venne d’istinto alzare lo sguardo sul Monte Spaccato.

Sulla cima del Monte Spaccato, una sfera di fuoco si creò dal nulla.

No… non dal nulla. Le fiamme di quella sfera illuminarono la sagoma di quello che non poteva essere altro che un mago. Non c’erano altri maghi per chilometri.

Non poteva credere che il Maestro stesse attaccando il villaggio. Ma se non era il suo Maestro, allora chi era?

La sfera si alzò alta nel cielo. Per un istante il mondo parve fermarsi.

Nikopol, come tutti nel villaggio, è sconvolto. I suoi amici sono scomparsi, sua sorella forse è una fata...

  • Si lancia verso Monte Spaccato alla ricerca dei suoi amici. (67%)
    67
  • Torna di corsa verso casa sua per cercare sua sorella e proteggerla. (33%)
    33
  • Torna in casa a cercare il Maestro, l'unico che abbia la forza di opporsi a quell'attacco. (0%)
    0
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