Acel Hotel

Dove eravamo rimasti?

Quale scalinata sceglieranno per trovare lo Specchio del grande nascondiglio? Quella di sinistra, di ferro battuto, lunga e stretta, verso una piccola porta ricavata sul soffitto. (43%)

Benvenuti all’Acel Hotel

Leyla li osservava soddisfatta, mentre i due si avvicinavano a quella scaletta di ferro battuto sulla sinistra.

“Perchè avete scelto quella, fra tutte?” chiese titubante.

“La più difficile e angusta può serbare le migliori sorprese, come nella vita…” Commentò Alessio, quasi distrattamente, saliti già i primi scalini.

“Ma qui non è la vita… E voi siete esattamente il suo contrario…” ma le sue parole si persero nella grande sala, mentre una luce strana sembrava illuminare le altre due rampe, rimaste inosservate. Aceldama avanzò librandosi, mentre il libro della morte volteggiava sulla sua testa e Alessio tratteneva, attorcigliata la catena ad una mano, quello strano orologio dalle lancette immobili. Raggiunta una piccola botola sul soffitto, fu Alessio ad aprirla, affrettandosi sul pavimento in un’angusta stanza con una piccola finestra rotonda, che lasciava indugiare la luce dall’esterno su un unico specchio dalla cornice di legno quadrata e spessa.

“Dev’essere questo! L’abbiamo trovato!” Esclamò lui, emozionato.

Aceldama si fermò, osservandolo con più attenzione; solo allora il libro della morte si lanciò al suo interno, sparendo alla vista, lasciandola senza parole.

“Avete recuperato uno degli specchi più importanti della villa – sorrise Leyla, restando a pochi passi – ognuno, qui dentro, ha un suo ruolo e un suo compito.” E quello stesso specchio smise di riflettere, mostrando invece una casa,presso la riva, forse di un lago, con un albero sul tetto.

“E’ la casa di Uriele, il Presente.”

“E’ quello che ci serve?” Chiese Aceldama, avvicinando la mano a quella superficie che pareva volerla inglobare, avviluppandone le dita al solo sfiorarla. Se ne distanziò, come spaventata, poi rivolta allo specchio, aggiunse:

“Non voglio essere la morte del mondo. Vorrei solo dimenticare ogni cosa ed essere chi ero prima…”

“Alessio!” Lo richiamò Leyla, fissandolo. Solo allora lui guardò nuovamente l’orologio, e seguendo lo sguardo di Leyla, lo porse ad Aceldama:

“Gira le lancette… Esprimi un desiderio. Non è così che funziona?”

La donna lo prese fra le mani che, tremanti per la prima volta, mossero quella ghiera, girando le lancette. Fu un fremito, un sussulto e l’intera sua figura, avvicinatasi appena a quella cornice, venne avviluppata al suo interno.

D’un tratto il pavimento tremò e l’intero edificio prese a sgretolarsi davanti ai loro occhi, mentre solo lo specchio rimaneva illeso, volteggiando nell’aria con loro, circondato da calcinacci e ruderi di una villa che ormai non era più.

“Sono libero, finalmente! Da che parte devo andare per l’uscita?” Gridò Alessio, tornato coi piedi per terra, aguzzando la vista per recuperare la strada.

“L’uscita? – domando lei, tornata al suo fianco – Io sono la chiave per tutte le porte. Solo in me troverai ciò che ti serve.” E in quell’attimo, lui la guardò con occhi diversi.

“Sei libero da Aceldama, forse… Finché resterà lì: l’hai mandata tu… Sei stato bravo. Ora resterà con Uriele, il Presente, senza più memoria di essere la morte. Perché così ha chiesto. E il Presente è l’unico che non muore mai, che non può morire. Un degno compagno, finché durerà…”

Alessio non seguiva le sue parole e con lo sguardo cercava un varco, per fuggire ancora, da quel mondo parallelo mai cercato.

“Non cercare dove non serve, mio devoto. Sei sempre stato mio, e mio sarai per sempre.”

“Perchè parli così Leyla? Cosa nascondi anche tu?”

Solo allora il suo volto si manifestò, in un boato che si tramutò in silenzio muto.

“Cento è il mio numero, lo sai? Perché cento aspetti diversi posso scegliere.” E si mostrò con le sue sei braccia in un volto fattosi trino, tra forme umane e animali in perpetua mutazione. In ogni mano un oggetto diverso, ma fra tutti, una chiave, il coltello che l’aveva trafitta, e una fiaccola accesa.

“Solo io posso ingannare la Morte. E ora, per un po’, il mondo non conoscerà la morte fisica. In fondo, voi umani, sapete morire ogni giorno senza accorgervene nemmeno, tanto sorvolate sulle vostre esistenze, senza volervi svegliare. Non è vero,  Alessio? Forse senza Aceldama, imparerete a morire. E a rinascere, dentro di voi, attraversando il buio che alberga in voi: perché io sono l’unica vera guida.”

“Cosa vuoi ancora da me?” E di colpo si ritrovarono al centro della grande sala, all’Acel Hotel.

“La tua vita non è più vita. Ma la tua morte mi appartiene. Per trovare una nuova Aceldama. Per trovare un nuovo scopo, nella morte e vita eterna. Perché io sono Ecate, io sono Leyla, la Speranza, e molti altri in me. E ricorda: la Speranza è sempre l’ultima a morire!”

Volteggiando Ecate se ne andò, librandosi nel vento come civetta; tutte le porte dell’hotel si aprirono, chiudendosi insieme in un boato, risuonando nei corridoi in quel tetro battito d’ali.

Una vecchia insegna si mosse nel vento, cigolando lentamente, con alcune lettere appena leggibili:

“Benvenuti all’Acel Hotel. Per la tua vacanza senza fine.”

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38 Commenti

  1. Difficile commentare senza essere ripetitivo. Il mio pensiero è comune alla maggior parte dei commenti precedenti. Grande coinvolgimento, soprattutto, mai scontato. La maestria innata in Katia, nella scelta delle parole più appropriate, instilla in me, una sana invidia.

  2. Riuscire a mantenere la narrazione fluida e priva di intoppi con questo format non dev’essere stato un lavoro per nulla facile.
    Bello! Sempre molto variegato nei dettagli di personaggi, luoghi e dialoghi, si riesce a immaginare tutto nella propria mente in maniera spontanea e senza difficoltà.

    • Grazie Curtain! È stato molto interessante lavorare per capitoli, ma sicuramente conoscere bene i propri personaggi li sa collocare all’interno di qualsiasi eventualità, perché sono loro che dirigono gli eventi. Fare derivare una trama dai personaggi permette di potersi muovere liberamente ma nella loro coerenza. A presto!

  3. L’autrice gestisce bene i personaggi di questa storia seducente, che si alternano i ruoli di prigionieri e aguzzini: nella lore amadiaca neppure le entità superumane possono scappare al senso di prigionia intrinseco nella condizione umana. Il lato umano di Aceldama, alleati e avversari porta a empatizzare con loro e a sentirli non cosí distanti nonostante la loro natura ultramondana, operazione non semplice. Il lettore si inoltra tra i meandri di un luogo che pur intrattenendo lo porta a riflettere sull’attaccamento verso il passato e sulla difficoltà/necessità di imparare a lasciarlo andare. Alla prossima!

    • Grazie Sabrina! Ecate, Aceldama, l’hotel, Alessio viaggiano con me da anni, a partire da “Il libro di Aceldama”. Sono dentro di me. Lavoreremo ancora comunque sulla costruzione dei personaggi anche al secondo livello del corso sul romanzo da ottobre prossimo, e già non vedo l’ora di lavorare insieme!

  4. Ciao Katia, niente da eccepire. I personaggi dei tuoi racconti che tornano interperriti portando mistero e passione. Mi è sempre piaciuto il modo in cui metti insieme le frasi scegliendo le parole appropriate, quasi una prosa. Complimenti ciao

    • Grazie Luigi! È stato molto stimolante lavorare coi miei personaggi realizzandone un prequel che ne lasciasse intatte le caratteristiche senza svelare troppo i possibili sviluppi. Il seguito in ‘Gira le lancette. Esprimi un desiderio” ma è già in cantiere molto altro….

  5. Impossibile non farsi coinvolgere dal ritmo del racconto. Brava Katia, hai fatto la cosa più saggia: fondere diverse opzioni tra loro. Ma ora, il vero arcano! Come farai che tutti votano per l’accordo? Come sempre c’è una scappatoia: gli accordi possono essere traditi… e i tradimenti meritano vendetta! Al prossimo capitolo, ciao!

  6. Bell’inizio, ottima la descrizione della location, un po’ meno quella dei personaggi, che sicuramente saranno sviluppati in futuro. Stile molto bello e accattivante, ideale per questo genere, trascina il lettore e lo coinvolge “da dentro”. Concordo con Keziarica: un uso più sobrio degli aggettivi forse aumenterebbe la scorrevolezza del testo, che comunque non risulta dispersivo. Ma qui dipende dai gusti. In fondo, nell’horror, spesso sono proprio gli aggettivi a fare la differenza. Ho votato per la donna misteriosa ed Emma che si incontrano, ma non mi dispiacerebbe nemmeno che Emma seducesse Alessio (opzione del primo episodio), un po’ di sano e raffinato eros non guasta mai. Aspetto il prossimo!

  7. Eccoci qui col secondo capitolo e diamine, come sempre riesci ad affascinarmi con queste atmosfere decadenti.
    Mannaggia lo voglio vedere dal vivo questo hotel!

    Come sempre complimenti, e sono curioso di capire perché ad il nostro Alessio non gliene va bene una !

  8. Ciao, Katia.
    quindi Alessio ha trovato un’ospite dell’albergo… una nuova a quanto pare. Vediamo che succede in seguito, ho votato la prima opzione.
    Se posso permettermi, usi molti aggettivi, forse un minore utilizzo renderebbe la lettura più scorrevole. È solo la mia opinione, fanne quello che credi. 🙂
    Alla prossima!

    • Ci sono diverse novità da scoprire all’interno dell’hotel, un luogo che davvero ha saputo stupirmi. Si chiamava Hotel Touring, così l’ho chiamato negli altri miei romanzi, e il suo fascino si sviluppava su cinque piani esattamente da vivere, fuori e dentro. A presto! katia

  9. Ciaom, Katia.
    Bello questo incipit, ci manca un punto qua e una parolina là, ma credo si tratti di errori di battitura.
    Mi piacciono gli horror, mi piacciono gli hotel abbandonati e mi piace il mare d’inverno. Direi che gli ingredienti per una storia da seguire ci sono tutti. Voto per gli altri ospiti dell’albergo e seguo.
    Alla prossima!

    • L’albergo è esistito davvero, vecchio ospite di fantastiche avventure fin dal mio primo romanzo edito “I cieli della luna”, ma qui ho voluto dare spazio a personaggi nuovi, con sviluppi inaspettati anche per me, forse. La progettazione è fatta; sarà un piacere proseguire insieme. katia

  10. Ciao, non male questo incipit!
    Ho sempre apprezzato i racconti incentrati nei vecchi hotel con gli spiriti, per qui seguo più che volentieri!
    Ho notato un paio di errori di punteggiatura, causati probabilmente da un istante di distrazione, ma per il resto seguo molto interessato!

  11. Danilo ha detto:

    Difficile commentare senza essere ripetitivo. Il mio pensiero è comune alla maggior parte dei commenti precedenti. Grande coinvolgimento, soprattutto, mai scontato. La maestria innata in Katia, nella scelta delle parole più appropriate, instilla in me, una sana invidia.

  12. Curtain ha detto:

    Riuscire a mantenere la narrazione fluida e priva di intoppi con questo format non dev’essere stato un lavoro per nulla facile.
    Bello! Sempre molto variegato nei dettagli di personaggi, luoghi e dialoghi, si riesce a immaginare tutto nella propria mente in maniera spontanea e senza difficoltà.

    • Katia Amadio ha detto:

      Grazie Curtain! È stato molto interessante lavorare per capitoli, ma sicuramente conoscere bene i propri personaggi li sa collocare all’interno di qualsiasi eventualità, perché sono loro che dirigono gli eventi. Fare derivare una trama dai personaggi permette di potersi muovere liberamente ma nella loro coerenza. A presto!

  13. Torquato ha detto:

    L’autrice gestisce bene i personaggi di questa storia seducente, che si alternano i ruoli di prigionieri e aguzzini: nella lore amadiaca neppure le entità superumane possono scappare al senso di prigionia intrinseco nella condizione umana. Il lato umano di Aceldama, alleati e avversari porta a empatizzare con loro e a sentirli non cosí distanti nonostante la loro natura ultramondana, operazione non semplice. Il lettore si inoltra tra i meandri di un luogo che pur intrattenendo lo porta a riflettere sull’attaccamento verso il passato e sulla difficoltà/necessità di imparare a lasciarlo andare. Alla prossima!

    • Katia Amadio ha detto:

      Grezie Torquato. L’utilizzo del “fantastico” è dalla sua origine, mezzo privilegiato per traghettare il lettore verso le proprie paure più nascoste attraverso l’inaspettato, l’irrazionale, il non codificabile. A presto!

  14. Sabrina Tonello ha detto:

    “La tua vita non è più vita. Ma la tua morte mi appartiene…. Benvenuti all’ Acel Hotel”.
    Complimenti come sempre. Questi personaggi fanno parte di te. Si sente in ogni riga.

    • Katia Amadio ha detto:

      Grazie Sabrina! Ecate, Aceldama, l’hotel, Alessio viaggiano con me da anni, a partire da “Il libro di Aceldama”. Sono dentro di me. Lavoreremo ancora comunque sulla costruzione dei personaggi anche al secondo livello del corso sul romanzo da ottobre prossimo, e già non vedo l’ora di lavorare insieme!

  15. Ciao Katia, niente da eccepire. I personaggi dei tuoi racconti che tornano interperriti portando mistero e passione. Mi è sempre piaciuto il modo in cui metti insieme le frasi scegliendo le parole appropriate, quasi una prosa. Complimenti ciao

    • Katia Amadio ha detto:

      Grazie Luigi! È stato molto stimolante lavorare coi miei personaggi realizzandone un prequel che ne lasciasse intatte le caratteristiche senza svelare troppo i possibili sviluppi. Il seguito in ‘Gira le lancette. Esprimi un desiderio” ma è già in cantiere molto altro….

  16. Danilo ha detto:

    Bellissima tensione, ritmo perfetto. Si può solo aggiungere che è un lavoro inconfondibile nella firma di Katia Amadio. Quando l’arte c’è, è giusto palesarla.

  17. Sabrina Tonello ha detto:

    Bravissima come sempre, Katia. Ho letto anche gli altri episodi… buona le tensione e il ritmo, come ci insegni tu :)))

  18. Fabrizio 66 ha detto:

    Impossibile non farsi coinvolgere dal ritmo del racconto. Brava Katia, hai fatto la cosa più saggia: fondere diverse opzioni tra loro. Ma ora, il vero arcano! Come farai che tutti votano per l’accordo? Come sempre c’è una scappatoia: gli accordi possono essere traditi… e i tradimenti meritano vendetta! Al prossimo capitolo, ciao!

  19. ciao Katia sei sempre molto convincente. Una piccola richiesta un po più di sangue
    Ciao a presto

  20. Oca Loca ha detto:

    Andiamo per le anime maledette, vediamo un po’che piccolo inferno ci porterai nel prossimo capitolo!

  21. Aomame ha detto:

    E che horror sia! voto per le anime attendendo gli sviluppi inaspettati.

  22. Aomame ha detto:

    Il capitolo merita attenzione. In verità, un po’ mi sono persa tra le pugnalate ed Emma viva/morta/ bho!
    Mi sono distratta 😁, ho recuperato e continuo a seguirti.

  23. Oca Loca ha detto:

    Allora come sempre ottimo capitolo, stai prendendo bene la mano e sono contento perché la storia sta partendo alla grande!

    Secondo me Alessio cercherà di dominare Emma, vediamo come va!

  24. Fabrizio 66 ha detto:

    Bell’inizio, ottima la descrizione della location, un po’ meno quella dei personaggi, che sicuramente saranno sviluppati in futuro. Stile molto bello e accattivante, ideale per questo genere, trascina il lettore e lo coinvolge “da dentro”. Concordo con Keziarica: un uso più sobrio degli aggettivi forse aumenterebbe la scorrevolezza del testo, che comunque non risulta dispersivo. Ma qui dipende dai gusti. In fondo, nell’horror, spesso sono proprio gli aggettivi a fare la differenza. Ho votato per la donna misteriosa ed Emma che si incontrano, ma non mi dispiacerebbe nemmeno che Emma seducesse Alessio (opzione del primo episodio), un po’ di sano e raffinato eros non guasta mai. Aspetto il prossimo!

  25. Oca Loca ha detto:

    Eccoci qui col secondo capitolo e diamine, come sempre riesci ad affascinarmi con queste atmosfere decadenti.
    Mannaggia lo voglio vedere dal vivo questo hotel!

    Come sempre complimenti, e sono curioso di capire perché ad il nostro Alessio non gliene va bene una !

  26. keziarica ha detto:

    Ciao, Katia.
    quindi Alessio ha trovato un’ospite dell’albergo… una nuova a quanto pare. Vediamo che succede in seguito, ho votato la prima opzione.
    Se posso permettermi, usi molti aggettivi, forse un minore utilizzo renderebbe la lettura più scorrevole. È solo la mia opinione, fanne quello che credi. 🙂
    Alla prossima!

    • Katia Amadio ha detto:

      Ci sono diverse novità da scoprire all’interno dell’hotel, un luogo che davvero ha saputo stupirmi. Si chiamava Hotel Touring, così l’ho chiamato negli altri miei romanzi, e il suo fascino si sviluppava su cinque piani esattamente da vivere, fuori e dentro. A presto! katia

  27. keziarica ha detto:

    Ciaom, Katia.
    Bello questo incipit, ci manca un punto qua e una parolina là, ma credo si tratti di errori di battitura.
    Mi piacciono gli horror, mi piacciono gli hotel abbandonati e mi piace il mare d’inverno. Direi che gli ingredienti per una storia da seguire ci sono tutti. Voto per gli altri ospiti dell’albergo e seguo.
    Alla prossima!

  28. Aomame ha detto:

    Molto bello il primo episodio. La location mi ricorda molto una delle stagioni di American Horror Story e sono sicura che leggeremo una gran bella storia. Mi piace il tuo stile, ti seguirò volentieri.
    Ciao

    • Katia Amadio ha detto:

      L’albergo è esistito davvero, vecchio ospite di fantastiche avventure fin dal mio primo romanzo edito “I cieli della luna”, ma qui ho voluto dare spazio a personaggi nuovi, con sviluppi inaspettati anche per me, forse. La progettazione è fatta; sarà un piacere proseguire insieme. katia

  29. Torquato ha detto:

    Climax coinvolgente fin dall’inizio!

  30. Wasp ha detto:

    Una storia Horror che ha tanti elementi iniziali per iniziare, brava davvero 🙂
    -W

  31. Oca Loca ha detto:

    Ciao, non male questo incipit!
    Ho sempre apprezzato i racconti incentrati nei vecchi hotel con gli spiriti, per qui seguo più che volentieri!
    Ho notato un paio di errori di punteggiatura, causati probabilmente da un istante di distrazione, ma per il resto seguo molto interessato!