Nikopol “Nik” Querida

Dove eravamo rimasti?

Ora Nikopol deve decidere cosa fare. Non vuole fare del male ai soldati, ma è dubbioso sul lasciarli liberi. Se li lascia andare ne arriveranno altri sulle loro tracce. Li lega e li imbavaglia, ruba loro le armi e torna dagli altri. (75%)

Discesa nel buio

Lasciandosi aiutare dalla sorella Nik legò le due guardie con le cinghie con tenevano le spade legate in vita e li imbavagliò.

“Hai visto cosa hai fatto? Per colpa tua hai rischiato di farci ammazzare.”

Carlottina restò in silenzio mentre Nik le tirava le orecchie. Avevo preso le spade e i coltelli ai soldati e ora stavano tornando di passo svelto dai loro amici.

“Tu non c’eri. Ero in pensiero e sono venuta a cercarti.”

“Se ti avesse preso l’esercito non voglio pensare quello che ti avrebbero fatto.”

La ragazzina rimase in silenzio.

“Mamma? Papà? Stanno bene?”

La ragazzina annuì.

“Sì, loro sono scappati con tutti gli altri. Non si sono accorti che io sono venuta su.”

Nik sgranò gli occhi.

“Che cosa? Per tutti gli dei, ora saranno in ansia!”

“Ero preoccupata per te…”

“Tra noi e loro c’è l’esercito. Ti rendi conto che…”

“Nik, che succede? Con chi stai parlando?” Isobel si era affacciata dal nascondiglio e rimase sorpresa quando vide la ragazzina, “Tu cosa ci fai qui tesoro?”

Il fratello si fece avanti.

“Non c’è tempo ora. L’esercito è sulle nostre tracce. Dobbiamo andare via da qui. E in fretta.”

Isobel sbiancò.

“L’esercito?”

“Una pattuglia a seguito mia sorella. Per ora li abbiamo neutralizzati, ma non so quanto tempo abbiamo guadagnato.”

Sul volto della ragazza si fece largo la disperazione e Nik sentì una stretta al cuore. Si sforzò di restare calmo e le passò le armi.

“Distribuisci queste tra i ragazzi. A me non servono.”

“Ma non ci serviranno a nulla contro un esercito.”

“Non ho la minima intenzione di combattere un esercito. Dobbiamo raggiungere la capitale e dare l’allarme.”

Non aveva la minima idea di come uscire da quella situazione, ma davanti a Isobel non aveva intenzione di mostrarsi debole. Era un mago, avrebbe trovato la soluzione. La sicurezza con cui parlò sembrò sortire effetto e rinfrancare gli amici.

“Ora dobbiamo toglierci di qui. Scenderò per primo nella buca dove è caduto Mansk, voi mi seguirete appena vi dirò di farlo. Muoviamoci.”

Prese la torcia improvvisata dalle mani di Tellor e si preparò a scendere.

“Mi raccomando, fai attenzione” si preoccupò Isobel. Gli si avvicinò e gli posò un bacio su una guancia.

Ancora una volta Nik si finse più sicuro di quanto non fosse in realtà. Si affacciò alla buca e spinse lo sguardò nell’oscurità. Era densa e fitta come le fauci di un drago. Per quanto Nik non avesse mai visto un drago e sperò che non ci stesse andando proprio incontro.

Fece un respiro profondo. Con una delle Formule più semplici accese la torcia. Il calore della fiamma gli riscaldò il viso.

“Scendo. Restate pronti.”

La Formula di levitazione era tra le prime che aveva imparato. Attivarla fu uno scherzo. I suoi piedi si staccarono dal suolo e sentì un coro di ammirazione alle sue spalle mentre, lentamente, iniziava a scendere nella grotta. Il passaggio si rivelò stretto e angusto e più volte fu costretto a piegarsi o a strisciare contro una parete.

In alcuni punti uno strano muschio luminescente gli brillava particolarmente vivido e non fece fatica a riconoscere i punti in cui Manks, cadendo, ne aveva strappato dei pezzi.

Sotto i suoi piedi il terreno tornò a essere piano. Davanti a suoi occhi lo stretto cunicolo si allargava permettendogli di stare in piedi. In lontananza, nella profondità della terra, si udiva il rumore di acqua corrente. Là sotto era freddo e umido, l’aria era diventata pungente e densa. C’era odore di muschio, muffa e funghi. Con ogni probabilità lui e Mansk erano i primi uomini che scendevano là sotto da quando era nato il mondo. Quel pensiero gli fece correre un brivido lungo tutta la schiena. Contro cosa stavano andando?

Mansk! Gli bastò avanzare di un passo per trovare il corpo del ragazzo. I vestiti erano strappati in più punti, negli stessi dove il ragazzo si era sbucciato ed era insanguinato. Qua e là terriccio e tracce di quel muschio luminescente. Gli si avvicinò temendo il peggio.

“Mansk?”

Gli posò una mano sulla fronte. Era caldo. Se fosse stato morto avrebbe avuto il tempo per diventare freddo? Lo scosse.

“Mansk?”

Il ragazzo si mosse leggermente, mugugnò qualcosa.

“Sei caduto. Stai bene?”

Lo vide aprire un occhio e guardarlo spaesato.

“Chi sei?”

Quella domanda colse Nik impreparato.

“Come chi sono… sono io! Sono Nikopol, il tuo amico!”

“Io… io non conosco nessun Nikopol…”

Non c’era tempo, ora devo assicurarsi che stesse bene.

“Sei tutto intero? Riesci ad alzarti?”

Mansk si mosse, lentamente. Prima le braccia, le mani, poi le gambe e i piedi. Si alzò a sedere e, a fatica, si issò in piedi. Sembrava intero, senza nulla di rotto. Era già una buona cosa, pensò Nik.

“Ottimo, stai bene. Ora devo chiamare gli altri.”

“Gli altri? Gli altri chi?”

Nik lo guardò preoccupato.

“Tutto il gruppo. Isobel, Tellor… sono tutti su, ma l’esercito ci sta cercando e dobbiamo nasconderci.”

Mansk lo fissò senza capire.

“Non ricordi davvero nulla?”

Mansk fece una smorfia.

“Ok, ci pensiamo dopo. Ora salviamo gli altri” si girò verso l’ingresso della caverna. Si vedeva la luce entrare, ma sembrava così lontana…

In qualche modo il gruppo riesce a scendere e ora devono inoltrarsi nella caverna.

  • Ma qualche verme gigante sotterraneo contro cui combattere no? (25%)
    25
  • Seguono la galleria che conduce ai resti di un'antica città sprofondata. (75%)
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  • Il cunicolo porta a un fiume sotterraneo (0%)
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